Originariamente inviato da Marcolino's
Lasciando stare le mie performance da scrittore, ci sono due cose che forse non si sono capite bene, ovvero pauldianno85 quando dice che, cito testualmente: "in sostanza la politica che adottano redhat e altre distro che hanno messo il proprio servizio a pagamento come servizio che non è più diciamo open source ma è un vero e proprio servizio offerto con corrispettivo in denaro", credevo che queste cose fossero chiare alla comunità, invece vedo due errorini, anzi uno è un errore concettuale mentre l'altro spero solo frutto di una classificazione erronea che si fa qui in Italia.
Open Source non è Free Software, come Linux non è GNU/Linux, ovvero senza necessariamente voler mettere i puntini sulle i facciamo in modo da capirci, sono due cose simili ma non uguali, detto ciò vengo all'errore concettuale; free as in free speech, not as in free beer, vuole dire che lo puoi vendere e che Open Source o Free Software perseguono tutte e due la stessa idea, cioè vendere e guadagnare, non sta scritto su nessuna clausola di nessuna licenza che si debba dare il materiale gratuitamente.
Vendere software libero come in parlare liberamente significa anche questo e su questo si basano la GPL o tutte le altre licenze OSI.
Certo viene prima la libertà con le sue quattro regole, e poi nessun divieto di vendere, anzi, OSI viene fuori proprio per chiarire che free vuole dire libertà e non gratuito.
GPL3, parte del preambolo
GPL3 in italiano leggetevi anche l'articolo 6 ai commi D ed E nel paragrafo Termini e Condizioni.
@pauldianno85 anche RH è sicura, credimi che lo è.
@Mykol RH e SUSE vengono supportate in pieno, se hai un problema, proprio perché paghi, qualcuno è sempre lì ad aiutarti quando ne hai bisogno, non c'è solo tutta la documentazione ufficiale tradotta in italiano, ma c'è anche chi al telefono ti segue e se c'è qualcuno convenzionato con loro nelle tue vicinanze viene pure da te a vedere di risolvere il tuo problema. Pagando ovvio, perché il lavoro va pagato.
Debian questo non lo fa, ci ha provato con il progetto
Progeny che è fallito ed ora è un'altra cosa.
Adesso si affida ad una documentazione online non sempre completamente tradotta nella tua lingua e alle comunità di supporto, molto sveglie, ma si tratta per lo più di forum di discussione dove poni una domanda e aspetti sperando che qualcuno risponda nel modo giusto per te.
Troppo aleatorio quando lavori non credi?
Ubuntu è sponsorizzata da Canonical che non è proprio una start up di piccole dimensioni ma anzi fa quello che Novell fa per SUSE, quindi non è che nasca dal nulla, ma anzi c'è in giro una pubblicità meravigliosa che ti spinge a provarla.
Io sulle riviste specializzate ho visto solo la pubblicità di qualcuno che diceva di usare server Debian, ci sono comunità che parlano di server Debian, ci sono aziende che usano server Debian, ma non vedo pubblicità di Debian in giro ne come server e tanto meno come desktop, mentre di Ubuntu... basta leggere i post di questo forum per rendersene conto.
Scusate se sono stato prolisso.