L'olio di semi è l'olio ottenuto dalla estrazione, a mezzo solvente, o dalla pressione meccanica di semi oleosi (arachide, canapa, lino, girasole, sesamo soja, ecc.) e successivamente sottoposto, per essere reso commestibile, a processo industriale di rettificazione, altrimenti detto di ''raffinazione''.
Tale processo però, distrugge quasi totalmente le vitamine presenti nei semi. E' permessa l'aggiunta di additivi antiossidanti per evitare l'irrancidimento: gli oli vegetali contengono gli alfa-tocoferoli, antiossidanti naturali che conservano l'olio nella pianta, i quali, efficacissimi in natura, non sono in grado di proteggere del tutto l'olio estratto durante l'immagazzinamento e nel corso della cottura.
Gli oli di semi più diffusi sono: olio di semi di girasole, olio di semi di mais, olio di semi di soia, olio di semi di arachide, olio di semi di cartamo, olio di semi ricino, olio di semi di palma.
Gli oli di semi messi in commercio devono rispettare alcune norme legislative: le caratteristiche organolettiche devono essere buone, senza difetti di sapore e di odore; l'acidità libera, espressa in acido oleico, deve essere inferiore allo 0,5 per cento; devono essere stati rettificati; non ci deve essere traccia di coloranti o di altri additivi tranne quelli permessi; devono essere venduti in recipienti sigillati di peso netto inferiore ai 5 Kg; sulla confezione deve essere stampigliato il termine minimo di conservazione.
L'olio ottenuto da un solo tipo di seme va posto in commercio con l'indicazione del nome del seme da cui è stato estratto. Se invece l'olio è stato ottenuto dalla miscela di prodotti estratti a semi diversi si avrà l'olio di semi vari. Rispetto all'olio di oliva, gli oli di semi sono molto più ricchi di acidi grassi polinsaturi e sono meno resistenti al calore. L'eccessiva introduzione nell'organismo di acidi grassi polinsaturi, li trasforma, nella metabolizzazione, in perossidi che consumano la vitamina E, procurando danni e fenomeni patologici.
Da ciò si può dedurre quanto siano errate le raccomandazioni di usare oli di semi per difendersi ad es. dall'arteriosclerosi.
L'alimentazione con detti oli, ammesso e non concesso che abbassi il colesterolo, certamente procura rischi dovuti ad ossidazioni biologiche. E' statisticamente provato che nei paesi in cui si fa un uso predominante di olio vergine di oliva, si hanno meno infarti.
Non risponde a verità neppure l'affermazione secondo la quale gli oli di semi sarebbero più leggeri dell'olio di oliva. Ricerche in materia hanno dimostrato che l'olio di oliva, il cui componente principale è l'acido oleico, è apparso il meglio tollerato dallo stomaco.
Ufficio legale Codacons Campania