23 nov 2005
Finanziaria:Stanley a Ciampi, no piu' ostacoli accesso mercato giochi
Radiocor - Roma, 23 nov - Un intervento per impedire che nella Finanziaria 2006 vengano emanate 'nuove misure gravemente lesive del diritto comunitario' nel mercato italiano delle scommesse sportive e dei giochi. E' l'invito rivolto al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in una lettera aperta della societa' inglese Stanley International Betting Limited (facente capo a Stanley Leasure quotata sul London Stock Exchange) pubblicata sulla stampa con avviso a pagamento. Nella lettera si ricorda che Stanley e' un'impresa comunitaria che da numerosi anni tenta invano di guadagnare l'accesso al mercato italiano delle scommesse sportive e dei giochi, che e' virtualmente chiuso al mondo esterno'. A scrivere e' l'executive managing director, John Whittaker che dice di 'aver appreso con grave preoccupazione che l'art.66 (commi da 11 a 15) del ddl Finanziaria 2006 si propone di introdurre nuove ed ancor piu' invasive restrizioni alle liberta' di stabilimento e prestazione dei servizi transfrontalieri dei bookmakers comunitari'. Secondo Stanley la Finanziaria contiene anche 'misure manifeste di aiuto di stato in favore dell'industria nazionale'.
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(AGI) - Roma, 22 nov. - I bookmaker si rivolgono al Presidente Ciampi per chiedere la modifica dell'articolo 66 della Finanziaria che regola le scommesse e che, a loro dire, sarebbe in contrasto con la normativa Ue. Se la Finanziaria venisse approvata com'e', scrive la Stanley International Betting, gestore attivo sul mercato italiano, la norma in questione "sarebbe in aperta violazione della legislazione europea che prevede la liberta' di fornire servizi transfrontalieri, la liberta' di fornire servizi di telecomunicazione e la tutela dei dati personali". Per questo la societa' chiede al Presidente della Repubblica di rifiutare la promulgazione della legge. In proposito la Stanley International Betting ricorda che la European Betting Association (EBA) e la Remote Gambling Association (RGA), lo scorso 2 novembre, hanno avvertito il governo italiano e le autorita' competenti del problema e hanno segnalato il caso alla Commissione europea come "un nuovo tentativo di impedire l'accesso dei gestori stranieri nel mercato italiano". (AGI)

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