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  1. #21
    Originariamente inviato da seifer is back
    Non è certo il panico dei correntisti a creare problemi. Loro sono l'effetto, non certo la causa.
    No no, il panico dei correntisti li porta a fare prelievi di massa; questo causa ulteriore diminuzione di liquidità.

  2. #22
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da seifer is back
    Non è certo il panico dei correntisti a creare problemi. Loro sono l'effetto, non certo la causa.
    non e' vero, se tutti vanno in banca a ritirare i soldi loro diventano la causa di problemi ancora piu' grossi
    You cannot discover new oceans unless you have the courage to lose sight of the shore

    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  3. #23
    Originariamente inviato da seifer is back
    Non è certo il panico dei correntisti a creare problemi. Loro sono l'effetto, non certo la causa.

    punti di vista. Se pensi al tutto come un giocatore di domino direi che la tua affermazione è quantomeno relativa
    piattola.com/thule

  4. #24
    Originariamente inviato da Mame 2.0
    ma io spero succeda ovunque
    ma ovunque si creino file su file
    anche se non c'è giustificazione, io spero con tutto me stesso che siano gettate tutte in disperazione perchè se lo meritano, hanno lavorato sull'ignoranza della gente e ora devono chiudere e morire tutte di fame, che si ricostituisca un ambiente bancario onesto, che tanto i soldi li fanno lo stesso, sti quattro aguzzini della minchia
    che lucidità

  5. #25
    per tutti e 3 là sopra.

    non è che i correntisti si alzano insieme la mattina e decidono di andare a ritirare. Lo fanno a seguito di una situazione (gonfiata/esasperata/ilotata quello he volete) preoccupante.

    Ed è quella la causa.

    dire che è colpa dei correntisti, è come dire che i ragazzini sul motorino dell'altro giorno sono morti a causa dei poliziotti. I poliziotti erano l'effetto della loro bravata, e non la causa della loro morte.
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  6. #26
    Originariamente inviato da seifer is back
    non è che i correntisti (...)
    Un effetto può essere causa di un effetto successivo. E il primo effetto può benissimo evitare di essere la seconda causa.

  7. #27
    Utente di HTML.it L'avatar di miki.
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    Originariamente inviato da seifer is back
    per tutti e 3 là sopra.

    non è che i correntisti si alzano insieme la mattina e decidono di andare a ritirare. Lo fanno a seguito di una situazione (gonfiata/esasperata/ilotata quello he volete) preoccupante.

    Ed è quella la causa.

    dire che è colpa dei correntisti, è come dire che i ragazzini sul motorino dell'altro giorno sono morti a causa dei poliziotti. I poliziotti erano l'effetto della loro bravata, e non la causa della loro morte.
    credo che qui non si stia dicendo che i correntisti sono la causa della crisi, ma che questo effetto panico puo' essere la causa di una crisi ancora piu' grande
    You cannot discover new oceans unless you have the courage to lose sight of the shore

    Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far morire quel pedofilo truccato, liftato,mentalmente disturbato e di colore indefinibile, non intendevo Michael Jackson.

  8. #28
    Originariamente inviato da miki.
    credo che qui non si stia dicendo che i correntisti sono la causa della crisi, ma che questo effetto panico puo' essere la causa di una crisi ancora piu' grande
    Questa cosa è chiarissima, e sono d'accordo.

    Però: il salvataggio delle banche ricadrà sui cittadini.
    I cittadini sono spaventati, e se i conti correnti venissero anche solo bloccati per un pò, resterebbero senza contanti. Quindi devono rimetterci anche in questo.

    Non è assurdo tutto questo?

  9. #29
    Originariamente inviato da Miles Messervy
    Un effetto può essere causa di un effetto successivo. E il primo effetto può benissimo evitare di essere la seconda causa.


    Compro una vocale

  10. #30
    dal sole 24h, forse utile visto che il panico si diffonde facilmente se continuiamo a farci bombardare dai risultati della borsa imho

    Fino alla scorsa settimana resisteva solo Mediobanca, ma il crollo delle ultime sedute ha messo sotto anche Piazzetta Cuccia: nessuna banca italiana ha prezzi di Borsa che riflettono almeno i mezzi propri. «Una cosa è la quotazione e un'altra è l'attività industriale della banca, che è la sostanza vera» ha dichiarato il presidente della Bpm, Roberto Mazzotta, segnalando la forte differenza tra valori borsistici e patrimonio degli istituti di credito, ma gli operatori non sembrano intenzionati a dargli retta.

    Guardando agli istituti quotati sull'S&P/Mib, secondo dati elaborati da Ubs, la divergenza più netta è quella del Banco Popolare: il rapporto prezzo/valore patrimoniale è di 0,50, quindi alla società guidata da Fabio Innocenzi è riconosciuta una valutazione di Borsa pari alla metà del suo patrimonio netto per azione. Unicredit, che ha la peggior performance sul listino da inizio anno avendo lasciato sul terreno il 53% circa, ha un coefficiente di 0,75. Sono a ragione veduta le lamentele di Mazzotta: la Bpm tratta a 0,73 volte il book value. Non si salvano neppure Intesa San Paolo e Mediobanca che fino a otto giorni fa stavano a galla riflettendo in Borsa il valore del patrimonio: alle quotazioni di martedì, Cà de Sass è sottovalutata dell'11 per cento, Piazzetta Cuccia del 6 per cento. «Nei momenti di Borse in espansione si arriva a quotare due o due volte e mezzo il book value - commenta un operatore del mercato finanziario - la situazione attuale può sembrare irrazionale ma incorpora una componente di emotività causata dai continui ribassi.
    Il prezzo di un'azione è l'incontro tra domanda e offerta: se l'offerta è sotto stress, come in questo caso, non si hanno valutazioni corrette. La forte emotività dà luogo a mercati fatti più di numeri che di prezzi. Questi ultimi non sono allineati al reale valore».

    Allargando lo sguardo all'Europa, da sottolineare che il più alto rapporto prezzi/valore patrimoniale tra le prime 60 banche continentali spetta alla svizzera Efg (2,37). Il più basso è Hypo Real Estate (0,22), due volte oggetto di intervento da parte del governo tedesco.

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