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  1. #1
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Politicamente i suoi voti contavano poco, questo è evidente. Ma era chiaramente qualcuno che sapeva catalizzare l'attenzione su vari temi, e (questo penso sia innegabile) non sempre lo faceva in modo del tutto chiaro...

  2. #2
    Utente di HTML.it L'avatar di vonkranz
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    Quote Originariamente inviata da lnessuno Visualizza il messaggio
    Politicamente i suoi voti contavano poco, questo è evidente. Ma era chiaramente qualcuno che sapeva catalizzare l'attenzione su vari temi, e (questo penso sia innegabile) non sempre lo faceva in modo del tutto chiaro...
    concordo.
    in piu', la profonda differenza con i comunicatori odierni sta nel fatto, secondo me, che quelle di Pannella erano battaglie che difficilmente potevano essere rapportate a suoi interessi (specie economici) piu' o meno nascosti. guardando le sue lotte, difficilmente ti veniva da pensare "ma lui cosa ci guadagna?","a lui cosa ne viene in tasca?"

    mentre oggi la prima cosa che uno si domanda quando vede qualcuno che prende a cuore una battaglia è: "di sicuro lo fa perche' ha un tornaconto personale, perche' da qualche parte riesce a mangiarci su". forse sbaglio io ma, almeno per me, è questo che mi viene da pensare.
    ...and I miss you...like the deserts miss the rain...

  3. #3
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Altra opinione che ritengo onesta, quella di Oscar Giannino. Diversa nei modi, rispetto a quella di Giannuli, ma simile nella sostanza:

    Non avrei immaginato, ma ho pianto leggendo della sua morte oggi. Perché a me Pannella ha insegnato tanto, nella cappa di piombo degli anni '70 e di lì in avanti poi. Lo conobbi a un'iniziativa anticoncordataria alla quale partecipavamo come giovani repubblicani, nel 1978. Ci litigai di brutto quando convinse Craxi a scegliere Scalfaro presidente della Repubblica nel 1992- travolto Andreotti che doveva essere eletto al Colle, ma venne travolto dalla strage di Capaci. E' l'unico politico che abbia conosciuto a praticare davvero le virtù individualiste della rivolta di Atlante di Ayn Rand, che per i libertari è la Bibbia. Non solo divorzio e aborto, ma antipartitocrazia, contro l'informazione dei partiti, antiproibizionismo, garantismo non per sé e i propri amici ma per tutti a costo di candidare terroristi di destra e sinistra oltre a Tortora, pacifismo mai antioccidentale, la battaglia per Israele nella Ue, la lotta contro i grandi gruppi pubblici e le baby pensioni, oltre a quelle privilegiate dei politici (30 anni fa, badate). Tantissime altre cose. Ci ha indicato i cancri della prima e della seconda repubblica. E ha commesso anche gravi errori. Ha purtroppo ucciso generazioni di persone straordinarie passate nel partito radicale, purtroppissimo impedendone la crescita. Ma è stata anche colpa loro. L'unico a violare pubblicamente e gandhianamente leggi che riteneva ingiuste, per esporsi ai rigori delle condanne e in questo modo sollevare dibattiti pubblici. Da oggi, la sparutissima pattuglia liberal-liberist-libertaria è ancora più desolatamente minoritaria. L'ho ricordato oggi con Mario Ajello e Pierluigi Battista. Ciao Marco, spero dovunque tu sia andato che romperai le scatole anche lì agli Andreotti che ti han preceduto.

  4. #4
    Utente di HTML.it L'avatar di Linkato
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    Stamattina ho letto su un giornale l'intervista al commercialista di Pannella: quando il radicale era in vita il professionista, che curava i suoi interessi finanziari, era disperato, Marco aveva praticamente dilapidato tutto, anche piccole eredità famigliari per finanziare le sue battaglie politiche, addirittura il commercialista cercava ogni tanto di nascondergli qualche proprietà per tentare di salvargli qualcosa per il futuro... e quando Pannella se ne accorgeva andava su tutte le furie.

    Ma erano diventati amici, ormai e Pannella non l'ha mai ripudiato...
    Primo Ministro Conte: "Sarà un anno bellissimo!"

