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  1. #1
    La crescita secondo me dipende un po' dalla fortuna e un po' dall'attitudine. Inizialmente devi per forza di cose programmare programmare programmare. Dopo il primo anno da programmatore, secondo me poi le strade diventano 3.

    - Se capiti in un'azienda piccolissima hai più possibilità di crescere velocemente perché il boss ti caricherà di molte responsabilità che andranno anche oltre la "mera" programmazione. In questo modo la tua crescita sarà veloce e orizzontale. Probabilmente però lo stipendio resterà lo stesso a lungo!

    - Se invece capiti in un'azienda medio grande, a meno che non sei un genio e riesci a mettere da subito in evidenza le tue innate doti da project manager, probabilmente ti fossilizzerai su 2-3 tecnologie che ti faranno usare per i tuoi prossimi 5-6 anni. In questo modo la tua crescita sarà lenta e verticale. In questo caso potresti avere "problemi" nel trovare un futuro lavoro che richieda la conoscenza di altre tecnologie diverse da quelle che conosci e ruoli diversi da quello che hai ricoperto.

    - In qualunque caso potresti usare la tecnica del mordi e fuggi: passi al massimo 1 anno in un'azienda per poi trovarne un altra a patto però che il salto ti faccia crescere anche come retribuzione. Fai questa cosa in loop per 5-6 anni. In questo modo probabilmente non sarai un esperto di un pugno di tecnologie ma invece conoscerai un po' di tutto e questo potrebbe essere apprezzato da alcune aziende; sarebbe un indicatore di predisposizione all'adattamento e al problem solving generalizzato. In questo caso hai anche più possibilità di acquisire certificazioni che fanno sempre bene.

    Se lo fai all'estero, i benefici raddoppiano.

  2. #2
    Grazie! quest'analisi è un ottimo spunto per fare nuove considerazioni!

    scusate se sono un po' noioso ma temo di restare fregato dal mondo del lavoro!

  3. #3
    Moderatore di CMS L'avatar di kalosjo
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    Identifica quello che vuoi fare del tuo futuro.

    Se intendi andare via dall'italia allora accetta quello che ti paga di più, fai un corso di inglese e tra un anno, un anno e mezzo adieu...

    Se invece intendi restare allora fai la scelta che ti dà più garanzie sulla tua formazione generale.

    Tra 10 anni farai tutt'altro, qualunque sia la tua scelta.
    Scusate i puntini di sospensione...... La verità è che non ho argomenti....

  4. #4
    Se vuoi restare in itaglia prendi accenture.
    Nella gran parte dei casi, i cagacodice ed in genere le figure tecniche in italia sono visti come manovalanza di basso livello da sfruttare.

    Poi se a te piace tantissssssimo smanettare, studiare, aggiornarti sulle tecnologie, nonostante ritieni (fra qualche anno) di non essere pagato come dovresti allora vai di tecnico. Ma tranquillo che mi gioco lo scojones che nel giro di 5 anni ti passa la voglia.

  5. #5
    Quote Originariamente inviata da Darksky Visualizza il messaggio
    Se vuoi restare in itaglia prendi accenture.
    Nella gran parte dei casi, i cagacodice ed in genere le figure tecniche in italia sono visti come manovalanza di basso livello da sfruttare.
    Hai centrato perfettamente il problema ho paura di restare a vita a scrivere codice senza che me ne vengano riconosciuti i meriti in termini economici! Per quanto riguarda andare all'estero mi piacerebbe fare un' esperienza di qualche anno ma sinceramente non mi vedo tra 20 anni a vivere chissà dove nel mondo.

    Oggi mi sono preso una giornata di cazzeggio solitario in montagna e ho ragionato sulla questione. Sono arrivato a questo:
    Se mi prendono vado su Accenture in quanto mi fa un po' di formazione iniziale e oggettivamente paga bene. Se l'ambiente, il lavoro ecc ecc non mi piacciono per nulla cambio. Supponendo, nel caso in cui proprio non riesca a stare in quell'ambiente, di restarci per un anno mi troverei a 25 anni con una laurea magistrale e un esperienza in Accenture e quindi credo che riuscirei ad inserirmi in qualche tipo di lavoro.
    Secondo voi ha un senso quanto ho pensato?
    Grazie ancora per il tempo che mi dedicate!

