Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Squadra di calcio del cuore e passione calcistica è diverso da imprenditoria industriale.
E per inciso mi dispiace pure che la Fiat si sia trasferita, ma semplicemente ne comprendo i motivi e non posso che convenire che han fatto la scelta migliore viste le condizioni che l'Italia impone a chi cerca di fare impresa qui.
Stesso discorso varrebbe per l'Inter che vende a Thoir o il Milan che vende ai Thailandesi: comprendo benissimo le motivazioni, che sono più che solide e razionali, ma mi dispiace. E il filo conduttore alla base è sempre lo stesso: l'Italia è un Paese in declino ed è per quello anche che rimpiango i tempi in cui invece ci potevamo permettere di "essere italiani" ed eravamo noi che potevamo acquistare i Van Basten, i Roberto Baggio, i Nedved, gli Zidane, etc. (Cioè quando i palloni d'oro e i migliori giocatori erano tutti nel nostro campionato, quasi).
Oggi se vuoi fare impresa ad alto livello o ti fai comprare o devi spostarti all'estero. Una squadra di calcio non può spostarsi all'estero...
Mi dispiace di questa situazione e mi dispiace che Fiat o l'Inter perdano la loro connotazione italiana. Ma in entrambi i casi ne comprendo perfettamente le motivazioni e so che purtroppo sono solide e razionali motivazioni imprenditoriali. Sarebbero dei pessimi manager, viceversa.
Poi agli occhi del tifoso è diverso: è preferibile un Milan che lotta al massimo per un piazzamento, senza soldi per comprare giocatori decenti ma che resta di proprietà italiana, o un Milan che può tornare a comprare campioni, che lotta per campionato e coppe, ma con un presidente Thailandese che non rappresenta in realtà nessun milanista se non in termini di carte bollate? Come si nota, qui il discorso si fa di cuore...
«Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan
«Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi
a mia memoria mi pare che in quel periodo le squadre spendessero a debito...
ora non sono documentato a sufficienza, ma credo che di utili le squadre ne abbiano pochi quando non sono direttamente in perdita
connotazione italiana col 90% dei giocatori stranieri e senza vivai?... :-\
*** 300.000 BRIGANTI ***
Tempo fa qualcuno diceva che gli italiani sono meglio di chi li governa, ma la verità è che sono peggio...
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.