Originariamente inviato da alka
L'evoluzione dei prodotti software come della tecnologia in generale rientra nell'ordine delle cose.
Applicando in senso assoluto un simile concetto, avremmo ancora le schede perforate.
Escono continuamente nuove soluzioni tecniche per risolvere una fetta sempre più larga di problemi; il punto è se si ha la necessità o meno di abbracciare tali opportunità.
In ogni caso, aggiornare il proprio ambiente di sviluppo è una cosa normale, tra l'altro Microsoft ha costi fin troppo bassi (usando tool della concorrenza, come Borland, spendo di più, ma questo è un altro discorso).
Nessuno ha mai sostenuto che sia strettamente necessario "portare" un progetto VB6 su .NET, anche perchè è quasi impossibile, a meno che non sia poco più di un "Hello World".
Il porting deve essere fatto se le feature che si vogliono aggiungere al proprio software fanno tesoro dei servizi che offre il framework.
Se si parla di software in evoluzione, è normale sfruttare tutto ciò di nuovo che viene offerto. Le operazioni di "porting" vanno fatte solo se c'è un reale vantaggio.
Tuttavia, per i software di nuova produzione (e concezione), avrei qualche serio dubbio ad affidarlo a VB6.
Leggi sopra.
Il framework funziona, è Visual Studio che non gira su NT.
Il problema non si pone.
La colpa di questo è di Mr William Gates che non ha avuto a cuore le esigenze effettive degli sviluppatori escludendo di fatto qualsiasi possibilità di "porting" da VB6 e VB.NET, cosa che non si è verificata ad esempio con Borland e Delphi.
Perchè, le aziende "vecchie" sono destinate solamente a utilizzare software obsoleti?
Il problema è che se Microsoft ha la ferma intenzione di basare le proprie piattaforme sul .NET Framework, le classiche applicazioni Win32 sono destinate ad essere penalizzate sino a scomparire, pertanto - indipendentemente dalle applicazioni che ci sono in giro - io suggerisco caldamente di cominciare a familiarizzare con il framework.
Ciao a tutti!