si
no
indeciso
Ma il dubbio che finora non si sia fatto niente perché partiti che sono rimasti pressoché gli stessi (a parte il nome) dal dopoguerra hanno sempre guardato più al proprio tornaconto che al paese non viene?
Qua cmq è spiegato abbastanza "for dummies" e senza pregiudizi (né per il sì, né per il no) ciò che cambierebbe con questa riforma:
https://it.wikiversity.org/wiki/La_R...costituzionale
Non sono ovviamente illustrate le criticità né i pregi e non è detto che un opinionista medio* di html.it sia in grado di ricavarle da sole, ma è pur sempre un'analisi.
* agevolo diapositiva
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sara', ma io continuo ad essere dell'idea che la maggioranza di quelli che andranno a votare sono "convinti" che con il NO Renzi andra' a casa mentre con il SI restera', con buona pace di tutte le campagne elettorali pro o contro.
per quello che vale, sarebbe interessante fare un sondaggio sulla tendenza di voto tra gli over 60, magari chiedendo loro il perche' del loro voto.
lo so, sono pessimista.
...and I miss you...like the deserts miss the rain...
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.
E' un dubbio parzialmente infondato, almeno negli ultimi vent'anni: proposte di modifica della Costituzione per arrivare a un assetto simile a quello della riforma oggetto del referendum sono già state presentate in passato da diverse forze politiche, nel thread ho citato il programma dell'Ulivo del 1996, che prevedeva già molte delle modifiche dell'attuale riforma. Altri partiti hanno presentato proposte che prevedevano perfino una trasformazione in repubblica presidenziale, persino il M5S nel 2013 con un DisL a firma Vito Crimi aveva presentato un suo progetto.
Evidentemente le proposte sono state accantonate perchè si sono manifestate esigenze più stringenti e senz'altro per questioni di calcolo politico, nonchè, nel periodo berlusconiano, perchè era più urgente legiferare per salvare il Cav.
Ormai però è palese che una riforma serve, rischiamo di rimanere davvero al palo tra i maggiori paesi.
me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.
Un altro punto importante su cui si dibatte è che questa riforma servirebbe ad accelerare l'iter legislativo, ma i sostenitori del NO affermano che non ce n'è bisogno perché si legifera già abbastanza.
Non è una però una questione di quantità, ma di tempi: con la riforma, se passa il sì vengono introdotti dei tempi certi per le discussioni e le approvazioni di parlamento e senato delle autonomie, ergo il governo potrà focalizzarsi meglio sui disegni di Leggi (cioè le Leggi proposte dal Governo) e nel caso non fossero approvate non si dovrebbero attendere tempi biblici prima di essere riproposte con eventuali emendamenti e miglioramenti.
Da
https://it.wikiversity.org/wiki/La_R...costituzionale
Per l'iter legislativo
Per i disegni di legge si definisce un tempo massimo per il votoPer quanto riguarda i disegni di legge approvati dalla Camera, il nuovo iter legislativo prevede che, prima della promulgazione, vengano trasmessi al Senato, che ha facoltà di discuterlo se ne fa richiesta almeno un terzo dei suoi componenti entro dieci giorni. Se sceglie di esaminarlo, ha trenta giorni di tempo per deliberare proposte di modifica, sulle quali spetta poi alla Camera la pronuncia in via definitiva. Sulle materie ricadenti nella potestà legislativa delle Regioni e di bilancio il limite di trenta giorni è ridotto rispettivamente a dieci e quindici giorni dalla trasmissione del testo in aula; per le prime la Camera può respingere le eventuali proposte di modifica solo con il voto della maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Il Senato può proporre, con deliberazioni a maggioranza assoluta dei suoi componenti, disegni di leggi alla Camera, che ha sei mesi di tempo per pronunciarsi.
L'esecutivo ha facoltà di chiedere alla Camera dei deputati di deliberare, entro cinque giorni dalla richiesta, che un disegno di legge «indicato come essenziale per l'attuazione del programma di governo» sia inserito in via prioritaria all'ordine del giorno e arrivi ad un voto definitivo entro i successivi 70 giorni, prorogabili al massimo di 15 giorni in relazione alla complessità del ddl e dei tempi di esame da parte della Commissione. I tempi per l'eventuale esame del Senato rispetto all'iter ordinario sono inoltri ridotti della metà. Sono escluse da tale procedimento definito «a data certa» le materie di competenza di entrambe le camere e i testi di legge su bilancio, ratifica dei trattati internazionali, amnistia e indulto.
Ultima modifica di fcaldera; 17-11-2016 a 12:57
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