Originariamente inviato da Mr_White
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Non mi è mai piaciuto il concetto di anima come "scintilla vitale" del corpo. Non mi è mai piaciuto il concetto dell'anima come un qualsiasi Tezuya dentro la mia testa che pilota il corpo-Mazinga. La mia anima E' il mio corpo. Il mio corpo E' la mia anima. E' un tutt'uno. E questo tutt'uno è espressione immanente di un unico grande processo universale.
Nella mia visione delle cose, siamo come ombre cinesi: siamo riflessi di una unica grande luce, e la nostra forma attuale è il profilo della sagoma che momentaneamente ci definisce. Il problema è che i nostri schemi mentali - necessari alla sopravvivenza - ci danno l'illusione della separazione, dell'indipendenza; probabilmente con l'avvicinarsi della morte, quegli schemi si sfaldano e appiattiscono, lasciandoci percepire l'unità sottostante.
E' un unità che credo sia possibile percepire - vagamente - durante episodi più o meno casuali della nostra vita, o attraverso una ricerca piuttosto difficile. Una volta che l'hai intuita, però, capisci che domande come "Esiste l'anima?", "Esiste dio?", etc. etc. non hanno in realtà un significato davvero importante.
Quello che può aprire la porta è la consapevolezza e l'attenzione quotidiana: consapevolezza di come parliamo, di quello che diciamo, di come camminiamo, di quello che pensiamo. E' come pulire una camera e poi tenerla in ordine. Tenere la stanza in ordine è importante in un senso, ma totalmente privo di importanza in un altro. Ci deve essere ordine in una stanza, ma l'ordine non aprirà la porta o la finestra. Quello che aprirà la porta non è il vostro volere o il vostro desiderio. Non potreste invitare l'altro. Tutto quello che potete fare è tenere in ordine la stanza, il che vuol dire essere virtuosi per il fatto in se stesso e non per quello che esso porterà con sé. Essere equilibrati, ragionevoli, tranquilli. Allora, forse, se siete fortunati, la finestra si aprirà e il vento entrerà. Ma può anche non succedere. Dipende dallo stato della mente. E lo stato della mente può essere compreso solo da voi stessi, osservandola, non tentando mai di controllarla, non prendendo posizioni, senza mettersi in una posizione di contrasto, o essere d'accordo, senza mai giudicare - cioè osservarla senza fare scelte. E da questa consapevolezza senza scelta la porta potrebbe aprirsi e voi conoscerete quella dimensione in cui non esiste conflitto e non esiste tempo.
[Libertà dal conosciuto, Jiddu Krishnamurti ]
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