Originariamente inviato da vificunero
Portati un libro e della buona carta per lettere:
"Carissima amata,
ti scrivo da Bradford, in un triste pomeriggio di pioggia. Ho appena finito di leggere il libro che mi regalasti il giorno della partenza. Rammenti? Mi accompagnasti alla corriera e prima della rumorosa partenza di quel catorcio di lamiera, svelta e timorosa infilasti nella tasca del mio cappotto quelle poche pagine di racconti di lontananza. Poi, alzando gli occhi timida con il volto in fiamme, stringendomi forte le mani, mi strappasti (

) la solenne promessa di leggere quelle pagine una volta sistematomi del tutto, una volta passata l'eccitazione della partenza, del cambiamento.
I noiosi e umidi pomeriggi di Bradford non mi hanno lasciato alcun scampo: le pagine di quel libro sono angoscianti coltellate che affondano nella ferita della nostra separazione e la lama del coltello gronda della pioggia straniera e gelida di Bradford. Non tutto il male viene per nuocere, mia cara amata: quelle pagine, quelle parole, quelle coltellate tengono vivo in me il ricordo della nostra felicità. Alimentano le speranze del ritorno, il prima possibile e spingono la mente al nostro futuro, insieme.
Quando tornerò da te, getterò nel canale il tuo libro e Bradford, la lontana Bradford, sarà solo qualche pagina umida sul fiume placido della memoria.
P.S: Ho finito la mortadella della Galbani. Potresti mandarne un due etti, anzi no, tre etti, abbondanti. Sapessi che prezzi che hanno qui! Roba da buttarsi nel canale. A presto.