Occhio che questa sentenza, soprattutto questa parte:

Nel luglio del 2005 la "3" è ricorsa alla magistratura ipotizzando reati come accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica, detenzione abusiva di sistemi d'accesso. E ha chiesto al giudice di intervenire "per ripristinare la legalità nel mercato dei servizi per la comunicazione mobile". Secondo il giudice, però, le richieste de la "3" sono infondate. Il motivo: il telefonino è di proprietà dell'utente che, per definizione, non può violare qualcosa che è suo.

"Anche il buon senso", è scritto nella sentenza, "suggerisce che il cliente una volta ricevuto il video telefonino si comporta uti dominus potendo utilizzarlo a suo piacimento". Quanto allo sblocco del cellulare "altro non è che una violazione contrattuale". Insomma, niente di penale. Al massimo "3" potrebbe fare una causa civile ai suoi clienti.

si potrebbe riportare a tutte le varie tecnologie informatiche. Insomma, se acquisto un prodotto informatico e faccio reverse enginering al fine di capirne il meccanismo non è penale (come invece è adesso). Estendendo la sentenza, se possiedo un libro e voglio fare miliardi di fotocopie non commetto un reato penale, come invece suggerisce adesso la SIAE. Estendendo ancora, se decido di condividere qualcosa che è mio, sempre ricordando ciò che è in neretto, non commetterei un illecito penale bensì solo amministrativo.

A meno che un coso fisico abbia applicazioni differenti della legge rispetto a un coso immateriale come il diritto di autore.