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Discussione: Caso Welby

  1. #21
    Utente di HTML.it
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    Sottopongo all'attenzione:

    http://www.repubblica.it/2006/11/sez...ico-welby.html


    "Su richiesta del paziente - afferma il dottore in una nota - rispettandone la volontà ed essendo egli lucido, dovrei staccare e sedare per evitare sofferenze. Nel momento che il paziente è sedato e quindi non è più in grado di decidere, risultando in pericolo di vita dovrei procedere immediatamente a riattaccarlo e ristabilire la respirazione. Pertanto sono obbligato per legge a rispettare la volontà, ma allo stesso tempo sono obbligato a rispettare la legge nel momento che perde conoscenza e quindi non è più in grado di decidere".




    Annina: si fa tutti i giorni, ma l'essenziale è far finta di niente, da bravi re travicelli.
    Il re è nudo (cit).

  2. #22
    Moderatore di Windows e software L'avatar di darkkik
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    Mah
    I can see much clearer now, I'm blind.
    Io fui già quel che voi siete, Quel ch'io son voi anco sarete.
    Remember that death is not the end, but only a transition
    All that we learn this time is carried beyond this life.

  3. #23
    basterebbe depenalizzare il reato di eutanasia. pena massima 3 mesi. senza sanzione amministrativa.
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  4. #24
    Poi però il paziente si risveglierà e deciderà nuovamente di essere staccato, e quindi verrà sedato ancora, e così in loop, fino a quando non morirà per i sedativi.

  5. #25
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    Originariamente inviato da seifer is back
    basterebbe depenalizzare il reato di eutanasia. pena massima 3 mesi. senza sanzione amministrativa.
    Io sarei anche favorevole all'eutanasia, mi preoccupa però vedere come farebbero la legge e a quali casi la applicherebbero.
    I can see much clearer now, I'm blind.
    Io fui già quel che voi siete, Quel ch'io son voi anco sarete.
    Remember that death is not the end, but only a transition
    All that we learn this time is carried beyond this life.

  6. #26
    Originariamente inviato da darkkik
    Io sarei anche favorevole all'eutanasia, mi preoccupa però vedere come farebbero la legge e a quali casi la applicherebbero.
    paziente in grado di sceglierlo liberamente con atto notarile. così lo può fare quando vuole, dai 18 anni in su.

    indolore, senza possibilità di errore, e legalmente inattaccabile.
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  7. #27
    Moderatore di Windows e software L'avatar di darkkik
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    Originariamente inviato da seifer is back
    paziente in grado di sceglierlo liberamente con atto notarile. così lo può fare quando vuole, dai 18 anni in su.

    indolore, senza possibilità di errore, e legalmente inattaccabile.
    Così sarei daccordo
    I can see much clearer now, I'm blind.
    Io fui già quel che voi siete, Quel ch'io son voi anco sarete.
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  8. #28
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da dokk
    Poi però il paziente si risveglierà e deciderà nuovamente di essere staccato, e quindi verrà sedato ancora, e così in loop, fino a quando non morirà per i sedativi.
    Mi pare di averlo detto proprio a te, l'altro giorno, di quell'articolo di cui ho postato il link; o a te o a JB


    Cogli la follia?
    Il re è nudo (cit).

  9. #29
    dal foglio.it di giuliano ferrara




    Compassione senza pietà

    La compassione senza pietà è una truffa.
    Anche se a predicarla siano Sofri,
    Bianchi, Veronesi, Welby o Pannella. Anche
    se a predicarla siano uomini di fede o
    atei secolaristi di vario conio e saio. Aiuterei
    chiunque mi sia caro e me lo chieda
    a morire sedato, opportunamente sedato
    per evitare la sofferenza fisica, ma esigo
    che la procedura legale mi resti contraria:
    lo aiuterei per compassione, questo chiunque
    che mi sarebbe caro per il solo fatto
    che me lo chiede, e mi prenderei per aiutarlo
    un debole rischio carico di attenuanti,
    ma non scioglierei mai il vincolo pietoso
    del comandamento “non uccidere”. La
    morte di Welby e la morte in pubblico di
    Welby sono due cose diverse, sono una
    doppia verità che dobbiamo saper praticare.
    Ho compassione per Welby, provo
    pietà per la condizione umana. Con la sua
    supplica di morte, Welby sceglie il primato
    della sua coscienza, ma con la sua invocazione
    di una norma fatta per la morte
    sceglie il primato della sua cultura. Sono
    cose diverse, con conseguenze diverse. La
    coscienza è insindacabile e anche inafferrabile,
    è relativa, individuale, privata, ma
    la cultura è un terreno solido di oggettività,
    è la possibilità di unire logica ed etica,
    ragione e speranza, adeguando nella
    misura del possibile l’intelletto alla cosa.
    Esorcizziamo la guerra degli eserciti,
    che è una trovata crudele della storia per
    la rimozione del male, che solo la storia è
    in grado di combattere, e con il medesimo
    movimento la serializziamo nella pancia
    delle donne, con il formidabile e demoniaco
    pretesto della loro “salute”, oppure
    facciamo guerra all’umanità embrionale
    nei laboratori eugenetici e a quella adulta
    nel diritto di morire come nuovo codice
    morale. Compassionevoli quando si tratti
    della coscienza libera e solitaria, del desiderio
    illimitato di essere padroni di sé, un
    sé senza se e senza ma, del diritto a spurgare
    di significato e di dolore l’esistenza, e
    spietati per tutto il resto, cultori dongiovanneschi
    della morte della devozione,
    che della pietà, del sentimento tragico della
    vita, è l’aspetto più desueto ma anche
    più sincero.
    La morfina può sedare il dolore ma non
    il suo significato, che resta fermo come la
    roccia nel vecchio e nel nuovo testamento,
    nella legge e nel compimento della legge
    attraverso il racconto cristiano della passione
    e della redenzione, nella storia umana
    e nel pensiero degli uomini e delle donne
    a ogni latitudine e longitudine, nella
    poesia, nel vagito smarrito dei bambini,
    nell’occhio dei cani e degli altri animali,
    nella perdita e nella rinuncia, nell’assenza
    e nel presentimento della fine. Senza
    questo significato siamo dispersi e senza
    nome, omologati e spietati o impietosi. Con
    questo significato siamo invece pii, buoni,
    davvero disponibili a vivere e a
    morire per noi stessi e per gli altri.

  10. #30
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da aedo

    La morfina può sedare il dolore ma non
    il suo significato, che resta fermo come la
    roccia nel vecchio e nel nuovo testamento,
    nella legge e nel compimento della legge
    attraverso il racconto cristiano della passione
    e della redenzione, nella storia umana
    e nel pensiero degli uomini e delle donne
    a ogni latitudine e longitudine, nella
    poesia, nel vagito smarrito dei bambini,
    nell’occhio dei cani e degli altri animali,
    nella perdita e nella rinuncia, nell’assenza
    e nel presentimento della fine. Senza
    questo significato siamo dispersi e senza
    nome, omologati e spietati o impietosi. Con
    questo significato siamo invece pii, buoni,
    davvero disponibili a vivere e a
    morire per noi stessi e per gli altri.
    Il re è nudo (cit).

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