Avevo risposto a Max della Pena perché avevo pensato che a lui valesse la pena rispondere.
Evidentemente mi ero sbagliato.
Ormai mi è difficile andare in giro per strada. Mi trovo sempre davanti dei tatuaggi. A me fanno male. Mi fa male vederli, mi fa male pensare che sia una cosa generalizzata.
Non è una banale moda ridicola, come potevano essere gli stivali d'estate, le creste o le scarpe a punta. Quelle mode, pur diffuse, riguardavano solo delle minoranze, i tatuaggi invece sono ormai generalizzati. Soprattutto quelle mode era semplici da superare: quando la moda passava o la tizia si svegliava era molto semplice tagliare la cresta, cambiare scarpe o togliere gli stivali e mettere due ciabattine. Togliere i tatuaggi, invece, è costoso, bisogna trovare un centro medico specializzato e, soprattutto, implicano la mentalità che rimangano.
Dove lavoro, passa ogni tanto una mendicante: offre dei fiori chiedendo un'offerta. Le ho detto "non ti da niente nessuno, se spendi i soldi per farti dei tatuaggi". Li aveva fatto una decina d'anni fa, cedendo alle insistenze del cognato; era giovane e non si rendeva ben conto di cosa facesse. Ora vorrebbe toglierli, ma non ha i soldi.
Il tatuaggio non si limita a deturpare la pelle, a rendere brutta una donna, a rendere scemo e sbruffone un maschio: va anche nella testa. E' un tratto di morte che uno /una si trova sempre addosso.
Io la vedo così.
Qualcuno mi ha spiegato che c'è una relazione tra i tatuaggi e l'interruzione volontaria di gravidanza. Ai primi tempi della legge le interruzioni erano moltissime, poi sono diminuite nel corso degli anni, anche se rimangono comunque alte. Ai primi tempi della legge c'era un'interruzione ogni tre bambini nati. I giovani attuali, soprattutto i 35 /38 enni, sono sopravvissuti ad una falcidia in ragione di quasi tre su quattro: su quattro gravidanze tre hanno potuto nascere, il quarto non è nato. Questo lo hanno percepito, hanno la sensazione di qualcosa che per loro non ha funzionato, sentono una presenza di degrado e di morte. La ricerca dello sballo ne è una conseguenza. I crescenti disturbi psichici ne sono una conseguenza. Gli psicofarmaci, prescritti facilmente da medici di base o procurati tramite Internet ne sono una conseguenza. La diffusione di alcoolici ne è una conseguenza. Scuole che non sanno insegnare ne sono una conseguenza. La disoccupazione a vita ed il precariato a vita ne sono una conseguenza. Anche i tatuaggi ne sono una conseguenza: un tratto di morte sempre addosso, un tentativo rudimentale di protestare, di attirare l'attenzione, di esorcizzare la morte.
Un tatuaggio è un gemito o un urlo: "non mi avete voluto bene". Io la vedo così.
Conosco questo forum da molti anni. E' molto scaduto. Io la vedo così.
Per favore, evitate commenti. Dubito che ci possano essere commenti interessanti, quindi vi chiedo di non intervenire. Io la vedo così.
Per favore.
Ultima modifica di kshaiarsa; 19-07-2017 a 10:13 Motivo: Errori grammaticali
quel qualcuno è ancora a piede libero, ma un TSO no?
Ripeto, sei tu che vuoi vedere la realtà come la vedi, è solo il tuo pensiero deformante che deforma la tua percezione della realtà, è un discorso che vale in realtà per tutti gli esseri viventi.
Che poi la realtà non sia il presente ma la sovrapposizione tra passato e futuro che si deposita sulla tua anima come la polvere su di un oggetto, questo è un altro discorso.
Vivi in pace e bevi più birra.
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Skull of a Skeleton with Burning Cigarette
Angarat quante minchiate spari con un litro? Così mi regolo...
Conosco gente tatuata, che si è tatuata decine di anni fa e non è per niente pentita.
Sono persone per bene e non sono tristi né alcolizzati.
Nenache a me piacciono molto i tatuaggi e non me ne farei, ma a chi piacciono ha libertà di farseli.
Ragazze molto tatuate non mi piacciono, specialmente se i tatuaggi sono molto invasivi o se sono in alcune parti specifiche, tipo sulle cosce. Se il tatuaggio è discreto e non in bella mostra potrebbe andar bene.
Resta il fatto che se alla ragazza in questione piacciono i tatuaggi grandi, liberissima di farseli, a me non piacciono, ma pazienza ne esistono tante altre di ragazze che i tatuaggi non se li fanno.
Lasciamo stare la storia della relazione tra tatuaggi e aborti, anche Giacobbo si rifiuterebbe di parlarne.
Il forum effettivamente è scaduto, ho saputo che molti si sono tatuati.
Io la vedo così.
Che angoscia, torno a dormire.
Rettiliani, sciechimicari, novaxiani e tatuaggiosofferenti.
Chi ho dimenticato?
Troll?
Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso.