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  1. #11
    Originariamente inviato da Druzya
    tra l'altro, adesso si scopre che le faceva per una sua propria morale, non certo per fede, che le vacillava mica poco. niente da dire, gran persona
    Appunto per quello, non lo faceva per imprinting ma perchè ci credeva davvero
    il tempo si fa i fatti suoi

  2. #12

  3. #13
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    Originariamente inviato da eloderma
    quella donna deve aver visto di quelle cose che il minimo che le potesse succedere era dubitare della fede.

    ma in un certo senso è un fortissimo atto di affermazione della fede.
    Mettere in dubbio la propria fede è indubbiamente un metodo a volte per rinforzarla o talune volte un falso atto di umiltà.

    Non credo che sia questo il caso.

  4. #14
    Utente bannato
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    Per me era arrivata al punto che manifestare un incertezza non le sarebbe stato che d'intralcio per portare a termine il suo lavoro.

    tra le altre cose sta nanetta albanese credo sia uno dei pochi super-cristiani che apprezzo nell'ultimo secolo.



    il fatto che adesso la veda nella sua fragilità e nella sua probabile non fede me la fa piacere ancora di più

  5. #15
    A me pare un pensiero triste, che chiede qualcosa in cambio della generosità, che da un peso minore allo spirito caritatevole dettato anche da una punta di egoismo.
    "Per chi mi affatico?", una persona mossa da spirito caritatevole direbbe per alleviare le sofferenze altrui, non per avere una bella vita eterna.
    E poi Gesù, è vero in quanto uomo.

    Da un'altra parte gli da una dimensione maggiormente umana, meno da santa ma forse più facile da prendere da esempio proprio in quanto umana, non era la forza di dio ad alleviare le sofferenze di poveri e malati, era quella dell'uomo.

  6. #16
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Re: Re: Re: Re: Madre Teresa di Calcutta

    Originariamente inviato da ZuperDani
    oddio, non la definirei bella... a me ha fatto molta pena.

    bella nel senso che è l'espressione di lui come uomo, spogliato per un attimo dal suo "lavoro" di papa. è cosa rara...

    più che pena, comunque, penso che possa fare tenerezza una scena del genere. sicuramente è stata molto toccante...

  7. #17

    Re: Re: Madre Teresa di Calcutta

    Originariamente inviato da ZuperDani
    Penso la stessa cosa anche io, mi ha colpito molto. Così come mi colpì a suo tempo il papa Giovanni Paolo, negli ultimi giorni. Mi riferisco a quell'immagine di lui che tenta di parlare, non ci riesce, e colpisce con un pugno il leggio.
    oddio lo faceva anche mio nonno... solo che lui era in ospedale

  8. #18
    Originariamente inviato da carnauser
    Per me era arrivata al punto che manifestare un incertezza non le sarebbe stato che d'intralcio per portare a termine il suo lavoro.
    Questo credo sia un punto cruciale, che avesse ancora o meno la fede, arrivare ad un certo punto a dichiarare un abbassamento o una perdita di fede, avrebbe influito negativamente sul suo lavoro da essere umano.

  9. #19
    ricordo che quando mori' mi incavolai a morte per tutte le celebrazioni in suo onore.

    pensai "cavolo, se consideriamo eccezionale una persona che semplicemente era BUONA, se consideriamo la sua bontà come metro di distinzione rispetto al resto dell'umanità, allora il mondo fa davvero schifo"


    a parte questo mio ricordo, il fatto che si ponesse domande, dubbi sulla propria fede non solo è segno di saggezza ma è naturale, considerando ciò che vide, le realtà in cui visse. Realtà che, secondo me, erano per il 90% in completa antitesi rispetto alla fede più dogmatica.

    e il fatto che nonostante i suoi dubbi di fede abbia continuato la sua attività di aiuto non fa che rafforzare la bella immagine di lei, come PERSONA.
    ...a 'sto punto, i Maya sarebbero un sollievo...

  10. #20
    Originariamente inviato da DeBe99
    A me pare un pensiero triste, che chiede qualcosa in cambio della generosità, che da un peso minore allo spirito caritatevole dettato anche da una punta di egoismo.
    "Per chi mi affatico?", una persona mossa da spirito caritatevole direbbe per alleviare le sofferenze altrui, non per avere una bella vita eterna.
    E poi Gesù, è vero in quanto uomo.

    Da un'altra parte gli da una dimensione maggiormente umana, meno da santa ma forse più facile da prendere da esempio proprio in quanto umana, non era la forza di dio ad alleviare le sofferenze di poveri e malati, era quella dell'uomo.
    Credo che quella frase vada intesa più come "Ho dato la mia vita ad un Dio che forse nemmeno c'è, ora cosa mi resta" e cioè come un pensiero che ti assale quando vedi perdere un punto di riferimento importante. Una reazione umana, appunto
    il tempo si fa i fatti suoi

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