  5. #5
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Altro ricordo, questa volta di Odifreddi (il matematico):


    Ho conosciuto Marco Pannella nel 1973, quando un'amica di Roma mi portò al congresso del Partito Radicale che si teneva a Verona. Eravamo letteralmente quattro gatti, credo non più di venti, e Pannella aveva l'aura gel guru che arrivava da un altro pianeta, anche se veniva soltanto dalla Francia, dove credo vivesse all'epoca.


    Per dare un'idea di com'erano considerati i radicali all'epoca, quando tornai a casa mio padre mi disse che l'avevano informato dalla Questura che ero stato al congresso: dunque, ci avevano schedati, come se fossimo stati dai carbonari. Anche se poi a Cuneo il partito attecchì relativamente bene, grazie anche alla presenza di Enna Bonino, che arrivò poco dopo e divenne subito nota per il suo impegno sull'aborto.


    Nel 1974 la campagna a favore del No nel referendum clericale per l'abolizione della legge sul divorzio fece illudere molti che l'Italia fosse sull'orlo di diventare un paese civile, dal punto di vista dei diritti. La Chiesa e la Democrazia Cristiana vennero sonoramente sconfitti, e sull'onda di quella vittoria quattro radicali, fra cui appunto Marco Pannella ed Emma Bonino, furono eletti in parlamento.


    Purtroppo le cose non stavano come si pensava e sperava: il 59 per 100 al referendum era costituito di gente che era disposta a votare per i propri diritti, come il divorzio o l'aborto, ma non per quelli altrui.


    Le successive campagne radicali furono dunque molto meno popolari, da allora a oggi. Né Pannella, né la Bonino riuscirono mai a conquistare più del 10 per 100 dei consensi, anche per la mancanza di un programma strategico radicale che si proponesse come progetto di governo, e per la loro concentrazione su questioni isolate, spesso marginali e impopolari.


    Io smisi di lavorare attivamente per i referendum nel 1978, quando andai a studiare in America, e dopo il mio ritorno non votai più il Partito Radicale. Meno che mai quando Pannella e la Bonino si vendettero a Berlusconi per un tozzo di pane (cioè, un commissariato europeo e qualche seggio italiano), dimostrando che gli equilibrismi funambolici in politica rischiano di provocare cadute rovinose nell'etica.


    L'ultima volta che ho visto Pannella fu nel 2008, quando partecipammo Insieme e dalla stessa parte a Porta a Porta, contro monsignor Fisichella e l'onorevole Buttiglione, a proposito dell'invito al papa alla Sapienza. Fu un interessante confronto, ancora visibile su YouTube.


    Il papa non andò a parlare all'Università, ma fu una vittoria di Pirro. I clericali, molti del neonato Partito Democratico, fecero quadrato attorno a lui, in un raduno a Piazza San Pietro che compattò la destra da Mastella a Fini, e fece cadere il governo Prodi.


    Sentii ancora Pannella varie volte in quel periodo, quando il Pd contrattava con i radicali per avere i loro voti in cambio di alcuni seggi, e io ero "in quota anticlericale". Ma prima delle elezioni me ne andai disgustato dell'atteggiamento compromissorio d Veltroni con i cattolici, e da allora non ho più visto o sentito né lui, né Pannella.


    A conti fatti, le battaglie anticlericali di Pannella sono state un fallimento, come dimostra il fatto che nella nuova Costituzione renziana il Concordato rimane l'anomalia che era, e l'8 per 1000 continua a uscire dalle tasche degli italiani per entrare in quelle dei preti. Ma è grazie a lui che gli italiani hanno diritti che non si meritano, come il divorzio e l'aborto, e di questo dobbiamo essergli grati.

  6. #6
    Utente di HTML.it L'avatar di Max Della Pena
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    Potrei postare i ricordi di molti esimi personaggi, più o meno benvoluti o contestati, ricordi più o meno positivi.

    Scrivo invece semplicemente un ringraziamento.

