Pittelli poi, che tra l'altro è socio del figlio della moglie del procuratore, avvertiva gli altri su ciò che faceva o stava per fare «questo merda di pm», cioè de Magistris. Tra gli indagati, una sorta di «interpartito» destra-sinistra: il vicepresidente della Calabria, Nicola Adamo (Ds), l'ex sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati (Udc), l'ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti (Forza Italia), il consigliere di amministrazione dell'Anas, Giovan Battista Papello (An)
Pittelli poi, che tra l'altro è socio del figlio della moglie del procuratore, avvertiva gli altri su ciò che faceva o stava per fare «questo merda di pm», cioè de Magistris. Tra gli indagati, una sorta di «interpartito» destra-sinistra: il vicepresidente della Calabria, Nicola Adamo (Ds), l'ex sottosegretario alle Attività produttive, Giuseppe Galati (Udc), l'ex presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti (Forza Italia), il consigliere di amministrazione dell'Anas, Giovan Battista Papello (An)
E' il 10 maggio 2005 quando il pm de Magistris consegna al suo capo Lombardi copia dei decreti di perquisizione da eseguire il 18 maggio. Da quel momento, i telefoni diventano bollenti, compresi ovviamente quelli di Lombardi e Pittelli, che si sentono a ripetizione e addirittura si sarebbero incontrati di persona tra il 14 e 15 maggio. La frase chiave è: «
La cena è prevista per il 18 maggio». La «cena» non è altro che la perquisizione del 18, che però il pm de Magistris anticipa a sorpresa al giorno 16, lunedì. Per tutte le persone coinvolte nella vicenda è un lunedì nero. «Sembrano api impazzite a cui è stato distrutto l'alveare», dicono gli investigatori, e a questo punto, come risulta dalle intercettazioni e dai tabulati, le telefonate diventano «diverse migliaia», perché tutti telefonano a tutti. Si arrabbiano e si offendono a vicenda (Pittelli chiama Chiaravalloti «presuntuoso e pisciaturu», Chiaravalloti «da in escandescenze» al momento della perquisizione). Ma soprattutto sono preoccupati. Perché uno dei perquisiti, l'ex subcommissario all'emergenza ambientale Papello, è negli Stati Uniti e ha lasciato tutto a casa: numero di conto corrente di An, intercettazioni (illegali) di Piero Fassino (Ds) e Pietro Folena (Rifondazione) che parlano con il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi, di «cose da sistemare», e tanta altra roba.
In più, sempre lunedì 16, la Guardia di finanza becca al valico di frontiera di Brogeda (Como) Giuseppe e Cesare Mercuri (altri due indagati) con 3,5 milioni di euro prelevati in tutta fretta da una cassetta dì sicurezza di una filiale della Banca popolare di Brescia, a Milano, e nascosti sotto un sedile del treno. Un colpo che innesca altre telefonate concitate tra i protagonisti della vicenda, tra i quali l'ex senatore de ed ex sottosegretario Franco Bonferroni, poi consigliere di Finmeccanica.