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  1. #11
    Originariamente inviato da lookha
    Il fatto che sia stato approvato non è mica sinonimo del fatto che sia una cosa positiva. :fagiano:
    Il problema vero è che manca una responsabilità finanziaria in capo alle regioni: in Italia una grande fetta della spesa pubblica è in capo alle regioni, ma il debito e il reperimento delle risorse sono in capo allo stato. Emblematico è l'esempio della spesa sanitaria: le regioni spendono e lo stato paga. Quindi o si completa il federalismo fiscale e finanziario oppure si ritorna indietro. A metà non si può stare.

  2. #12
    Utente di HTML.it L'avatar di Angioletto
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    Originariamente inviato da Miles Messervy


    Perché no, è un ottimo modo per stimolare i giovani a occuparsi della vita politica e a costruirsi una coscienza critica sulla gestione della cosa pubblica.
    spero non si riduca solamente dando loro la possibilità di voto.
    sono d'accordo su quel punto, ma sarebbe più carino se fosse corredato anche da occasioni di incontro tra i giovani, dove possano discutere serenamente di politica, accettando l'opinione divergente degli altri.. cosa che tra i grandi spesso non avviene.

    edit: intendo qualcosa, anche scolasticamente parlando, che avvicini i ragazzi alla politica, educandoli anche a fare politica.

    per il resto, i propositi sono buoni e attuali..
    Per liquidare un popolo si comincia con il privarli della memoria.Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun’ altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. (Milan Kundera)

  3. #13
    Utente di HTML.it L'avatar di Uanne
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    Originariamente inviato da Miles Messervy
    Perché no, è un ottimo modo per stimolare i giovani a occuparsi della vita politica e a costruirsi una coscienza critica sulla gestione della cosa pubblica.
    non è anticipando la chiamata alle urne che sensibilizzi i giovani al coinvolgimento politico. E' con i messaggi credibili, con la condotta parlamentare, con il dialogo sui contenuti da parte dei politicanti che formi una coscienza civile
    A me mi dà la carica, agli italiani gli dà la carica

  4. #14
    Utente di HTML.it L'avatar di Angioletto
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    Originariamente inviato da lookha
    ma come fai a votarlo senza sapere cosa ha intenzione di fare?
    infatti, al momento ha il beneficio del dubbio, e non quello della certezza che non farà mai niente di tutto quello!
    Per liquidare un popolo si comincia con il privarli della memoria.Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun’ altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. (Milan Kundera)

  5. #15
    Il punto 8 e il punto 4 mi lasciano molto perplessi. Il federalismo fiscale, così come lo si intende adesso, non è una buona cosa: rafforzarlo creerebbe ancora più divisioni e squilibri, proprio quelli che si vorrebbe eliminare. Troppi poteri al PdC non mi piacciono ugualmente, un governo snello e competente in Italia ha già la possibilità di lavorare e legiferare bene. Mancano i governanti competenti, non i poteri.
    [supersaibal]Una volta qui c'era il bar Mario
    L'han tirato giù tanti anni fa
    E i vecchi, i vecchi, i vecchi i vecchi
    sono ancora lì che dicono che senza non si fa

    [/supersaibal]

  6. #16
    Utente di HTML.it L'avatar di lookha
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    Originariamente inviato da Miles Messervy
    Io vado più in là e integro rilanciando, come ormai faccio da tempo. Senato senza scadenza con membri nominati dai consigli regionali: ogni regione deve avere un uguale numero di senatori (non come ora o come nella revisione costituzionale berlusconiana con una rappresentaza proporzionale alla popolazione, altrimenti non rappresenta le regioni). Il senato dovrebbe avere la possibilità di discutere i disegni di legge (che devono essere approvati solo dalla camera) e proporre modifiche sulle quali si pronuncia in ultima istanza e senza appello la camera.


    Certo: quando arriva in parlamento un ddl di iniziativa governativa, viene subito messo all'ordine del giorno e deve essere discusso in tempi certi.


    Perché no, è un ottimo modo per stimolare i giovani a occuparsi della vita politica e a costruirsi una coscienza critica sulla gestione della cosa pubblica.
    Il Senato dovrebbe pronunciarsi solo sui temi che toccano direttamente al Governo delle Regioni. Nient'altro.
    La rappresentanza dovrebbe andare con la popolazione, come succederá nella futura commissione europea. Non so fino a che punto è giusto che una regione con 7 milioni di abitanti conti come una con 500.000. Ovviamente c'è l'altra faccia della moneta: i grandi sempre piú forti e i piccoli sempre piú deboli.
    Pero a quel punto si puó introdurre un sistema di maggioranza del voto come quello della futura commissione europea : per approvare una decisiones ci vorrebbero il 55% delle regioni e 60% della popolazione rappresentati.

    Il voto a 16 è una misura populista.
    Perchè invece non diamo voto agli immigrati regolari con piú di 5 anni di permanenza in Italia?
    Di fatto un immigrante regolare con piú di 5 anni di residenza in Italia ha maturato una conoscenza della realtà politica italiana superiore a quella maturata da un ragazzo di 16 anni nei suoi ultimi 5 anni di vita.

  7. #17
    Originariamente inviato da lookha

    Perchè invece non diamo voto agli immigrati regolari con piú di 5 anni di permanenza in Italia?
    Con le nuove regole possono chiedere la cittadinanza e quindi votare.
    The more the state 'plans' the more difficult planning becomes for the individual.
    Sto nella Pampa

  8. #18
    oggi voglio essere serio, ma purtroppo ora ho i colleghi teteschi qui e devo lavorare...
    quando avrò tempo leggerò e commenterò il decamerone del buon Walter, il JFK de trastevere
    Corsi di informatica a Roma. Dite che vi mando io...

    « I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi: sono i governi che dovrebbero aver paura dei popoli. »

  9. #19
    Utente di HTML.it L'avatar di Angioletto
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    Originariamente inviato da lookha

    Perchè invece non diamo voto agli immigrati regolari con piú di 5 anni di permanenza in Italia?
    Di fatto un immigrante regolare con piú di 5 anni di residenza in Italia ha maturato una conoscenza della realtà politica italiana superiore a quella maturata da un ragazzo di 16 anni nei suoi ultimi 5 anni di vita.
    5 anni a me sembrano pochi.
    o il loro voto deve essere diretto verso quella parte politica che si occupa esclusivamente delle problematiche rivolte all'immigrazione.

    è più corretto, secondo me, far votare chi ha interessi in Italia: un immigrato regolare dopo 5 anni non è detto che ne abbia. Poi magari va via e il suo voto perde di interesse.
    Ritengo più corretto dargli la possibilità di cui ti parlavo prima, ma anche dopo 2-3 anni, oppure il diritto di voto dopo 7-8 anni..

    uno che ha lavorato in Italia 8-10 anni difficilmente poi va via..

    non so se ho reso l'idea
    Per liquidare un popolo si comincia con il privarli della memoria.Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun’ altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. (Milan Kundera)

  10. #20
    Utente di HTML.it L'avatar di lookha
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    Originariamente inviato da Angioletto
    5 anni a me sembrano pochi.
    o il loro voto deve essere diretto verso quella parte politica che si occupa esclusivamente delle problematiche rivolte all'immigrazione.

    è più corretto, secondo me, far votare chi ha interessi in Italia: un immigrato regolare dopo 5 anni non è detto che ne abbia. Poi magari va via e il suo voto perde di interesse.
    Ritengo più corretto dargli la possibilità di cui ti parlavo prima, ma anche dopo 2-3 anni, oppure il diritto di voto dopo 7-8 anni..

    uno che ha lavorato in Italia 8-10 anni difficilmente poi va via..

    non so se ho reso l'idea
    Non sapevo che adesso con 5 anni di residenza regolare in Italia si potesse richiedere la cittadinanza.
    Se è cosi, a me va bene.
    Sul tuo ragionamento non son d'accordo.

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