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  1. #21
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da l'evangelista
    nel decreto era previsto, ma non so se poi sia entrato nella versione definitiva del testo, di rimodellare tutte le tariffe in modo da renderle omogenee tra le diverse compagnie, cosi da permettere un confronto trasparente ai consumatori.
    non sapevo che non potevano aumentare le tariffe.. cioe se tim decide di far pagare gli sms 1 euro non puo farlo?
    te hai sottoscritto una tariffa, e non è che può cambiartela da un giorno all'altro. Ovviamente punteranno a fare promozioni per cercare ad invogliarti a cambiare tariffe, ma che finite le promozioni le tariffe saranno meno vantaggiose.

    C'è gente che paga gli sms 10 centesimi ma perchè hanno le stesse tariffe da quando c'era ancora la lira.
    You cannot discover new oceans unless you have the courage to lose sight of the shore

    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  2. #22
    Originariamente inviato da miki.
    te hai sottoscritto una tariffa, e non è che può cambiartela da un giorno all'altro. Ovviamente punteranno a fare promozioni per cercare ad invogliarti a cambiare tariffe, ma che finite le promozioni le tariffe saranno meno vantaggiose.

    C'è gente che paga gli sms 10 centesimi ma perchè hanno le stesse tariffe da quando c'era ancora la lira.
    quindi conviene, se non lo si è gia fatto, valutare se c'è qualche tariffa migliore adesso, prima che tolgano i costi di ricarica..
    gia non ci avevo pensato.. sto per passare all'abbonamento, a questo punto mi conviene farlo subito

  3. #23
    Utente bannato
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    Originariamente inviato da Carnby78
    In concomitanza con l'aliquota unica sulle rendite finanziarie? Certo che questo governo sa solo rimandare...
    patetico

  4. #24
    Originariamente inviato da s|n3
    patetico
    come il governo in carica?

  5. #25
    Utente di HTML.it
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    Originariamente inviato da consulting
    come il governo in carica?

  6. #26
    Originariamente inviato da miki.
    Ovviamente punteranno a fare promozioni per cercare ad invogliarti a cambiare tariffe, ma che finite le promozioni le tariffe saranno meno vantaggiose.
    Pare che qualche gestore abbia già cominciato: qualcosa tipo "6 cent tutto il giorno verso tutti per 6 mesi". Il problema è che al termine dei sei mesi ti applicano una tariffa devastante e la tua precedente l'aboliscono.
    Un bacio può cambiarti la vita. Non sempre in meglio.
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  7. #27
    Utente di HTML.it L'avatar di iBat
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    Originariamente inviato da miki.

    C'è gente che paga gli sms 10 centesimi ma perchè hanno le stesse tariffe da quando c'era ancora la lira.
    va che con la lira le tariffe erano molto più alte... ho una scheda wind del 2000 che aveva la tariffa più bassa allora in circolazione: 1 minuto di telefonata a tim costa 51,6 cent (1000 lire) VVoVe:

    gli sms a 10 cent ormai li hanno tutte le compagnie
    sgt.rossi,01-09-2007 11:33, dice:
    "per quello cn la mucca sull'avatar stai attento a come parli.."

  8. #28
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da iBat
    va che con la lira le tariffe erano molto più alte... ho una scheda wind del 2000 che aveva la tariffa più bassa allora in circolazione: 1 minuto di telefonata a tim costa 51,6 cent (1000 lire) VVoVe:

    gli sms a 10 cent ormai li hanno tutte le compagnie
    si, ma si è passati in un periodo in cui erano quasi tutti sui 12-15 centesimi.
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    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  9. #29
    a proposito di tariffe mi attizza wind 10 è una delle più econonomiche in circolazione

  10. #30
    da Punto Informatico

    Il decreto legge che vieta "l'applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate (...) nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato" stabilisce: "Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto". Nulla vieterebbe, quindi, un adeguamento da parte degli operatori anche prima di tale termine, ma ciò che conta è la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che è avvenuta il giorno 1 febbraio: ne consegue che i 30 giorni scadono il 3 marzo ed è pertanto entro tale data che le offerte di ogni compagnia telefonica dovrebbero essere libere da costi di ricarica e scadenze di validità delle SIM.

