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  1. #11
    Utente di HTML.it L'avatar di Abaco1
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    In parte ha ragione Cicciput. In realtà non se ne può venire a capo in un forum di webmaster perché, anche a causa del fatto che gli argomenti trattati dai siti del webmaster di turno sono diversi, si sommano una serie di visioni parziali.
    Gli unici dati sicuri sono quelli che Google comunica in quanto società quotata, a causa degli obblighi che ha nei confronti della SEC.
    Ma, anche in quel caso, non si riesce a chiarire più di tanto perché i dati percentuali sono aggregati.
    Sono dati che non distinguono fra supersiti e siti amatoriali (con i quali il potere contrattuale è del tutto diverso, con tutto ciò che ne consegue: quella differenza di potere contrattuale è un fattore da tener sempre presente).

    Quello che si sa è che:

    A) Si è ridotta significativamente la percentuale che Google destina agli affiliati.
    B) Si presume che sia frutto dell'oligopolio e non del monopolio, perché la stretta è stata troppo vicina temporalmente con l'operazione "Panama Project" di Yahoo sul mercato a stelle e strisce, il che fa presumere che se anche un giorno Microsoft si svegliasse dal suo sonno si "aggregherebbe" anch'essa (alla fin fine è Micro$oft).
    C) E' ancora fortissimo il trend di crescita dell'advertising online. Dal punto di vista dei bilanci Google è sempre più una formidabile macchina da guerra, perché beneficia sia di quel trend che della stretta sulle percentuali.
    Per contro, per gli affiliati l'impatto della stretta è inferiore del beneficio della crescita: la maggior parte degli affiliati dovrebbe avere un marginale beneficio dal trend complessivo in atto perché la crescita del mercato della pubblicità online viaggia tuttora con percentuali multiple rispetto a quelle del PIL cinese.
    D) Altro aspetto, siccome per i siti minori sicuramente bigG incassa più della metà in astratto potrà anche bannare per errore, ma è del tutto impossibile che banni in malafede. Non foss'altro perché in un paio di mesi ha già incassato quello che avrebbe dovuto pagare al bannato (che spesso paga lo stesso) e tutto il resto è guadagno supplementare.
    Questo è garanzia assoluta che non banni mai in malafede e, piuttosto, è una spinta ad essere prudente nei ban (cosa che, piuttosto, potrebbe innervosire gli inserzionisti, che sono un patrimonio da tutelare perché senza di loro.........).

    In ogni caso, non sapendo come siano stati suddivisi i dati, se bigG avesse aumentato le percentuali che incamera esclusivamente con riferimento ai siti minori (quelli con i quali ha più potere contrattuale) per loro la crescita dell'advertising online non compenserebbe il divario, mentre le cose andrebbero più che benissimo per quelli principali.

    Quello che personalissimamente presumo è che, siccome le percentuali che incamera sono analoghe in tutto il mondo (forse identiche) il trend italiano non è sfavorevole, anzi.
    Questo perché sarà già davvero tanto se nel 2007 l'advertising online supererà finalmente la fatidica (e misera) quota del 2% rispetto a quello complessivo.
    E' un livello quasi simbolico rispetto al 6% di Eurolandia (per non parlare dei livelli dell'Internet a Stelle e Strisce o, più in generale, anglofona).
    Se le percentuali che bigG incamera/ripartisce restano analoghe a quelle degli altri paesi (e non c'è motivo che non sia così) i siti in lingua italiana hanno il "vantaggio" di aver di fronte una crescita dell'advertising online ben più forte di quella degli altri rami linguistici.
    In realtà vantaggio un par di balle, realisticamente crescerà molto di più, ma solo perché siamo dannatamente più indietro .
    Comunque, se uno riesce a vivere di AdSense con siti in lingua italiana adesso e senza fregare non è che abbia particolari motivi per preoccuparsi se la prospettiva sono i prossimi anni.
    E men che meno si dovrebbe preoccupare chi ha siti che convertono, visto che lo sforzo è valorizzare quel tipo di traffico, a discapito di quello sostanzialmente fittizio.
    Dipende da troppe cose, ma il trend complessivo non è brutto, anzi.
    E' difficile trovare un gatto nero in una stanza buia. Specialmente quando il gatto non c'è.
    http://www.google.com/support/webmas...t&answer=35769
    http://www.e-linux.it/news_detail.php?id=5003 Evil, provaci.
    http://lista.searchenginessite.com/ Social, directory, comunicati ed articoli.

  2. #12
    Beh, ottima panoramica... e pensare che a me sarebbe bastato sapere se il CPM sta diminuendo anche a qualcun altro! Nessuno vuole dirlo.

    La privacy è sacra tuttavia ogni informazione è vitale per chiunque non riesca ancora a "vivere di AdSense" e deve prendere delle decisioni.

