Solitamente non parlo di politica, ma questa cosa è da segnalare perchè mi ha divertito molto.

Primo risultato che ho trovato in google:

http://www.news-roma.com/archivio/34...a-soddisfatto/

Con 154 sì, 1 no e nessun astenuto l’assemblea del Senato ha approvato in via definitiva il ddl anti-fannulloni nella pubblica amministrazione. Questa è la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è molto soddisfatto. Una riforma che per la prima volta mette al centro 60 milioni di cittadini italiani, 60milioni di clienti, considerati fino ad oggi - dice Brunetta - sudditi e non utenti, clienti, che da oggi potranno giudicare, arrabbiarsi e la cui voce sarà ascoltata e che avranno diritto a servizi di qualità. È la rivoluzione e mi metto in gioco personalmente a dar conto di mese in mese, di trimestre in trimestre, di semestre in semestre di come questa rivoluzione sarà implementata e realizzata. Comincio già da venerdì a fare una grande consultazione con tutti i portatori di interesse del settore per dire che la legge è stata approvata. Adesso scriveremo insieme i decreti delegati che poi verranno presentati al Parlamento su cui chiederò il parere del Parlamento e poi gireranno l’Italia e poi realizzeremo l’Authority, l’Agenzia, la consultazione on-line continuativa. Nell’arco di pochi mesi si avranno già le prime valutazioni e risultati.
Il secondo risultato:

http://blog.panorama.it/italia/2009/...netta-e-legge/

Maggiore mobilità, anche volontaria, nelle sedi carenti di organico, formazione all’estero per i dirigenti; permanenza per almeno un quinquennio per i dirigenti vincitori di concorsi nella sede di prima destinazione. E ancora, obbligo di cartellino di riconoscimento per i dipendenti pubblici, class action, anche se senza il risarcimento del danno. Sono alcune delle principali misure previste dal ddl Brunetta approvato oggi dal Senato. Con quelache imprevisto, ma ce l’ha fatta. Il dl contro i fannulloni nella pubblica amministrazione del ministro Renato Brunetta è diventato legge. Imprevisto perché alla prima chiama tra i banchi della maggioranza i sentaori erano pochi e a farlo presente è stata l’ironia dell’opposizione (”Sul decreto fannulloni i veri fannulloni sono nella maggioranza'’ commentano Giovanni Legnini del Pd ed Elio Lannutti dell’Idv).
Alla seconda chiama Palazzo Madama non fa scherzi, stavolta è l’opposizione a non votare: ma il provvedimento, meglio conosciuto come ddl anti-fannulloni, è legge.
Il testo di delega al governo è fatto di 13 articoli e prevede lo stanziamento di 4 milioni di euro per la realizzazione di progetti sperimentali ed innovativi su nuove metodologie di valutazione tra le amministrazioni centrali e gli enti territoriali. E, sempre nell’ambito della valutazione, la creazione di un’Authority ad hoc per garantire trasparenza. Tra gli altri punti salienti che hanno acceso la discussione parlamentare anche la riorganizzazione della Corte dei Conti e la nuova composizione del Consiglio di presidenza.
Per rendere operativa la riforma della Pubblica amministrazione servono, secondo le previsioni del ministro, altri due mesi per i decreti legislativi attuativi. Il ddl era stato approvato dall’aula della Camera il 12 febbraio.
Naturale la soddisfazione del ministro Brunetta: “Con questa legge i dipendenti pubblici saranno chiamati a fare bene il loro lavoro. Quelli bravi non avranno nessun problema, i fannulloni, invece, dovranno fare qualche riflessione”. Nulla da temere, per il responsabile della Funzione Pubblica, per i pubblici dipendenti “bravi, che sono la maggioranza: avranno finalmente una pubblica amministrazione apprezzata dai cittadini italiani, che non sarà più una palla al piede ma il motore dello sviluppo del Paese. Questo risultato significa più reputazione, ma anche più remunerazione, salari e premi legati alla produttività”. “Quindi” insiste il ministro “per quelli che vorranno percorrere questa rivoluzione ci saranno benefici, onori e salari più alti”.
“In verità” ricorda il ministro con aria soddisfatta “la rivoluzione, in parte, è già in atto perchè tutto ciò che ho fatto, anche senza la legge, ha anticipato la legge stessa”, e snocciola: “le assenze per malattia nella Pa ridotte fino al 70%, i distacchi sindacali, l’operazione trasparenza sulle consulenze…”.
E cosí via, siti come il corriere e repubblica non mi pare abbiano dato molta importanza alla notizia.

Ve la riporto semplicemente perchè ieri sera mentre tornavo a casa in macchina ho sentito il notiziario della Radio Svizzera Italiana e hanno parlato di un piccolo dettaglio (per la stampa italiana insignificante a quanto pare), a detta loro, piuttosto comico: al momento del voto il Senato era quasi deserto e non si poteva procedere. Alcuni senatori si sono quindi dati da fare a raccattare i loro colleghi, chi col cellulare, chi girovagando per il palazzo.

Che buffoni!