Le leggi sono una giungla ingarbugliata di rimandi e le sentenze e le decisioni dei giudici ancora peggio. Non per nulla spesso chi non e' addetto ai lavori non capisce bene perche' alcune sentenze sembrino dire l'opposto della legge.
Stavo cercando di capire e mi ha colpito questo pezzo:
Il contribuente dunque aveva presentato denuncia di oscuramento delle reti Rai e quindi in tutta buona fede riteneva di non dover più versare il canone relativo al suo abbonamento.
Le argomentazioni del contibuente non vengono contestate in maniera specifica e puntuale da parte degli enti appellati; di tal ché deve presumersi la loro fondatezza quantomeno in applicaizone del principio di non contestazione previsto dall’art. 115 cpc come modificato con la novella L. 69/2009 il quale prevede che i fatti che una parte ha l’onere di provare non sono più bisognevoli di prova (e, pertanto, il Giudice deve considerarli come veri e decidere di conseguenza, in caso di mancata specifica contestazione a opera della parte interessata.
Quindi potrebbe pure essere che nonostante il tizio dovesse pagare il canone, il fatto che la RAI o chi per loro non abbia risposto dicendogli che sbagliava, abbia costituito motivo della sentenza a suo favore.art. 115 cpc: 1° comma, recita: «il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti o dal pubblico ministero», è stata aggiunta la frase: «nonché i fatti non specificatamente contestati dalla parte costituita».![]()


Rispondi quotando