    Il condizionale è diventato d'obbligo in seguito alle voci che circolano da alcuni giorni: si parla di uno slittamento della scadenza, che potrebbe essere di 15 giorni, ma anche - come riferisce La Stampa - addirittura di quattro mesi, una variazione che implica l'adozione di un emendamento alla norma a cui starebbero lavorando alcuni esponenti della maggioranza. La variazione sarebbe motivata da difficoltà tecniche, evidenziate dagli operatori, nell'adeguamento dell'offerta e tra i motivi addotti dalle compagnie c'è la possibile presenza nella rete commerciale di carte prepagate tarate col vecchio meccanismo.

    Contro un rinvio si esprime Adusbef, che sull'eventualità dello slittamento delle scadenze afferma "Sarebbe un vero e proprio misfatto". "Le compagnie telefoniche devono adeguarsi al Decreto Bersani e devono farlo subito - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - nessun rinvio deve essere loro concesso, poiché anche una sola settimana di slittamento comporterebbe un ingente danno economico agli utenti, per anni sottoposti a questo odioso balzello. In caso di rinvio - conclude Rienzi - gli unici a rimetterci sarebbero i consumatori, a tutto vantaggio dei già ricchi gestori telefonici". Anche Beppe Grillo interviene sulla faccenda del rinvio in un post dove si parla di "ministri in ostaggio" e si vorrebbe sapere chi li tiene in ostaggio ("Chi regala un semestre bianco alle compagnie telefoniche spostando i tempi dell'abolizione dei costi di ricarica?").

    Sulle stesse corde l'onorevole Raiti (Italia dei Valori): "È inammissibile - dichiara - che si debba pensare prima agli operatori del settore e in secondo ordine ai cittadini. Anche solo l'idea è paradossale: che difficoltà tecniche siano causa di un rinvio. Sarebbe un grave errore posticipare l'entrata in vigore della misura che, all'interno del decreto Bersani, prevede l'abolizione dei costi di ricarica dei telefoni cellulari. I tempi sono più che maturi per eliminare un orpello medievale qual è l'assurda tassa in discussione, che danneggia tutti i cittadini, penalizzando ancora di più quelli con credito medio-basso. Credo si debba fare in modo che gli operatori adeguino i meccanismi al più presto - considera il deputato - Le loro difficoltà tecniche non possono essere messe davanti alle esigenze di chi ha già pagato fin troppo per un'anomalia tutta italiana".

    L'on. Raiti pronuncia le stesse parole che Andrea D'Ambra aveva utilizzato lo scorso anno nel lancio della petizione contro i costi di ricarica. D'Ambra, oggi presidente dell'associazione Generazione Attiva commenta così le voci sulla possibilità di un emendamento: "L'eventuale rinvio dell'abolizione dei costi di ricarica sarebbe un abuso non tollerabile, gli operatori di telefonia mobile stanno oltrepassando il limite della decenza. Speriamo restino solo voci, se così non fosse saremo pronti ad usare ogni mezzo legale per far si che questo gioco sporco finisca. L'abolizione dei costi di ricarica - considera D'Ambra - è entrata nel pacchetto sulle liberalizzazioni per pura strumentalizzazione. Se avessero lasciato intervenire l'Agcom, a quest'ora l'obiettivo sarebbe raggiunto".

    Il presidente dell'Authority Corrado Calabrò, a fine gennaio, aveva infatti dichiarato di aver avviato un procedimento che sarebbe dovuto sfociare in un provvedimento regolatorio entro metà febbraio. La soluzione era preferita da molti, in quanto il decreto legge - che ha il vantaggio dell'efficacia immediata - ha un intrinseco carattere di provvisorietà, dal momento che ha una validità limitata nel tempo e la sua mancata conversione in legge entro 60 giorni dalla sua promulgazione lo fa decadere automaticamente, insieme agli effetti prodotti dalla sua entrata in vigore.

    Restano per il momento avvolti nel mistero i nomi dei parlamentari che nella commissione attività produttive della Camera si sarebbero detti disposti ad un rinvio. In ogni caso, il termine per la presentazione delle proposte di modifica cade alle ore 12 di domani, martedì. Il mistero, per allora, potrebbe essere svelato.

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