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  1. #21
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    Re: [Film] Operazione Valchiria

    Originariamente inviato da the_hi†cher
    Deludente è l'aggettivo più adatto a descriverlo. L'opera di Bryan Singer che racconta del più riuscito dei falliti attentati alla vita di Hitler è la dimostrazione di come le produzioni ed i registi più tipicamente hollywoodiani siano capaci di mettere in scena opere corrette dal punto di vista formale ma che non arrivano mai a cogliere il cuore della narrazione e ad affascinare lo spettatore.
    Il film parte bene sospinto dall'effetto delle prime scene d'azione, ma si perde subito affossato dalla staticità verbosa dell'organizzazione del complotto e non si risolleva più dalle medietà benchè ci fosse ampio spazio per costruire con efficacia un crescendo che avvincesse lo spettatore fino all'esito finale che per quanto risaputo non è affatto banale (o avrebbe potuto non esserlo).
    Strabordante Tom Cruise, nonostante la macchina da presa lo segua in continuazione non riesce a svettare sui pur bravi comprimari nè gli riesce di infondere spessore in un personaggio che avrebbe meritato ben altra caratterizzazione.
    Una storia di eroi dove ciò che manca di più è proprio l'eroismo.

    facevi prima a scrivere: è un film nella media hollywoodiana, punto

    lo capiscono tutti cosa vuol dire e te la cavavi con poco

  2. #22
    Originariamente inviato da alexmaz
    Si e non mi è piaciuto molto. Meglio The Zohan
    verissimo

    però in tropic tom nano cruise fa un personaggio fantastico

  3. #23
    Utente di HTML.it L'avatar di alexmaz
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    Originariamente inviato da COLENZO
    verissimo

    però in tropic tom nano cruise fa un personaggio fantastico
    Quando mi sono accorto che era lui, ha smesso di piacermi
    The individual has always had to struggle to keep from being overwhelmed by the tribe. If you try it, you will be lonely often, and sometimes frightened. But no price is too high to pay for the privilege of owning yourself.

  4. #24
    Originariamente inviato da alexmaz
    Quando mi sono accorto che era lui, ha smesso di piacermi



  5. #25
    Utente di HTML.it L'avatar di alexmaz
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    Noiosissimo operazione valchiria, menomale che l'ho visto comodamente seduto sulla riva di un torrente

    Ma fra l'altro, non c'era gia un film su questo attentato a Hitler?
    The individual has always had to struggle to keep from being overwhelmed by the tribe. If you try it, you will be lonely often, and sometimes frightened. But no price is too high to pay for the privilege of owning yourself.

  6. #26
    Utente di HTML.it L'avatar di tulsas
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    A me è piaciuto abbastanza, però l'ho trovato un po' poco coinvolgente, in effetti.

  7. #27

    Re: Re: [Film] Operazione Valchiria

    Originariamente inviato da aeterna
    facevi prima a scrivere: è un film nella media hollywoodiana, punto

    lo capiscono tutti cosa vuol dire e te la cavavi con poco
    avrei fatto prima di certo ma mi avrebbe interessato di meno che non analizzare un argomento e trarne uno o più spunti di conversazione (:

    Originariamente inviato da tulsas
    A me è piaciuto abbastanza, però l'ho trovato un po' poco coinvolgente, in effetti.
    capita quando i personaggi sono talmente al di sopra dello spettatore da non provare un dubbio, un ripensamento, un rimorso. se sono troppo perfetti sono anche troppo finti perchè ci si possa immedesimare.

    alex io mi ricordo un documentario che mi pare fosse questo
    http://www.mymovies.it/dizionario/re...e.asp?id=36497
    che non mi ricordo se andò in onda in rai proposto da Piero Angela o su la7 tratto da History Channel. in ogni caso era molto più coinvolgente
    love is a ring, the telephone
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    here in our bed until the morning comes

  8. #28
    Originariamente inviato da tulsas
    A me è piaciuto abbastanza, però l'ho trovato un po' poco coinvolgente, in effetti.

  9. #29
    Utente di HTML.it L'avatar di wsim
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    Parlare di “Operazione Valchiria” non è proprio così semplice.
    Aggiungo che non sono nemmeno del tutto d'accordo con alcuni punti del commento di the_hitcher...
    Anzitutto, comunque lo si guardi, è un film storico ed è un film del quale conosciamo già tutto, perchè tutto è scritto nella storia: uomini, eventi, tempistiche, propositi ed ideali degli attentati studiati ed eseguiti da tedeschi contro Hitler sono alla portata di chiunque voglia documentarsi.
    Non c'è quindi paura di spoilerare parlando del film, tantopiù che l'opera di Bryan Singer, al di là di alcune semplificazioni iniziali, è fondamentalmente fedele nel ricostruire per grandi linee sia l'attentato del marzo 1943 all'aereo che trasportava Hitler, sia il primo e mancato avvio del piano Valchiria il 15 luglio 1944, poi rientrato all'ultimo momento facendolo passare per un'esercitazione.
    La stessa ricostruzione dell'attentato del 20 Luglio 1944, a parte qualche particolare secondario, è in sè perfetta, rigorosa nella cronologia degli atti e degli eventi, e nella cronaca delle incertezze e dei frenetici momenti che si svilupparono dopo l'effettivo avvio di Valchiria, fino al suo epilogo tragico.
    In questo va detto che il film riesce a dare un quadro esaustivo di ciò che accadde.
    Quattro asterischi, se ci fermassimo qui.

