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  1. #11
    Prima di partire per un lungo viaggio - Irene Grandi

  2. #12
    Mare mare (L. Carboni)
    Viaggio di un poeta (Dik Dik)
    Con te partirò (A. Bocelli)

  3. #13
    Originariamente inviato da panta1978
    Mare mare (L. Carboni)
    Viaggio di un poeta (Dik Dik)
    Con te partirò (A. Bocelli)
    bello il testo della canzone dei dik dik!

  4. #14
    Utente di HTML.it L'avatar di ilgiovo
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    anche Renoir di De Gregori
    Cacca!

  5. #15

  6. #16
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    Re: [musica] canzone con tema

    Originariamente inviato da si0seal
    ...conoscete canzoni che parlano di partenze? allontamento dalle persone che vi stanno attorno?
    MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMArzia se n'è andata e non ritorna più
    e il treno per Busto senza leeeeeeiiiii
    è un cuore di metallo senza l'anima
    nel buio bla bla bla di città

    MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMAaaaaaarzia bla bla bla una fotografia
    la puoi coccolare ma non la da viaaaaaaa
    e bla bla bla bla senza l'anima
    e bla bla bla bla bla bla bla bla

    Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
    se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay

    NOOOOOOOOONNNNNNNN è possibileeeeeeee dividereeeeeeeee Aetherna tra noi due
    ti prego tienilaaaaaaaa aammmmmmoooore mio, è inutilè lo saiiiiiiiiiiiiiiii
    bla bla bla bla bla blaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  7. #17

    Re: Re: [musica] canzone con tema

    Originariamente inviato da mame01
    Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
    se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay

  8. #18

    Re: Re: [musica] canzone con tema

    Originariamente inviato da mame01
    MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMArzia se n'è andata e non ritorna più
    e il treno per Busto senza leeeeeeiiiii
    è un cuore di metallo senza l'anima
    nel buio bla bla bla di città

    MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMAaaaaaarzia bla bla bla una fotografia
    la puoi coccolare ma non la da viaaaaaaa
    e bla bla bla bla senza l'anima
    e bla bla bla bla bla bla bla bla

    Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
    se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay

    NOOOOOOOOONNNNNNNN è possibileeeeeeee dividereeeeeeeee Aetherna tra noi due
    ti prego tinelinaaaaaaa aammmmmmoooore mio, è inutilè lo saiiiiiiiiiiiiiiii
    bla bla bla bla bla blaaaaaaaaaaaaaaaaaa


  9. #19
    Amerigo (F. Guccini)

    Probabilmente uscì chiudendo dietro a sé la porta verde,
    qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d'orzo.
    Non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde
    in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.

    Quand'io l'ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio,
    o così a me sembrava, ma allora non andavo ancora a scuola;
    colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio:
    un cinto d'ernia che sembrava una fondina per la pistola,
    ma quel mattino aveva il viso dei vent'anni, senza rughe
    e rabbia ed avventura, e ancora vaghe idee di socialismo.

    Parole dure al padre e dietro tradizione di fame e fughe
    e per il suo lavoro, quello che schianta e uccide: il fatalismo.
    Ma quel mattino aveva quel sentimento nuovo per casa e madre
    e per scacciarlo aveva in corpo il primo vino di una cantina,
    e già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa Le Havre
    e già sentiva in bocca l'odore della polvere della mina.

    L'America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata;
    l'America era Atlantide, l'America era il cuore, era il destino;
    l'America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata;
    l'America era il mondo sognante e misterioso di Paperino;
    l'America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,
    perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,
    e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,
    un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.

    Non so come la vide quando la nave offrì New York vicino:
    dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello
    e Pàvana un ricordo lasciato fra i castagni dell'Appennino,
    l'inglese un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello
    e fu lavoro e sangue, e fu fatica uguale mattino e sera,
    per anni da prigione, di birra e di puttane, di giorni duri,
    di negri ed irlandesi, polacchi ed italiani, nella miniera
    sudore d'antracite, in Pennsylvania, Arkansas o Tex, Missouri.

    Tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita.
    L'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile;
    l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita,
    e dire boss per capo, e ton per tonnellata, raif per fucile.

    Quand'io l'ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio;
    sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo,
    e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio,
    finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo...
    "Io, Filemazio, protomedico matematico astronomo, forse saggio. Ridotto come un cieco a brancicare attorno, non ho la conoscenza od il coraggio per fare quest'oroscopo, per divinare responso."

  10. #20
    Utente di HTML.it L'avatar di ilgiovo
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    in inglese, ma talmente basilare che la capisco anche io

    leaving on a jet plane - john denver
    Cacca!

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