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  1. #11
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da DydBoy
    Qualcuno ha visto Vajont-La diga del disonore ?
    Dato che stamattina mi sono sentito ignorante me lo sono procurato e mi accingo a vederlo, qualche parere ?
    non so se e' lo stesso che ho visto io, ma oltre ad alcuni personaggi un po' "inutili" l'ho trovato molto interessante.
    You cannot discover new oceans unless you have the courage to lose sight of the shore

    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  2. #12
    Originariamente inviato da DydBoy
    Qualcuno ha visto Vajont-La diga del disonore ?
    Dato che stamattina mi sono sentito ignorante me lo sono procurato e mi accingo a vederlo, qualche parere ?
    il film non è male, ti consiglio anche l'opera di Paolini (qualcosa trovi su youtube).

    considera però che in questi casi la realtà supera l'immaginazione. Quando il cinismo e la follia umana provocano la natura, e questa risponde con un evento che genera una pressione superiore di 2 volte a quella della bomba atomica, consiglio ben altro che un film.

    vai sul sito che ho segnalato prima, leggi le testimonianze di chi è sopravvissuto, se puoi fatti un giro sul luogo del disastro.
    un film ti lascia sempre il dubbio che sia qualcosa di esagerato, quando ti trovi davanti una montagna tagliata a fette come un cetriolo ti resta dentro qualcosa che non scordi mai.
    almeno per me è stato cosi.

  3. #13
    Originariamente inviato da DydBoy
    Qualcuno ha visto Vajont-La diga del disonore ?
    Dato che stamattina mi sono sentito ignorante me lo sono procurato e mi accingo a vederlo, qualche parere ?
    il film non l'ho visto, ho visto il pezzo di paolini che e' notevole: teatralmente realistico, direi, cmq se vuoi avere una buona panoramica leggiti i resoconti dai giornali dell'epoca che ci sono nel sito postato da l'evangelista: spiegano un sacco di cose tecniche in modo chiaro (lo so, le ho scansionate e inserite io ), il giornalista scriveva davvero molto bene, secondo me

    edit: sto guardando l'archivio, le date sono un po' mescolate, ma quelle di quel periodo le distingui (sono piu' o meno tutte a fondo pagina)

  4. #14
    Utente di HTML.it L'avatar di DydBoy
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    Grazie a tutti a breve una recensione.

  5. #15
    Originariamente inviato da DydBoy
    Qualcuno ha visto Vajont-La diga del disonore ?
    Dato che stamattina mi sono sentito ignorante me lo sono procurato e mi accingo a vederlo, qualche parere ?
    Visto. Molto romanzato, d'accordo con la critica che l'ha più o meno stroncato.

  6. #16
    Chissà quanti ci son rimasti male che il thread non l'ho aperto io...

  7. #17

  8. #18

    Ore 22 e 39

    Su in valle, sopra la diga, un silenzio feroce.
    L'ultima bava di ragno che teneva unita la frana al resto della montagna si rompe.
    E la frana sta là. Sul piano inclinato. Non c'è più niente che la tiene attaccata al resto della montagna. E poi va.
    Cos'è che la fa andare? Un colpo di tosse? Una ciacola? Un ronzio? Un ticchettio? Uno starnuto? Un motore?
    Non so.
    So che 260 milioni di metri cubi di roccia, coste di montagna alte 300 metri, rocciose, con i boschi sopra, con i corsi d'acqua, con lo stagno, coi campi coltivati, coi pascoli, le vallate, le colline. E le case, con le stalle e le bestie che muggiscono impazzite, con altri alla catena che si soffocano pur di scappare, con gli umani che non li hanno abbandonati... Un mondo intero, immenso!, fatto a emme, passa, compatto, non sbriciolato a sassi... Un mondo intero con gli alberi ancora dritti, passa tutto insieme da 60 centimetri a 100 chilometri all'ora in meno di un minuto.
    Una accelerazione di cinque milioni di volte!
    Come può farlo?
    Rocce frantumate, marne, argille porose imbibite, piene d'acqua... Tutta quell'acqua evapora per il calore provocato dallo scivolamento della frana stessa. Forma un cuscino di vapore tra il calcare dolomitico e gli strati rocciosi... Un cuscino di vapore su cui corre la frana. Si chiama aquaplaning quel fenomeno, è lo stesso che ti fa slittare in autostrada quando cerchi di inchiodare sul bagnato: un cuscino di vapore bollente che lancia a cento all'ora la frana con attrito zero sul piano di scivolamento liscio, perfetto. La prima zolla riempie la vallata, la seconda le si gira sopra, la terza usa le altre due come un trampolino e sale, sbatte, rimbalza dalla parte opposta della valle.
    Non lo può fare in silenzio.
    Tu parli coi superstiti e ti dicono: «Puoi dire quello che vuoi, ma il rumore... Quello non lo puoi immaginare... Il rumore... Il rumore...».
    Tutti i testimoni ti dicono:
    «Come fai a parlare di quel rumore?».
    Testimone il prete di Casso, don Onorini: «Quel rumore», dice. «E quella luce... Apro la finestra dello studiolo della canonica, vedo i fili dell'alta tensione che viene dall'Austria: le linee elettriche che si spaccano per questo movimento di fiancata di montagna e una specie di arco voltaico che illumina a giorno la vallata. E il bosco che precipita, la valle che si riempie e dalla parte opposta, sempre illuminata a giorno, la frana che corre in salita, di qua, su per la montagna, dall'altra parte della valle, oltre cento metri sopra il vecchio livello del lago. E là si ferma».
    E l'acqua? Dov'è andata l'acqua? Era piena d'acqua questa...
    50 milioni di metri cubi d'acqua si sono messi in piedi al centro della valle formando un fungo alto 250 metri. Tutta l'acqua delle Dolomiti par mettersi in piedi, sull'attenti, alta come il campanile del paese. Punta il paese.
    C'è lo sperone della roccia sotto il paese di Casso, che sega la colonna d'acqua alla base, e quando l'acqua arriva al paese non ha più forza. Molla uno schiaffo al piano terra della scuola elementare, dove i maestri dormivano al primo piano. Si svegliano per il colpo, il rumore. «Quel rumore...». Mentre gli schizzi di quell'onda ciclopica sfondano il tetto di quasi tutte le case del paese, un masso di 60 chili sfonda il tetto della chiesa: e non lo muovono di là. Ci leggono il Vangelo sopra, ancora adesso, perché dicono che è un miracolo. Perché l'acqua a Casso non ha ammazzato nessuno... È acqua che rotola giù per le strade del paese. La gente è malconcia ma viva!
    Oltre il bordo del paese, mondo non ce n'è più.
    Solo questo rumore... E questo odore... Lì sotto non c'è più niente... Solo vampa ghiacciata che vien su, perché l'onda non è finita, si è spaccata in due proprio sotto lo sperone di roccia e adesso si divide: mezza è tornata indietro, rifluisce a spazzolare le sponde della valle...

