Qui dice cha basta cambiare alimentazione radicalmente:

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Cause e sintomi della coleciste La coleciste è una infiammazione acuta o cronica della cistifellea, derivante da irritazione continuata, da stitichezza, da calcoli, da cibi incompatibili col suo disegno biochimico, dai lanzichenecchi chiamati farmaci e vaccini. Predilige il corpo femminile, e in particolare le donne super-alimentate in gravidanza. I calcoli grossi non sono facilmente disgregabili, ma non creano necessariamente grossi disturbi. Quelli piccoli invece si possono espellere anche se spesso dolorosamente. Contrastare quei dolori è grave errore in quanto sono funzionali all’espulsione dei calcoli stessi. I sintomi della coleciste sono lingua sporca, pesantezza, sonnolenza, bruciori di stomaco, eruttazioni, stitichezza, dolori al finco destro e alla spalla. I rimedi sono sempre gli stessi. Niente farmaci, niente vaccini. Tanta frutta e tanta verdura cruda. La coleciste, ed anche le epatiti stesse, si combattono con frutta e verdure crude, con più acqua biologica in circolazione e meno nitrati o sali di ammonio, con meno acidi urici e meno creatinina. Detto in soldoni niente carne, niente formaggi e niente pesce, per cui ogni trasgressione a questa regola si paga amaramente. Ieri ho pubblicato la tesina Carne a ruota libera e fegato gonfio, e vale anche per i problemi di cistifellea, ovviamente. Azioni depurative e coadiuvanti di alcune piante speciali Notissime le azioni specifiche di piante come il carciofo, il tarassaco, il finocchio, il rabarbaro, la genziana, la malva, il cavolo crudo, le cicorie, i germogli del rusco o pungitopo. L’olio di oliva extravergine è ottimo per purificare il fegato e, assunto di mattina a digiuno, per sciogliere i calcoli biliari. I semini di lino, di sesamo, di girasole e di zucca sono ottimi se pestellati e aggiunti alla crema di avena e alle creme di verdura. Nessuna contrarietà a cereali integrali, a noci, mandorle e avocadi. Cataplasmi di fango e di foglie di cavolo, aiutano certamente a disinfiammare, ma solo come coadiuvanti e aiuti alle modifiche dietologiche. La magrezza deriva da carente assorbimento, e quindi da pessima dieta onnivora Quanto al caso specifico, la Silvia è sottopeso non certo per mancanza di proteine o per eccesso di frutta e di verdura. Lei sta mangiando davvero di tutto, anche se crede di aver fatto molto evitando i fritti e il burro. La sua magrezza deriva evidentemente da mala-alimentazione e da penoso assorbimento. Un corpo altamente intossicato dal pesce, dai formaggi, dalle uova, dai dolci, e dai cibi cotti. Molti spazi dunque per migliorare la situazione e rimettere in funzione il suo sistema epatico. Carne e pesce non sono cibo, ma resti di una persona poco amata e poco conosciuta, resti di una persona barbaramente assassinata Neanche una parola spesa nei riguardi dell’incompatibilità spirituale dei prodotti animali mi incuriosisce assai, soprattutto quando si è in presenza di un’anima femminile e quindi più sensibile agli sgarbi subiti dagli animali. La mia ipotesi è che si tratti di semplice rimozione sistematica ed innocente, per cui si fa finta di considerare un pezzo di cadavere come un cibo qualsiasi, e non come miseri resti funerei di una persona assassinata. Il piatto di carne, di pesce e di formaggio, gronda immancabilmente sangue e sofferenza Rimozione comune e perdonabile in termini di peccato individuale, ma assai grave in termini di conseguenze concrete e perverse. Ogni piatto di carne, di pesce, di uova e di formaggio gronda sangue, gronda sofferenza e gronda crudeltà. Non è pensabile che questo fatto vero, profondo e sconvolgente, non sia carico di conseguenze e di influssi negativi, indipendentemente dal fatto che esista o meno una coscienza e una sensibilità percettiva dichiarata. La vita non è fatta di sola materia. Ce lo ricorda l’indimenticabile Giordano Bruno. Credere che siamo solo mossi e toccati dagli aspetti visibili e materiali delle cose è stupidità manifesta. L’importanza dei collegamenti extra-sensoriali La Silvia ha scoperto di recente che la cistifellea infiammata provoca dei dolori al braccio destro, per via delle solite interrelazioni e sinergie del corpo umano. Non ha ancora scoperto però quanto più forti e significativi siano i collegamenti extra-sensoriali che ci legano alle vicende emozionali, etiche ed estetiche, riguardanti il tipo di cibo che assumiamo. Il giorno in cui si accorgerà di questo, capirà meglio la portata dei suoi precedenti errori alimentari.