Perché i rettori non hanno il
coraggio di chiedere piena autonomia nel determinare gli stipendi dei professori?
Finché offriranno mille euro al mese a un giovane ricercatore e 4 mila a un professore
con studio professionale ben avviato, che frequenta l' università solo per tenere le sue
lezioni (magari facendosi ogni tanto sostituire proprio da quel ricercatore), i giovani
migliori rimarranno all' estero. Servono entrambi, il professore-professionista famoso
e il giovane bravo a fare ricerca, ma è il primo che deve guadagnare mille euro al
mese, non il secondo. Al Massachusetts Institute of Technology (Mit) più di un premio
Nobel, a fine carriera, guadagna meno di un giovane brillante. E se, oltre ai soldi,
scarseggiano anche i posti, perché mai consentire a parlamentari, presidenti di società
dello Stato, direttori di enti di ricerca pubblici, di bloccare per decenni cattedre
universitarie mediante il sistema dell' aspettativa? Conosco solo tre persone che,
arrivate al secondo mandato istituzionale, si sono dimesse dall' università: l' ex
direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, e i nostri due commissari europei,
Romano Prodi e Mario Monti.