    Dove il film manca è, paradossalmente, nell'approfondire il tema centrale del film, ovverossia quello di spiegare e capire come si ordisce e perchè si ordisce un complotto, prima e al di là dell'azione che dovrebbe chiuderne il cerchio. Il difetto è (purtroppo ma comprensibilmente) strutturale. Tuttavia, ( e da qui il “comprensibilmente” ) era possibile spiegare nel solo 1° tempo che la resistenza tedesca nella Wehrmacht e in alti gradi civili dello Stato nazista fu qualcosa di estremamente complesso ed articolato, e che si sviluppò fin dal 1938?
    Evidentemente no, era un compito improbo e l'approssimazione che si avverte nella prima parte del film, anche nel superficiale trattamento dei principali congiurati è figlia di questo problema di struttura, che la obbliga a comprimere anni e anni di storia in poche scene e poche battute, per mere esigenze di tempi cinematografici. Lo stesso personaggio principale, Claus Von Stauffenberg/Tom Cruise, soffre di questo problema, ma qui la colpa è forse del regista Singer. Abituato a dirigere film di supereroi forse non gli è parso vero di supereroicizzare all'americana anche il buon Tom Cruise, che a dire la verità si impegna a non sembrare un eroe “americano”, ma non ha la giusta intonazione per calarsi in un personaggio complesso, sofferto e carismatico come l'aristocratico tedesco Stauffenberg, ripeto, forse non del tutto per colpa sua.
    Appaiono superficiali anche i risvolti morali di quella storia, che furono profondissimi e controversi, e che a dire la verità nel film ci sono, peccato che a legarli ci possa riuscire solo chi conosce abbastanza bene il quadro generale.
    Una delle chiavi di moltissime delle esitazioni del 20 luglio 1944, ma anche di eventi precedenti, fu proprio in quel giuramento di fedeltà della Wehrmacht ad Hitler e alla Germania che una scritta ricorda subito dopo il titolo. Era impensabile, per un militare tedesco di carriera, venire meno ad un giuramento di fedeltà alla propria nazione, anche per chi tra loro (ed erano la maggior parte) non avesse aderito al partito nazista. Il dramma morale di molti dei congiurati, combattuti tra una scelta che consideravano giusta (uccidere Hitler) a prezzo di diventare traditori di tutto ciò in cui avevano creduto, non è particolarmente approfondito, e meritava senz'altro i suoi spazi.

    I tedeschi, che pure si sono cimentati recentemente in diversi film sul periodo, sono invece riusciti a coniugare molto bene gli aspetti umani e i conseguenti drammi morali con le ricostruzioni storiche: “Sophie Scholl” “Rosenstrasse” (entrambi film sulla resistenza civile tedesca) e anche “La Caduta” si sono dimostrati sotto il profilo della completezza generale molto meglio riusciti di questo “Operazione Valchiria”. Ma è ovvio che i tedeschi la loro storia e la loro “visione” la conoscono molto meglio di Bryan Singer.

    Sarebbe però ingeneroso liquidare il film come non riuscito, primo perchè si è visto che una sua valenza divulgativa ce l'ha, soprattutto per il grande pubblico, ed in secondo luogo perchè comunque era giusto ricordare in qualche modo Stauffenbergh e gli altri, che ebbero il coraggio di sacrificare le loro vite per qualcosa che, nelle loro coscienze, superava tutto il resto. Il film ha i suoi difetti, ma mi pare che in questo caso i pregi siano più importanti.

    Globale ***



    Per chi volesse approfondire, il testo fondamentale è “Obiettivo Hitler” di Jaochim Fest – Garzanti. Fest è un'autorità assoluta in materia e nel libro traccia la complessa storia della resistenza tedesca fino al fatidico attentato del 20 luglio 1944 e alle sue conseguenze.
    Ma c'è anche un agile libretto di 100 pagine appena stampato, “Testimone nel fuoco” una biografia di Claus Von Stauffenberg che dedica le ultime 30 pagine proprio all' Operazione Valchiria.
    C'è materiale anche in rete ma è probabile che fra qualche anno esca a stampa ciò che si è trovato negli archivi russi su Henning Von Treschow, (nel film interpretato da Kenneth Branag) che fu il vero progettista e motore della resistenza militare e degli attentati a Hitler. Famose e incisive sono le parole che inviò a Stauffenberg per indurlo ad agire, pochi giorni prima del 20 luglio: “L'attentato ad Hitler va fatto, costi quel che costi. Se non dovesse riuscire si dovrà comunque tentare il colpo di stato. Infatti non si tratta più tanto della sua utilità pratica, quanto del fatto che agli occhi del mondo e della storia il movimento di resistenza tedesco abbia osato sferrare, a rischio della vita, il colpo decisivo”.
    Per finire, ho saputo che la TV tedesca, qualche anno fa, ha prodotto un suo film, “Stauffenberg”, mai arrivato da noi ma che in Germania ha ottenuto un buon gradimento. Forse, vedendolo, avremmo qualcosa in più per valutare “Operazione Valchiria”.
    me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.

  10. #30
    mi permetto di aggiungere alla tua impeccabile analisi:

    PRO

    bellissimi i costumi e la fotografia (prima parte soprattutto)

    CONTRO

    troppo americanismo nell'eroicita' dei personaggi
    Sicuramente dettata dalle motivazioni di te citate, ma in fondo la storia vuole anche che questa eroicita' fosse legata alla consapevolezza che gli alleati erano alle porte e che in ogni caso le cose avrebbero preso un'altra piega... lo stesso Stauffenberg tanto eroe non era -cosi' dice la storia- piuttosto uomo pragmatico e realista
    My soul is painted like the wings of butterflies Fairytales of yesterday will grow but never die I can fly - my friends!

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