Prima di partire per un lungo viaggio - Irene Grandi
Prima di partire per un lungo viaggio - Irene Grandi
Mare mare (L. Carboni)
Viaggio di un poeta (Dik Dik)
Con te partirò (A. Bocelli)
bello il testo della canzone dei dik dik!Originariamente inviato da panta1978
Mare mare (L. Carboni)
Viaggio di un poeta (Dik Dik)
Con te partirò (A. Bocelli)
Ciao ciao
De gregori
MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMArzia se n'è andata e non ritorna piùOriginariamente inviato da si0seal
...conoscete canzoni che parlano di partenze? allontamento dalle persone che vi stanno attorno?![]()
e il treno per Busto senza leeeeeeiiiii
è un cuore di metallo senza l'anima
nel buio bla bla bla di città
MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMAaaaaaarzia bla bla bla una fotografia
la puoi coccolare ma non la da viaaaaaaa
e bla bla bla bla senza l'anima
e bla bla bla bla bla bla bla bla
Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay
NOOOOOOOOONNNNNNNN è possibileeeeeeee dividereeeeeeeee Aetherna tra noi due
ti prego tienilaaaaaaaa aammmmmmoooore mio, è inutilè lo saiiiiiiiiiiiiiiii
bla bla bla bla bla blaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Originariamente inviato da mame01
Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay![]()
Originariamente inviato da mame01
MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMArzia se n'è andata e non ritorna più
e il treno per Busto senza leeeeeeiiiii
è un cuore di metallo senza l'anima
nel buio bla bla bla di città
MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMAaaaaaarzia bla bla bla una fotografia
la puoi coccolare ma non la da viaaaaaaa
e bla bla bla bla senza l'anima
e bla bla bla bla bla bla bla bla
Chissà se tuuuuuuuuuu mi penserai, se agli amici gliela dai
se andrea.paiola è frocio sai e angioletto è pure Gay
NOOOOOOOOONNNNNNNN è possibileeeeeeee dividereeeeeeeee Aetherna tra noi due
ti prego tinelinaaaaaaa aammmmmmoooore mio, è inutilè lo saiiiiiiiiiiiiiiii
bla bla bla bla bla blaaaaaaaaaaaaaaaaaa
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Amerigo (F. Guccini)
Probabilmente uscì chiudendo dietro a sé la porta verde,
qualcuno si era alzato a preparargli in fretta un caffè d'orzo.
Non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde
in nostalgie da ricchi, e andò per la sua strada senza sforzo.
Quand'io l'ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio,
o così a me sembrava, ma allora non andavo ancora a scuola;
colpiva il cranio raso e un misterioso e strano suo apparecchio:
un cinto d'ernia che sembrava una fondina per la pistola,
ma quel mattino aveva il viso dei vent'anni, senza rughe
e rabbia ed avventura, e ancora vaghe idee di socialismo.
Parole dure al padre e dietro tradizione di fame e fughe
e per il suo lavoro, quello che schianta e uccide: il fatalismo.
Ma quel mattino aveva quel sentimento nuovo per casa e madre
e per scacciarlo aveva in corpo il primo vino di una cantina,
e già sentiva in faccia l'odore d'olio e mare che fa Le Havre
e già sentiva in bocca l'odore della polvere della mina.
L'America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata;
l'America era Atlantide, l'America era il cuore, era il destino;
l'America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata;
l'America era il mondo sognante e misterioso di Paperino;
l'America era allora per me provincia dolce, mondo di pace,
perduto paradiso, malinconia sottile, nevrosi lenta,
e Gunga-Din e Ringo, gli eroi di Casablanca e di Fort Apache,
un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limentra.
Non so come la vide quando la nave offrì New York vicino:
dei grattacieli il bosco, città di feci e strade, urla, castello
e Pàvana un ricordo lasciato fra i castagni dell'Appennino,
l'inglese un suono strano che lo feriva al cuore come un coltello
e fu lavoro e sangue, e fu fatica uguale mattino e sera,
per anni da prigione, di birra e di puttane, di giorni duri,
di negri ed irlandesi, polacchi ed italiani, nella miniera
sudore d'antracite, in Pennsylvania, Arkansas o Tex, Missouri.
Tornò come fan molti, due soldi e giovinezza ormai finita.
L'America era un angolo, l'America era un'ombra, nebbia sottile;
l'America era un'ernia, un gioco di quei tanti che fa la vita,
e dire boss per capo, e ton per tonnellata, raif per fucile.
Quand'io l'ho conosciuto, o inizio a ricordarlo, era già vecchio;
sprezzante come i giovani, gli scivolavo accanto senza afferrarlo,
e non capivo che quell'uomo era il mio volto, era il mio specchio,
finché non verrà il tempo in faccia a tutto il mondo per rincontrarlo...
"Io, Filemazio, protomedico matematico astronomo, forse saggio. Ridotto come un cieco a brancicare attorno, non ho la conoscenza od il coraggio per fare quest'oroscopo, per divinare responso."
in inglese, ma talmente basilare che la capisco anche io![]()
leaving on a jet plane - john denver
Cacca!