tu mi parli dell'istinto di improvvisatore e io ti dico che uno che a mio avviso improvvisa ad istinto è Meldhau e non MethenyOriginariamente inviato da Gren
Dipende... Quando è in vena molto poco, anche se quando non lo è li usa molto. Ma era incentrato su questo, il discorso? Perchè allora anche mccoy tyner, per l'appunto, usa un sacco di pattern. Un po' tutti, alla fine. Anche michael brecker, che è il più grande improvvisatore del mondo (onore a lui), si ricicla abbastanza. Ma è anche il suo linguaggio, il suo marchio, è giusto così. É per questo che lo riconosci in mezzo ad altri dieci sassofonisti (solo se sono al suo stesso livello, perchè altrimenti senti altre nove persone che suonano i lick di brecker e sembrano tutti brecker).
I lavori di Bley sono diversi e comunque io non parlo di free, il discorso che facevi tu mi sembrava diverso, ovvero come questi grandi possano improvvisare dal nulla, tralasciando la teoria e abbandonandosi all'istinto, il fatto stesso di utilizzare molti pattern lascia poco all'istinto.Non ti posso rispondere su meldhau, perchè credo sia l'unico jazzista al mondo che io NON riesco ad ascoltare; mi irrita dopo quattro battute. Pensa che sono pieno di roba sua e lo trovo irritante. Comunque è un limite mio, ovviamente, non suo.
Redman (joshua, vero?) è molto bravo... Dewey di più ancora, nel senso che dici tu.
Il tuo discorso è pericoloso, comunque: si rischia di ricadere in una forzatura in senso contrario, perdendo spontaneità e creatività imponendosi di essere originali a tutti i costi. Paul bley non utilizza pattern, è un colosso, ma... non so. Tu che ne pensi di lui?
non parlo di rinnovarsi, chi mantiene uno stile non è per forza da biasimare, dopotutto quanti hanno preso bene "l'evoluzione" di Miles in elettrico? Io parlo di improvvisazione pura e istintiva e dico che quelli che la fanno sono molto meno di quelli che pensi.Metheny è intoccabile, quanto lo sono i vari liebman, brecker, lovano, bergonzi, hancock, garrett, corea, scofield, burton, comunque. Su ognuno di loro potresti aprire dei dibattiti, discutendone la discografia e la relativa orginalità, capitolo per capitolo. E più o meno verrebbero fuori le stesse cose, per ognuno di loro, perchè la creatività non è uno strumento a comando (tranne forse che per hancock).
Sono tutti personaggi che possono fare venti minuti di assolo su un pezzo che hanno suonato centinaia di volte e non ripetersi mai, nemmeno una volta. Metheny compreso. Sul fatto che, poi, pat non abbia saputo, magari, rinnovarsi più di tanto, nel corso della sua carriera (come ha fatto il solito hancock e poi i vari corea, mclaughlin, burton), a livello strumentale, possiamo discutere. Ma mi sembra una pretesa financo eccessiva.![]()
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