a proposito... come mai mi si sono azzerati i messaggi e risulto iscritto nel 2008 ??
moderatori.. help me!!!
a proposito... come mai mi si sono azzerati i messaggi e risulto iscritto nel 2008 ??
moderatori.. help me!!!
Non vorrei sbagliarmi, ma non credo che le cose stiano esattamente nei termini esposti.
I nomi a dominio sono in vendita certo... ma non tutto e' registrabile. Il nome e cognome di una persona viva non credo proprio possa essere registrato, cosi' come quello di un defunto.
Se decido di dedicare un sito a Tizio, famosa rock star deceduta, posso ledere non solo la sua memoria, ma il diritto dei legittimi eredi all'utilizzo del nome. Se sul sito si dovesse fare una qualsiasi forma di commercio o pubblicita'...se quel sito generasse comunque introiti il registrante non erede non avrebbe titolo al loro godimento.
Se teniamo conto che i diritti d'autore sono esigibile fino a settanta anni dalla morte dello stesso non credo che sia possibile "scippare" nome e cognome. Se si vuole fare un sito in onore o in memoria di una persona non e' necessario usare la sua cartaq di identita' inibendo l'utilizzo ai legittimi eredi...si puo' trovare un altro nome.
Non sono un avvocato per cui non fidarti di quello che scrivo, ma alcuni anni fa ho ricevuto una richiesta di risarcimento di 500 milioni per l'utilizzo su internet di marchio registrato. In quel caso mi sono dovuto studiare tutta la materia e ti assicuro che e' piena di insidie.
Consiglio personale: non rischiare seccature.
azz! c'è da aver paura!Originariamente inviato da zeroiso
Non vorrei sbagliarmi, ma non credo che le cose stiano esattamente nei termini esposti.
I nomi a dominio sono in vendita certo... ma non tutto e' registrabile. Il nome e cognome di una persona viva non credo proprio possa essere registrato, cosi' come quello di un defunto.
Se decido di dedicare un sito a Tizio, famosa rock star deceduta, posso ledere non solo la sua memoria, ma il diritto dei legittimi eredi all'utilizzo del nome. Se sul sito si dovesse fare una qualsiasi forma di commercio o pubblicita'...se quel sito generasse comunque introiti il registrante non erede non avrebbe titolo al loro godimento.
Se teniamo conto che i diritti d'autore sono esigibile fino a settanta anni dalla morte dello stesso non credo che sia possibile "scippare" nome e cognome. Se si vuole fare un sito in onore o in memoria di una persona non e' necessario usare la sua cartaq di identita' inibendo l'utilizzo ai legittimi eredi...si puo' trovare un altro nome.
Non sono un avvocato per cui non fidarti di quello che scrivo, ma alcuni anni fa ho ricevuto una richiesta di risarcimento di 500 milioni per l'utilizzo su internet di marchio registrato. In quel caso mi sono dovuto studiare tutta la materia e ti assicuro che e' piena di insidie.
Consiglio personale: non rischiare seccature.![]()
grazie per la tua risposta!
altra domanda: le tue considerazioni si riferiscono solo ai domini.it o anche a quelli secondari tipo nome .com ecc?
esempio esagerato solo per chiarire il concetto: Se alla Ferrari fosse sfuggito ferrari .com e io
lo avessi registrato prima, sono sempre soggetto alla normativa italiana che protegge i marchi registrati? oppure alla normativa internazionale, molto più permissiva, in cui vince la pistola più veloce?
ciao
La cosa più pericolosa da fare è rimanere fermi. W. S. Burroughs
Il fatto che si tratti di un .com o un punto it non credo che cambi molto e non sono nemmeno sicuro che leggi diverse da quella italiana siano piu' clementi. Ripeto, il nome ed il cognome sono proprieta' inalienabili e assolute della persona e non possono essere acquisiti da qualcuno che...e' arrivato prima. I nomi di categoria sono registrabili, i nomi di fantasia sono registrabili, i nomi che non sono oggetto di ditta registrata o di ditta nota e popolare sono registrabili. La registrazione del marchio non e' infatti l'unica via per difenderlo.
Se il marchio, non registrato, il nome ditta o il logo sono noti sono irregistrabili da terzi. Guarda cosa e' successo a chi ha registrato cnn.it (http://www.stradanove.net/news/testi...om0402990.html) e in quel caso non si trattava di squatters.
grazie ancora per le risposte.Originariamente inviato da zeroiso
Il fatto che si tratti di un .com o un punto it non credo che cambi molto e non sono nemmeno sicuro che leggi diverse da quella italiana siano piu' clementi. Ripeto, il nome ed il cognome sono proprieta' inalienabili e assolute della persona e non possono essere acquisiti da qualcuno che...e' arrivato prima. I nomi di categoria sono registrabili, i nomi di fantasia sono registrabili, i nomi che non sono oggetto di ditta registrata o di ditta nota e popolare sono registrabili. La registrazione del marchio non e' infatti l'unica via per difenderlo.
Se il marchio, non registrato, il nome ditta o il logo sono noti sono irregistrabili da terzi. Guarda cosa e' successo a chi ha registrato cnn.it (http://www.stradanove.net/news/testi...om0402990.html) e in quel caso non si trattava di squatters.
fa riflettere il caso CNN
ciao
La cosa più pericolosa da fare è rimanere fermi. W. S. Burroughs
Ok per i nomi propri, ma non é proprio così per i marchi. I marchi registrati hanno una valenza ben delimitata dalle classi merceologiche e dal territorio, quindi il titolare di un marchio o un ente che usa un determinato nome non ha il diritto all'uso "esclusivo". Solo i marchi rinomati e molto noti possono avere questa prerogativa. Quindi non possono impedire la registrazione di un dominio destinato a promuovere offerte in un mercato diverso e non concorrenziale a quello del marchio.
Comunque, non vorrei ricordare male, ma la CNN non é riuscita a prendere cnn.it per vie legali, mi pare che fu ceduta su accordi successivi, ma non ne sono sicuro.
Sicuramente la difesa del marchio, non necessariamente registrato, trova un limite nella categoria merceologica di appartenenza. Rispetto alla territorialita' del marchio, nell'era di internet e delle vendite online, e' ,a mio avviso, di piu' difficile definizione il limite.
L'utilizzo di motori di ricerca che agiscono su database mondiali rendono la definizione di "locale" molto controversa. Se e' allora lecita la presenza di piu' "bar dello sport" perche' l'utenza e' locale,lo stesso non e' per piu' ditte "pincopallo" che vendono prodotti informatici via web. Il mercato e' in repentina evoluzione e le normative non sempre riescono a tenere il passo. E' interessante vedere cosa sta succendendo, proprio in materia di marchi contraffatti, su ebay ( http://www.corriere.it/cronache/08_g...4f02aabc.shtml)
credo che non
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