    C'è Erto.

    Erto è più bassa. Troppo bassa. Però la valle si allarga e l'onda si abbassa.
    Quando arriva a Erto l'onda si è allargata abbastanza da prender giusto il piano terra delle case. La gente scappa al piano di sopra e si salva. Vede il piano terra che si sfonda, qualcuno tiene in braccio bambini, qualcun altro si aggrappa e riesce a navigare e a salvarsi da questo gorgo maledetto. Si salvano in tanti. Anche i morti al camposanto si salvano per un pelo: vien lambito dall'acqua, il cimitero... Mentre i vivi delle frazioni sotto, che l'aspettavano con un occhio aperto, a quelli gli passano sopra 50 metri d'acqua...

  9. #19
    Lettura consigliata: "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont", Tina Merlin, Cierre Edizioni.

    Decisamente consigliato lo spettacolo di M. Paolini, acquistabile su vhs e libro o su dvd (http://elleu.com/Vajont_Orazione_civile_Dvd-p-343.html)

  10. #20
    Utente di HTML.it L'avatar di Nkosi
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    Originariamente inviato da Federiconet
    Lettura consigliata: "Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont", Tina Merlin, Cierre Edizioni.

    Decisamente consigliato lo spettacolo di M. Paolini, acquistabile su vhs e libro o su dvd (http://elleu.com/Vajont_Orazione_civile_Dvd-p-343.html)
    confermo (per quel che vale il mio parere) i due consigli di federiconet.
    E se qualcuno va su, dopo Belluno, a un certo punto si gira a destra, prima si scende un po' e poi si sale e la diga si vede ed è ben indicata. Pochi chilometri di salita è si arriva a una galleria, mezza illuminata. Ancora a destra c'è la diga. Sopra la diga la frana, che sembra una montagna, ma è la montagna caduta in quello che prima era il bacino. Una chiesetta, qualche camioncino che vende bibite (i veneti son gente pratica, se si possono fare quattro soldi mica ci si tira indietro) e sempre un bel po' di gente che va su e giù per la statale, dai parcheggi alla diga, dalla diga ai parcheggi. Qualcuno poi va verso Erto, magari sperando di intravedere quel matto di Corona, che la diga l'ha raccontata pure lui che se visto passare l'onda sopra la testa e poi faceva su e giù con gli elicotteri quando trasportavano gli sfollati verso la bassa. E poi giù a Longarone c'è il cimitero con duemila nomi di gente che quella sera non ce l'ha fatta a salire sulla montagna per scappare dall'onda.
    Scusate, sono di Belluno anch'io e in quel cimitero ci ho visto gente che aveva il mio cognome. Non so se fossero parenti, magari sì forse alla lontana. Magari no, però i miei parenti giù a Feltre facevano il pettine sul Piave in quei giorni. Il Pettine, ovvero piantavano pali uno vicino all'altro dai ponti giù nel Piave creando un "pettine" con cui raccoglievano la gente, i morti, che scendevano con la corrente. E la cosa che fa incazzare, come diceva Paolini, è che se i vecchi di Erto e Casso avevano chiamato il Monte Toc (toc, ovvero pezzo) il monte che poi è caduto un motivo ce l'avevano e sto motivo lo avevano anche detto agli ingegneri che progettavano la diga. Dicevano "guardate che qui una diga non si può fare perché dal Toc, ongi tanto si stacca un pezzo, un toc appunto, e se fate la diga sotto sto pezzo poi cade nel bacino". Ad ascoltarli sti vecchi...

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