    Abaco1 scusa ma i siti cosa convertono? Che significa?
    O.T. :
    Escludendo gli occhi aperti «...un gatto nero che dorme in una stanza buia» è + sicuro

  3. #13
    Originariamente inviato da teleguida
    Abaco1 scusa ma i siti cosa convertono? Che significa?
    Significa, se mi permetti abaco, che non basta staccare l'assegnino di adsense e dire chi se ne frega del resto...

    No, scusa il tono, mi spiego meglio.

    google non è stupido e soprattutto non sono stupidi (buttando soldi) le persone che pagano il motore per avere traffico con adwords.

    Immagina un cerchio:

    cliente che compra,sito che vende con il cliente ricevuto da una campagna adwords di google,il motore che incassa dal sito e che da una parte ai publisher di adsense che hanno procacciato il cliente che ha comprato.

    Il cerchio si è chiuso, tutti felici e contenti.

    Ma se il cerchio non si chiude, soprattutto perché il cliente non compra (mancata conversione)
    allora sono guai per tutti:

    crolla il castello e tutti giù per terra.

    Il cliente non converte, il sito non paga più adsense e a volte si incavola, google abbassa il cpm o liquida il publisher che ha procacciato cattivi clienti, magari che cercavano patate e sono stati mandati a comprare pomodori!

    Pertanto è presto detto che i migliori publisher per google sono quelli che fanno convertire, cioè che trovano clienti o visitatori fortemente targettizzati (di qualità) ed in gran numero.

    Il cpm dipende molto quindi da quello che succede dopo il fatidico click.

    Veniamo al publisher, che deve fare?

    Risposta: essere onesto.

    Mandare clienti a comprare patate se cercano patate. E soprattutto non mandare le stesse persone a comprarle o a "fingerle" di comprare.

    ciao

  4. #14
    Utente di HTML.it L'avatar di Abaco1
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    Convertono nel senso che non solo entrano nel sito dell'inserzionista, ma hanno comportamenti attivi (idealmente comprare prodotti, ma non necessariamente quello).
    E' vero che AdSense paga per click e non ha abbastanza elementi per capire esattamente cosa facciano gli utenti entrando nel sito dell'inserzionista, ma l'aspirazione (sottolineo, dichiarata) è quella di premiare i siti che vendono traffico non fittizio a discapito degli altri.
    Il traffico non fittizio in qualche misura converte anche (guardala anche dal lato inserzionista, se il traffico non converte mai la cosa puzza, non è che debba convertire per forza, è che se non lo fa mai........).
    La novità, fresca fresca, è l'acquisto di Doubleclick da parte di Google, pagato davvero tanto: 3,1 miliardi di dollari (per avere un riferimento Youtube è stata acquistata per 1,65 di cui 400 milioni vincolati per le cause legali).
    Rispetto alla capitalizzazione di Google l'acquisto di Doubleclick (pagato in contanti) è digeribile, ma veniva valutato 1,5-2 miliardi di dollari.
    E' vero che l'acquisto serviva a sbarrare la strada alla Microsoft ma la Microsoft, da un punto di vista economico, è tuttora enormemente più grossa.
    Opinione diffusa (e fonte di polemiche) è che Google abbia valorizzato molto anche la mole di informazioni e di profilature dei clienti che Doubleclick ha sempre fatto.
    In ogni caso, incrociando quei dati con quelli di AdSense, bigG potrebbe non solo aver acquisito una clientela molto importante, ma anche uno strumento per evolvere i meccanismi di AdSense, proprio perché l'incrociare quei dati gli permette di capire meglio come il traffico si trasforma in conversioni.

    P.S. Per la cronaca, Google capitalizza circa 112 miliardi di dollari, Microsoft 282 miliardi, Yahoo 37 miliardi e Time Warner 79 miliardi (Time Warner ingloba AOL, quindi Netscape, ODP, Firefox eccetera).
    E' difficile trovare un gatto nero in una stanza buia. Specialmente quando il gatto non c'è.
    http://www.google.com/support/webmas...t&answer=35769
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  5. #15
    seguendo i discorsi di abaco, (anche se per me un po OT) vorrei dire che le guerre si vincono, da sempre, in due modi:

    o guerreggiando a comprando il nemico.

    Microsoft, dalle poche cose che so a riguardo, ha da sempre scelto la seconda opzione come anche google sta imitando e come anche Itunes (copiato creative - e pagato).
    Non avere rivali nella pubblicità sul web significa vincere senza combattere, ed instaurare un potere assoluto.

    I video, che sono e saranno sempre più il mercato-divertimento del web sono ormai palesemente in mano a google.
    La pubblicità lo è.
    Le ricerche lo sono.
    Gli mancano i social-network (non è che tra qualche mese si compra myspace?) ed il mercato della musica in mano alla Apple, con cui sembra vada a braccetto condividendo,forse lo stesso nemico.

