Originariamente inviato da lookha
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Premessa: non hai letto il thread. Se lo hai letto non lo hai capito, al contrario di molti. Questo in psicologia come si chiama? E no, non sono gli altri ad essersi spiegati male.

Seconda premessa: i thread devono essere letti integralmente, almeno quando hanno una manciata di risposte, in questo modo ci si fa un'idea sufficientemente composita. Nel merito del tuo post ho già risposto. Anche al tuo tentativo di gran stoccata wikipedica.

Domanda: lo sai che non si blatera a casaccio e tanto per rispondere contro?

In psicologia la tua si chiama: logorrea.

Bene, ora risponderò comunque ai punti insoluti del tuo post, perché amo ripetermi:

1. Tuttora La Repubblica e il Corriere non riportano le due notizie da noi linkate poco sopra. Questo può bastare. Quando si parla a sfavore della propria linea editoriale lo si fa col contagocce e con notizie parziali. Fa parte del piano anche questo. Il classico esempio è l'hondurena clandestina che si è sacrificata gettandosi tra le onde per salvare una bambina italiana. Si potrebbe obiettare: "Ora stai esagerando, alla fine è comunque una buona notizia". Sono d'accordo, ma perché scegliere proprio questa notizia tra i mille esempi di integrazione? Provo io a darne un'interpretazione. L'esempio porta a:

a. "avete visto che parliamo anche di esempi di integrazione o esempi a sfavore della nostra idea?". Pochi, troppo pochi. Così si danno solo appigli e cavilli ai cattivi avvocati difensori di questa tecnica. Basta anche solo guardare il primo post del thread, dove c'è l'elenco de Il Giornale. E' immancabile l'esempio a sfavore: "Cinese di 17 anni decapitato dall’amico italiano". Con un esempio a sfavore su cento a favore si porta al banale pensiero: "Bé non saranno tutti così, ma la maggior parte..." che rende molto di più dell'assolutismo di opinione.
b. la sindrome del maggiordomo che muore per salvare il suo padrone. Ma resta maggiordomo. Attenzione perché questa è molto sporca e subdola: è un esempio di sacrificio. Tanto è vero che a me, e immagino a tanti altri, sono rimasti impressi questi concetti "hondurena" "clandestina" "muore per bambina italiana". Come dire, inconsciamente: "quello è il suo ruolo e ci si è applicata. E' commovente". Eppure non ricordo neanche dove il fatto sia successo, però addirittura ricordo che la donna fosse CLANDESTINA ed EXTRACOMUNITARIA. Ricordo a malapena che fosse la sua tata. O forse era una passante? O un'amica di famiglia che era sulla spiaggia? Non potrei metterci la mano sul fuoco. Però ricordo bene: era straniera e si è sacrificata per un membro indifeso del nostro branco. Non ricordo nemmeno il suo nome. Strano, per un compito giornalistico. Magari è colpa mia che ho dato più importanza a certe parole piuttosto che ad altre. Ma mi risulta che sia proprio questo il compito del giornalista: mettere in luce certe parole e certi fatti e dirne sottovoce altri.

2. Nel caso che non si fosse ancora capito, non si parla dei giornalisti che fanno il loro mestiere correttamente, si parla di taluni giornalisti e direttori editoriali, qualunque sia la loro posizione, che omettono, tagliano e cuciono a favore di un'idea, spesso errata in partenza.