Allora facciamo una cosa, cercherò di segnalare questo form a chi ha scritto l'articolo in questione e vediamo se e come risponde
A presto...![]()
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Allora facciamo una cosa, cercherò di segnalare questo form a chi ha scritto l'articolo in questione e vediamo se e come risponde
A presto...![]()
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Ottima idea:metallicaOriginariamente inviato da jop
Allora facciamo una cosa, cercherò di segnalare questo form a chi ha scritto l'articolo in questione e vediamo se e come risponde
A presto...![]()
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poi facci sapere![]()
Non siamo partiti bene, il sito di riferimento non ha una e-mail, (incredibile ma vero)dovrei telefonare e non mi è possibile in questo momento.
Cmq non mollo...![]()
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Non potendo telefonare ho compilato un loro form, indicando della presenza di questo thread aperto e che necessitava loro intervento.
Vediamo se intervengono...
ma cmq non mollo![]()
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L'articolo citato nel primo post presenta certamente la situazione in modo grossolanemente errato, contribuendo a diffondere una delle tante "leggende urbane" che circolano sui motori di ricerca.
Il blocco delle richieste di registrazione, da parte di un motore di ricerca, di siti hostati su un server con un determinato IP è una operazione che può teoricamente essere effettuata, ma che deve essere effettuata manualmente,e che nessuno dei maggiori motori di ricerca effettua alla leggera. Ovvero, non viene effettuata praticamente mai.
I soli (pochissimi) casi in cui può essere attivato un blocco con simili caratteristiche riguardano situazioni dove venga verificato che un determinato indirizzo IP appartenga ad un server dove tutti i domini hostati sono in qualche modo collegati e coinvolti in una azione di spamdexing. Personalmente, mi è capitato di attivare un simile blocco una sola volta, dopo aver appounto verificato una situazione di questo genere.
I blocchi normalmente settati come contromisura per azioni di spam particolarmente gravi riguardano invece il dominio di un sito, indipendentemente dall'IP del server su cui è hostato (blocco che quindi ha efficacia anche se il dominio viene trasferito su un altro server con un indirizzo IP diverso).
Tornando all'IP, è invece più frequente che venga bloccato l'indirizzo IP di un submitter (quindi, l'IP della connessione utilizzata dal submitter), quando venga verificato che tale connessione è utilizzata per azioni di spamdexing, o per proporre siti/pagine che ricadono nella definizione di SPAM per il TOS del servizio di ricerca coinvolto. Anche in questi casi però l'azione è ponderata, e viene normalmente effettuata una verifica circa il tipo di connessione che è stata utilizzata, per evitare di bloccare altri utenti "innocenti" che utilizzassero lo stesso provider, magari con IP dinamico. Indubbiamente, in questi casi gli errori sono possibili, anche se non frequentissimi, ma potrebbe essere questa la ragione di quanto presentato sull'articolo citato.
Altro discorso riguarda le blocklist di server SMTP. In questi casi è certamente possibile che a causa di una azione di SPAM effettuata da un singolo utente, e dopo che i gestori della blocklist abbiano contattato il proprietario del server senza ottenere risposte o azioni soddisfacenti, l'IP di un intero SMTP server venga inserito in una mail blocklist. Ma questo non ha nessun effetto sulle richieste di inserimento nei motori di ricerca, ed ha effetto per quanto riguarda la possibilità di invio e-mail solo nei server che utilizzano tale blocklist come filtro antiSPAM. Ma qui scivoliamo in un argomento diverso: mail e web sono due ambienti distinti, anche se fortemente interconnessi. Ciò che accade da una parte non necessariamente ha effetti su ciò che accade dallì'altra.
Io invece non mi sento meglio per il fatto che gli autori dell’articolo incriminato non rispondano.
Invece devo ringraziare tutti quanti per il contributo dato a questo thread ed un ringraziamento particolare ad Ettore P, che ancora una volta si distingue per la sua risposta a dir poco esaustiva.
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Ciao Jop e ciao a tutti voi.
Eccomi sono l'autore incriminato :-)
Faccio giusto 2 premesse (dovute) prima di rispondere al vostro interessantissimi post.
La prima e' che sul sito (e' vero!) non pubblichiamo l'email perche' siamo "overbombardati" di spam e, purtroppo, qualunque email mettiamo, con qualunque stratagemma (javascript, ecc.) viene sempre loggato e spammato (siamo ai primi posti con "marketing" e "web marketing" per cui figuratevi cosa non ci arriva di spam dall'america). L'unica soluzione che qualche mio collega aveva proposto era di mettere l'email in una gif, ma a quel punto abbiamo preferito mettere il n° di telefono ben evidente in ogni pagina :-)
La seconda e' che, in meno di 24 ore non potevo proprio rispondervi (Jop mi spiace deluderti ma ho letto il post solo stamattina) :-)
Ora vengo all'articolo.
