Esplosione con botto
Avevo il pomeriggio libero. C’era un bel film al cinema e decisi di andare a vederlo. Comprai pop-corn e Coca-cola e mi andai a sedere in alto, nell’ultima fila, il secondo posto a destra. Il film era iniziato da poco quando accadde un fatto che avrebbe mutato il corso della giornata e di quelle successive: squillò il cellulare. Era Benjamin, il mio datore di lavoro e grande amico, investigatore squattrinato e senza fortuna(risolveva casi banali come casi di furto di fiori dalle aiuole, gli amoicidi solo quando giocava a Cluedo, ecc…):
Vieni subito in piazzetta in villa Truffini!
Scusa, ma…
SUBITO!
Ok.
E, lentamente e senza voglia, mi incamminai verso Villa Truffino, pensando che dovevo perdermi il film più bello del momento, pop-corn e Coca-cola solo per ritrovare un gatto scomparso o qualcosa di simile. Appena uscii dal cinema, sentii l’odore di bruciato sotto il naso e alzando un po’ lo sguardo verso la Piazzetta Rosa, vidi un’enorme colonna di fumo che si innalzava come un pennacchio spettrale sullo sfondo azzurro del cielo. Appena capii che la chiamata era legata a quello, mi fiondai, come un leone su una gazzella, in pochissimo arrivai.Era molto che non passavo da lì, ma era sempre più o meno uguale: una gelateria, dei negozi, un bar, uno spazio per far giocare i bambini e dei condomini.E proprio da uno di quelli che veniva il fumo, da un punto indefinito al terzo piano!
Così, salii le scale e arrivai davanti a una porta bruciata che dava su un interno completamente incenerito, dove, insieme a poliziotti e pompieri, c’era Benjamin. Mi informò di ciò che sapeva: << Al momento dello scoppio, avvenuto verso le 5, vi era dentro solo un uomo, il signor Wilkinson, di 43 anni che stava dormendo e proprio dal suo letto che è partito l’incendio; molgie e figli in vacanza, finestre e porte chiuse dall’interno>> e concluse scherzando: <<l’unica possibilità è autocombustione.>>All’interno non c’era molto da vedere, solo cenere e quindi decidemmo di interrogare i vicini. Un’anziana signora ci fece utilizzare il suo salotto come stanza per interrogare. Mi sedetti in un angolo a prendere appunti di ciò che avrebbero detto. Incominciammo dalla dirimpettataia, una giovane ragazza intorno ai 25 anni, con gli occhi cerchiati e arrossati da un lungo pianto:
Buongiorno.
Buongiorno.
Ha sentito qualcosa di insolito questa notte?
Si, alle 5.08 ho sentito un leggero botto, come un petardo, dopo niente. Stamattina, poi…
E si perse in un bagno di lacrime, quando si riprese un po’:
Mi scusi come fa a sapere l’ora esatta?
Beh, semplice, di solito mi alzo alle 5, ma quel giorno non suonò la sveglia, mi mi svegliai col botto, guardai l’ora e mi accorsi di essere in ritardo.
Conosceva bene il signor Wilkinson?
Non si può proprio dire bene, ma mi stava simpatico, era molto gentile, sia con me che con gli altri.
Ok, come mai non ha visto subito l'incendio?
Beh, credo che si sia diloagato dal letto e solo quando si avvicinò alla porta, oggi pomeriggio, lo sentimmo e chiamammo pompieri e polizia.