    Marco, grazie di avermi fatto ragionare, odiarti ed amarti quando, come sempre, combattevi per delle cause che non capivo o che non condividevo oppure odiavo o amavo.

    Grazie per averlo fatto alla tua maniera, quella che tutti vorrebbero, comunque la pensino, potesse continuare.
    Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.

  7. #7
    Moderatore di foto/videocamere digitali ed elettronica hi-tech L'avatar di astro
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    Giannulli per me ha scritto una marea di ca...stronerie; sono d'accordo con mezza riga in alto e mezza riga a fine pezzo, per il resto non sa davvero quel che dice (e manco quel che scrive, visto che "do" si scrive senza accento!) e perderebbe miseramente qualsiasi contraddittorio su quanto ha scritto.

    Pannella aveva carisma (e tanto) e "comandava" il suo partito: non è questione di leaderismo spiccio...
    Che poi il suo "virtuosismo comunicativo" fosse "privo di reali contenuti" è un'altra bestialità: i contenuti li aveva eccome. Secondo me non era bravo a comunicare semmai... nel senso che aveva quel suo clichè da cui non riusciva a discostarsi... Per me poteva essere decisamente un comunicatore migliore (tant'è che in generale chi lo ascoltava, dopo i primi 5'' tendeva a dire "vabbe' la solita solfa" e neanche ascoltava più attentamente quel che diceva)

    Che poi avesse una "visione della democrazia come competizione fra ristrette élites" è un'altra cazzata.
    Ed un'altra peggiore è dire "sostenute da branchi di acritici attivisti"! Io ho fatto parte di quegli attivisti, ho speso il mio tempo per fare i banchetti per una campagna referendaria negli anni '90, ho messo i miei soldi per la benzina andando nei vari paesi della provincia a portare i moduli e verificare vi fosse la possibilità di votare... Gli attivisti sono sempre state persone completamente opposte a branchi e sopratutto all'acriticità...!

    Dire poi che Pannella avesse un "sostanziale rifiuto della dimensione strategica della politica" è un'altra cosa assurda. Sarebbe bastato cha avesse ascoltato un poco Pannella a Radio radicale per sentire, quando parlava "con i suoi" quanto fosse sempre strategico nelle sue visioni.

    Ovviamente ci sono molte altre assurdità nel pezzo che non posso/voglio confutarle tutte...

    E' verissimo (e bello) quello che ha scritto Max qua sopra... Pannella faceva ragionare. (ovviamente e purtroppo non tutti e forse non abbastanza, anche appunto, per la sua "monotonalità comuncativa")

    Poi che abbia fatto errori è indiscutibile e di uno in particolare sono convinto (tanto che quando lo incontrai a Rimini, a fine anni '90 glielo dissi serenamente), ovvero il richiedere l'intervento armato in Serbia contro "il macellaio Milosevic" bombardando Belgrado, (quando, tra gli altri, fu poi colpita anche la sede della tv serba) violentando la non violenza gandhiana, dicendo che anche se fossero morti bambini era ammissibile, perchè quello faceva già Milosevic.
    Per me invece c'erano altri mezzi, e credo che oggi sia abbastanza pacifico che quel bombardamento su Belgrado si potesse e dovesse evitare.
    Ultima modifica di astro; 20-05-2016 a 13:02

  8. #8
    Utente di HTML.it L'avatar di Linkato
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    Alcune verità degne di essere ricordate dal giornalista Padellaro...

    http://www.la7.it/omnibus/video/pann...05-2016-184809
    Primo Ministro Conte: "Sarà un anno bellissimo!"

  9. #9
    Utente di HTML.it L'avatar di spqr
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    La coerenza tra le sue lotte etiche/morali/politiche e i suoi continui (e molto spesso sospetti) inciuci con Berlusconi mi è sempre sfuggita, ed è un nodo che neanche ora, nonostante l'aura eroica post mortem di rito, riesco a dimenticare e giustificare.

    Assolutamente condivisibili e irrinunciabili molte delle sue lotte, ma un po' di rammarico per il fatto che non siano state portate avanti da personaggi migliori, e grave -a mio avviso- che vengano associate e ricordate solo per merito suo.

  10. #10

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