Premetto che i post di Aulenta e quello di Ettore sono entrambe completi e corretti. Le probabilita' che il proprio IP venga bannato sono ormai molto remote.
Cio' e' realmente dovuto al fatto che gli ip scarseggiano e ormai moltissimi domini sono su Ip condivisi per cui, se i motori si basassero solo sull'IP sarebbe un vero massacro.
Ed e' anche vero che il banning dell'Ip e' un'operazione delicata che viene fatta solo manualmente e in casi molto, molto rari.
Tuttavia cio' che ho scritto e' vero. L'articolo risale a circa un anno fa e l'esperienza che racconto l'avevo vissuta in prima persona qualche mese prima. E' accaduto su Altavista e non su Google se cio' puo' tranquillizzarvi.
Tuttavia (sono abbastanza pessimista :-)) non escluderei che un giorno anche Google possa farlo, per un motivo molto semplice:
Chi fa posizionamento spesso crea matrici di links per aumentare la popolarita' del sito. E chi fa posizionamento acquista solitamente piu' domini e li linka tra loro, spesso utilizzando lo stesso provider e lo stesso ip.
Google pero' analizza gli indirizzi Ip per capire ad esempio se la matrice di links che abbiamo e' reale o fittizia. E lo fa verificando se la matrice di links punta sullo stesso indirizzo ip o addirittura su ip differenti ma appartenenti alla stessa classe (es. se tutti i domini che iniziano con lo stesso "blocco" di ip - tipo 215.123.ecc.).
(Nota: ovviamente non ci sono pericoli se abbiamo solo qualche dominio e qualche decina di links reciproci, ma potrebbe diventare un rischio se tale numero aumenta).
Ora mi metto nei panni di Google che, col passare degli anni, si vede sempre piu' SEO che creano matrici di links su centinaia di domini differenti. A un certo punto forse dira': invece di cercare e rimuovere tutti quei domini in cui il SEO ha creato links fittizzi, rimuovo direttamente l'ip su cui puntano tutti e cosi' evito, anche per il futuro, che il SEO continui la sua attivita' di spam su nuovi domini.
Con questo non voglio creare terrore o paure. E' solo una mia supposizione personale, scusatemi, ma con la fatica che si fa a volte a posizionare certi siti preferisco pensarci in anticipo.
Ecco perche' ancora oggi, almeno per i domini piu' importanti, preferisco prendere un ip dedicato e hostarli su providers differenti (solo se devo creare grosse matrici di links).
Spero di aver risposto ai vostri dubbi e, come giustamente diceva Ettore, ci sono molte leggende sul posizionamento per cui, prendete sempre con le pinze cio' che leggete e basatevi il piu' possibile sulla vostra esperienza.
Un caro saluto a tutti.
Enrico Madrigrano
Madri Internet Marketing
http://www.madri.com/?HTMLforum1
Grazie dell'intervento chiarificatore...
Secondo me google cercherà strade alternative al bannaggio dell'intero ip...
pensiamo ad aruba:
se un seo spamma anke con mille domini su aruba, se google banna l'ip banna tutti i siti di aruba...
Cmq si vedrà in futuro
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Vorrei cercare di capire quanto è probabile questo scenario.A un certo punto forse dira': invece di cercare e rimuovere tutti quei domini in cui il SEO ha creato links fittizzi, rimuovo direttamente l'ip su cui puntano tutti e cosi' evito, anche per il futuro, che il SEO continui la sua attivita' di spam su nuovi domini.
Perché ritieni che Google potrebbe un giorno pensare ciò?
Ho visto Google eliminare con precisione chirurgica interi "network" di siti crosslinkati (esempio tipico: siti di dialermaster).
Nel momento in cui Google possiede la tecnologia per operare tali eliminazioni senza danneggiare siti estranei, quali sono le considerazioni tecniche che ti portano a ipotizzare un abbandono di questa tecnologia (già esistente e applicata) in favore del ban di un intero IP?
E' ARRIVATO! Usi trucchi che i motori potrebbero ritenere spam? Scoprilo con lo Spam Detector v1.1
Guida approfondita alla visibilità dei siti sui motori: www.motoricerca.info