    Ai rivali ha lasciato le briciole, progetti più piccoli che sembra aver voluto perdere appositamente.

  6. #16
    Originariamente inviato da teleguida
    e a me sarebbe bastato sapere se il CPM sta diminuendo anche a qualcun altro! Nessuno vuole dirlo.
    Nessun problema a dirlo, è calato (insieme al CTR a essere onesti), dal canto mio non ho però traffico rilevante e, oltretutto, nemmeno per mercato italiano bensì internazionale quindi le rassicurazioni di Abaco sul trend italiano del adv online per me non contano.

  7. #17
    Utente di HTML.it L'avatar di ZioJo
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    Re: CPM dimezzato in un anno: cosa sta succedendo?

    Originariamente inviato da teleguida
    Ho confrontato i miei dati AdSense a distanza di un anno e ho notato che il CPM si è praticamente dimezzato.
    I Clic/mese sono aumentati di poco, grazie al notevole aumento delle Impressioni/mese e nonostante il calo del CTR... tuttavia i ricavi totali mensili sono in calo costante.

    Mi confermate che questa cosa sta succedendo a tutti? E se fosse davvero una tendenza generalizzata, da cosa può dipendere?

    1 - Gli inserzionisti non vogliono più investire in rete come facevano qualche anno fa?

    2 - I siti che ospitano pubblicità sono aumentati a tal punto che il rapporto domanda/offerta si è spostato a favore degli inserzionisti?

    :master:
    E' capitato anche a me, ma sale e scende.
    Secondo me i funzionari di google come in qualsiasi altra azienda di un certo livello, adottano delle politiche e strategie su quali prodotti pubblicitari mandare avanti o meno, a seconda delle stagioni o del mercato eccetera con una certa elasticità, e di conseguenza possono decidere a seconda delle categorie dei siti di variare anche il CPM. Per noi piccoli umani non ci resta altro che osservare e adattarci.
    Ancora un piccolo sacrificio e saremo punto e daccapo

  8. #18
    Originariamente inviato da ppevans
    Veniamo al publisher, che deve fare?
    Risposta: essere onesto.
    Va bene l'autocritica ppevans ma non tutte le responsabilità sono dei webmaster. Se io dirotto una folla di clienti interessatissimi alle terme di Onaba ad un sito che offre camere d'albergo ad Onaba che costano il doppio del prezzo del mercato, quelli non comprano comunque.
    Umanesimo informatico, perché il medium non prevalga sul messaggio

  9. #19
    Originariamente inviato da bettacam
    Va bene l'autocritica ppevans ma non tutte le responsabilità sono dei webmaster. Se io dirotto una folla di clienti interessatissimi alle terme di Onaba ad un sito che offre camere d'albergo ad Onaba che costano il doppio del prezzo del mercato, quelli non comprano comunque.
    E' vero.
    Ma un wm può intervenire fin dove può.
    E il compito principale (forse unico) è di mandare più traffico di qualità,attinente,targettizzato e motivato possibile.
    E' pagato essenzialmente per questo.
    Più si attiene (e non è facile) a realizzare questo e più google è contento (e non solo)
    -----------------------------------

    Il discorso del cerchio dipende, soprattutto dai due nodi principali e variabili wm e visitatore-cliente.
    Google ed inserzionista sono pressoché delle costanti (nel funzionamento).

    E delle due variabili la variabile wm è molto più determinante della seconda.

    Il pesce buono non salta da solo nella rete del pescatore...

    ....è il bravo pescatore che lo va a trovare.

  10. #20
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da ppevans
    E' vero.
    Ma un wm può intervenire fin dove può.
    E il compito principale (forse unico) è di mandare più traffico di qualità,attinente,targettizzato e motivato possibile.
    E' pagato essenzialmente per questo.
    Più si attiene (e non è facile) a realizzare questo e più google è contento (e non solo)
    -----------------------------------

    Il discorso del cerchio dipende, soprattutto dai due nodi principali e variabili wm e visitatore-cliente.
    Google ed inserzionista sono pressoché delle costanti (nel funzionamento).

    E delle due variabili la variabile wm è molto più determinante della seconda.

    Il pesce buono non salta da solo nella rete del pescatore...

    ....è il bravo pescatore che lo va a trovare.



    A dire il vero il compito di portare traffico buono é di Google in quanto sono i suoi algoritmi a decidere quali sponsor visualizzare sulle pagine del publisher, quindi é lui il solo e vero responsabile delle conversioni

    "Convertire" inoltre vuol dire tante cose e nessuna. Il vero parametro é la soddisfazione dell'inserzionista. Google non può calcolare le conversioni, che poi sarebbere il ROI, perché non ha idea dell'utile netto generato dalla vendita dei prodotti dell'inserzionista.

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