  6. #6
    Quote Originariamente inviata da giovannona Visualizza il messaggio
    Hai centrato perfettamente il problema ho paura di restare a vita a scrivere codice senza che me ne vengano riconosciuti i meriti in termini economici! Per quanto riguarda andare all'estero mi piacerebbe fare un' esperienza di qualche anno ma sinceramente non mi vedo tra 20 anni a vivere chissà dove nel mondo.

    Oggi mi sono preso una giornata di cazzeggio solitario in montagna e ho ragionato sulla questione. Sono arrivato a questo:
    Se mi prendono vado su Accenture in quanto mi fa un po' di formazione iniziale e oggettivamente paga bene. Se l'ambiente, il lavoro ecc ecc non mi piacciono per nulla cambio. Supponendo, nel caso in cui proprio non riesca a stare in quell'ambiente, di restarci per un anno mi troverei a 25 anni con una laurea magistrale e un esperienza in Accenture e quindi credo che riuscirei ad inserirmi in qualche tipo di lavoro.
    Secondo voi ha un senso quanto ho pensato?
    Grazie ancora per il tempo che mi dedicate!
    Immagino tu già conosca questo http://www.aprildarkfairy.it/dblog/c...sp?articolo=59

  7. #7
    Si ho già visto quel sito! in realtà credo di aver letto tutti i siti che parlano male di Accenture se devo essere sincero non do molto peso a quello che leggo perché credo sia abbastanza normale che uno si lamenti del lavoro che fa! Non voglio dire che Accenture sia il paradiso anzi... però loro(Accenture) sono stati chiari sin da subito, per quanto riguarda il duro orario di lavoro e il tipo di mansioni, quindi non capisco perché chi oggi si lamenta, abbia accettato queste condizioni! Di sicuro non è il lavoro che ho sempre sognato di fare però forse se rinuncio a questa possibilità per andare a fare il programmatore temo che sia molto difficile avere un altra occasione per provare ad affrontare un lavoro di questo tipo. Viceversa non credo sarebbe troppo impossibile passare da Accenture a un posto di lavoro in cui devo solo scrivere codice! ...Spero che tu abbia capito cosa cerco di dire

  8. #8
    Mha ci sono molte cose per cui io ad esempio potrei adattarmi per il lavoro, una cosa a cui non mi adatterei mai sono invece gli straordinari "fissi". Ovvero fare tardissimo sempre e comunque (magari nemmeno pagato) ogni giorno come se fosse normale. Chiamatemi sfaticato ma non si vive solo per lavorare.
    "Estremamente originale e fantasioso" By darkiko;
    "allora sfiga crepuscolare mi sa che e' meglio di atmosfera serale" By NyXo;
    "per favore, già è difficile con lui" By fcaldera;
    "se lo apri te e invece di "amore" ci metti "lavoro", l'effetto è lo stesso" By fred84

  9. #9
    Quote Originariamente inviata da Neptune Visualizza il messaggio
    Mha ci sono molte cose per cui io ad esempio potrei adattarmi per il lavoro, una cosa a cui non mi adatterei mai sono invece gli straordinari "fissi". Ovvero fare tardissimo sempre e comunque (magari nemmeno pagato) ogni giorno come se fosse normale. Chiamatemi sfaticato ma non si vive solo per lavorare.
    Si, sono d'accordo con te che non si deve vivere per lavorare però capisci che se dopo i vari sacrifici fatti per laurearmi mi trovo tra 5 anni a fare lo stesso lavoro che avrei fatto appena diplomato come perito informatico tanto valeva fermarmi la!

    Supponiamo di lavorare come programmatore in c# per 5 anni e supponiamo che passati questi 5 anni io voglia cambiare lavoro. cosa mi succederebbe?! sarei preso in considerazione solo da quelli che hanno progetti per c#? scriverei solo codice senza avere nessuna voce in capitolo sul resto dato che sarei "specializzato" solo sulla programmazione? non sarebbe preferito a me qualcuno con più esperienza magari nell'ambito più organizzativo e gestionale?

  10. #10
    Utente di HTML.it L'avatar di Max Della Pena
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    Quote Originariamente inviata da Neptune Visualizza il messaggio
    Mha ci sono molte cose per cui io ad esempio potrei adattarmi per il lavoro, una cosa a cui non mi adatterei mai sono invece gli straordinari "fissi". Ovvero fare tardissimo sempre e comunque (magari nemmeno pagato) ogni giorno come se fosse normale. Chiamatemi sfaticato ma non si vive solo per lavorare.
    Comincia prima a lavorare poi magari puoi dire che sei stufo di fare straordinari.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

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