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  1. #11
    Le universita' sprecano una marea di soldi, che risparmino; ho avuto due professori che, per anni, hanno pubblicato solo lavori sulla dinamica dei canali a pelo libero,stronzate..

    Altra cosa, unipv ha un numero di studenti per professore bassissimo, esistono parecchi professori 'finti', e tanti soldi per la ricerca finiscono a casa dei prof.
    Più la si cerca e più si allontana, la base dell'arcobaleno.
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  2. #12
    Utente di HTML.it L'avatar di chris
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    Originariamente inviato da taddeus
    Le universita' sprecano una marea di soldi, che risparmino; ho avuto due professori che, per anni, hanno pubblicato solo lavori sulla dinamica dei canali a pelo libero,stronzate..

    Altra cosa, unipv ha un numero di studenti per professore bassissimo, esistono parecchi professori 'finti', e tanti soldi per la ricerca finiscono a casa dei prof.
    per questo bisognerebbe valutare anno per anno l'impact factor dei vari professori: non raggiungi un certo valore di if? via, sicuramente c'è qualcuno più meritevole da qualche altra parte. in questo modo ci sarebbe realmente una corsa delle università per avere i professori migliori e potremmo distinguere meglio le università più prestigiose dalle altre.

  3. #13
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da MasterLibe
    Un'altra cosa. I rettori chiedono denari; giusto, l'Italia non spende molto in ricerca (mentre in istruzione pare che spenda anche troppo), ma è anche vero che i fondi destinati alla ricerca non vengono usati tutti: ogni anno parte dei fondi viene stornata verso il bilancio dello stato. Allora, perché i rettori non cominciano a riorganizzare le loro università prima di chiedere altri fondi? Prima l'organizzazione, poi i fondi, altrimenti non si possono conoscere le esigenze.

    In più. Sono le università a dover decidere le rette restando entro i limiti stabiliti dallo stato; eppure le rette sono generalmente basse per tutti. Invece, si potrebbe cominciare a rimodulare le rette, con un incentivo a quegli studenti con alto rendimento. Pensando, per altro, al sistema statunitense si potrebbe anche diminuire il finanziamento alle università e aumentare quello agli studenti meritevoli; insomma, bisogna puntare anche sulle borse di studio.

    Vi consiglio di leggere tre editoriali che Giavazzi ha pubblicato sul Corriere della sera qualche anno fa (http://www.igier.uni-bocconi.it/whos...ero&id_doc=177): "l'occasione perduta" del 11 dicembre 2002, "lauree in ipocrisia" del 15 dicembre 2002 e "ministro Moratti resista" del 3 febbraio 2003.
    le rette sono basse perche' cosi' eviti che lo studente scelga un'universita' con retta piu' bassa, nel caso di differenze molto elevate. E il rettore tende ad avere piu' studenti possibili per poter far pressione sullo stato per avere fondi.

    Comunque vedo nell'universita' uno spreco incredibile, anche nella sola ricerca. Le ricerche realmente utili sono veramente poche, solitamente si punta su cavolate per avere soldi e non far niente o il minimo indispensabile.
    You cannot discover new oceans unless you have the courage to lose sight of the shore

    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  4. #14
    Utente di HTML.it L'avatar di wsim
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    Originariamente inviato da chris
    Più che altro sarebbe il caso che capissero che in un paese piccolo "per dimensioni" come l'italia non è possibile avere un ateneo o una sede distaccata dell'ateneo per ogni città di una certa importanza.
    Esatto , questo è il punto.
    L'enormità di spese per il personale è dovuto proprio alla parcellizzazione delle sedi staccate, che comunque richiedono degli organici in servizio.
    me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.

  5. #15
    Utente di HTML.it L'avatar di musset
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    Prodi è un professore all'università.. che fa toglie lavoro ai suoi colleghi?

  6. #16
    Utente di HTML.it L'avatar di wsim
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    Originariamente inviato da MasterLibe
    Ma anche della dupplicazione dei dipartimenti: spesso le università hanno gli stessi dipartimenti delle università a loro vicine.
    Giustissimo
    me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.

  7. #17
    Utente bannato
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    aggiungete che alcuni professori ( mettiamo anche solo un 10 % ) non si sa bene come mai siano docenti ... incapaci , che non insegnano 1 emerito ***** e in più bocciano come assatanati

    boh misteri


  8. #18
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da ^NeXsUs^
    aggiungete che alcuni professori ( mettiamo anche solo un 10 % ) non si sa bene come mai siano docenti ... incapaci , che non insegnano 1 emerito ***** e in più bocciano come assatanati

    boh misteri

    nepotismo?

    a CTF a Pisa c'e' la dinastia dei Macchia. 2 Fratelli e un figlio nella stessa facolta'. mmmmmm, tutti e 3 li per merito?
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    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  9. #19
    Originariamente inviato da wsim
    Esatto , questo è il punto.
    L'enormità di spese per il personale è dovuto proprio alla parcellizzazione delle sedi staccate, che comunque richiedono degli organici in servizio.
    E' dovuto alla clientela politica. Si aumenta il numero di impiegati negli uffici, così hai più posti da distribuire ai tuoi elettori. Poi però ti ritrovi posti dove hai un impiegato per ogni due professori o dottorandi che siano. E il bello è che neanche lavorano, dopotutto quel posto non lo hanno sudato e conquistato, inoltre nel pubblico impiego il licenziamento non esiste.
    "tu ti lamenti ma che ti lamenti pigghia lu bastuni e tira fora li denti!!!"
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    http://www.aeroportodelleeolie.it/

  10. #20
    Originariamente inviato da MasterLibe
    Vi consiglio di leggere tre editoriali che Giavazzi ha pubblicato sul Corriere della sera qualche anno fa (http://www.igier.uni-bocconi.it/whos...ero&id_doc=177): "l'occasione perduta" del 11 dicembre 2002, "lauree in ipocrisia" del 15 dicembre 2002 e "ministro Moratti resista" del 3 febbraio 2003.
    ho segutio il consiglio e ne riporto un piccolo pezzo, dice tutto:
    Perché i rettori non hanno il
    coraggio di chiedere piena autonomia nel determinare gli stipendi dei professori?
    Finché offriranno mille euro al mese a un giovane ricercatore e 4 mila a un professore
    con studio professionale ben avviato, che frequenta l' università solo per tenere le sue
    lezioni (magari facendosi ogni tanto sostituire proprio da quel ricercatore), i giovani
    migliori rimarranno all' estero. Servono entrambi, il professore-professionista famoso
    e il giovane bravo a fare ricerca, ma è il primo che deve guadagnare mille euro al
    mese, non il secondo. Al Massachusetts Institute of Technology (Mit) più di un premio
    Nobel, a fine carriera, guadagna meno di un giovane brillante. E se, oltre ai soldi,
    scarseggiano anche i posti, perché mai consentire a parlamentari, presidenti di società
    dello Stato, direttori di enti di ricerca pubblici, di bloccare per decenni cattedre
    universitarie mediante il sistema dell' aspettativa? Conosco solo tre persone che,
    arrivate al secondo mandato istituzionale, si sono dimesse dall' università: l' ex
    direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, e i nostri due commissari europei,
    Romano Prodi e Mario Monti.
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