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  1. #21
    Originariamente inviato da kuarl
    ehh ma finché siamo governati da gente di sinistra passerà il concetto che chi ha di più deve dare di più, senza fare distinzioni fra azienda e persona. Col risultato che le aziende che crescono trasferiscono la sede all'estero e spesso anche diverse loro attività e in italia rimane sempre meno.

    Riguardo la seconda considerazione, è vero è più difficile essere produttivi ma non impossibile. Dipende molto dalle capacità della dirigenza, ed in Italia...
    e dov'è sta gente di sinistra che governa e avrebbe danneggiato i "poveri" ricchi costretti a pagare tasse per tutti? Perchè a me sembra che la "sinistra" finora non abbia fatto altro che mantenere aziende enormi coi soldi di tutti, e poi quelle terziarizzano lo stesso.. (vedi fiat)

  2. #22
    Originariamente inviato da kaioh
    con l'ingrnadirsi di una azienda diminusice la sua produttività.
    credo che le teorie sull'economia di scala dicano proprio l'opposto ...
    *** 300.000 BRIGANTI ***
    Tempo fa qualcuno diceva che gli italiani sono meglio di chi li governa, ma la verità è che sono peggio...

  3. #23
    Originariamente inviato da Goo21
    credo che le teorie sull'economia di scala dicano proprio l'opposto ...
    Un conto è la teoria ed un altro la cruda realtà in cui si lavora in italia.

    Non puoi liberarti del personale inefficiente che ti fa lavorare sotto costo e che trova ogni appiglio per fottere l'azienda. Il loro ricambio ti costa anni di investimenti che devi rimandare.

    Molto dipende anche dal settore lavorativo. Ci sono settori dove ci sono grosse percentuali di guadagno ed altri ove il prezzo del prodotto è pari ad un processo produttivo di massima efficienza.
    love FireFox 0.8 ......bye bye Internet Explorer.

  4. #24
    Utente di HTML.it L'avatar di kuarl
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    Originariamente inviato da krakovia
    e dov'è sta gente di sinistra che governa e avrebbe danneggiato i "poveri" ricchi costretti a pagare tasse per tutti? Perchè a me sembra che la "sinistra" finora non abbia fatto altro che mantenere aziende enormi coi soldi di tutti, e poi quelle terziarizzano lo stesso.. (vedi fiat)
    non trollarmi

    kraky in italia l'unica azienda privata grande degna di questo nome è fiat, tutte le altre sono statali. Qualche dubbio non ti viene?
    In germania ci sono un fottio di aziende enormi, lo stesso dicasi in francia e in tutti i paesi industrializzati. In italia c'è solo fiat e sta facendo le valige, non ti viene qualche sospetto?
    E' un fatto che il tessuto industriale italiano sia fatto di piccole e medie imprese che non crescono ma restano piccole.

  5. #25
    Originariamente inviato da kuarl
    non trollarmi

    kraky in italia l'unica azienda privata grande degna di questo nome è fiat, tutte le altre sono statali. Qualche dubbio non ti viene?
    In germania ci sono un fottio di aziende enormi, lo stesso dicasi in francia e in tutti i paesi industrializzati. In italia c'è solo fiat e sta facendo le valige, non ti viene qualche sospetto?
    E' un fatto che il tessuto industriale italiano sia fatto di piccole e medie imprese che non crescono ma restano piccole.
    giuro non voglio trollare, voglio capire a chi ti riferisci...

  6. #26
    Utente di HTML.it L'avatar di kuarl
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    Originariamente inviato da krakovia
    giuro non voglio trollare, voglio capire a chi ti riferisci...
    il concetto è semplice, in italia si tassa il reddito e più è alto e più è alta l'aliquota. Questo va bene se si vuole "punire" chi usa quel reddito alto per vivere nel lusso. Per le aziende però la cosa è diversa, un azienda non "vive nel lusso" e se ha un reddito alto o lo reinveste o lo redistribuisce agli azionisti. Io penso che vada tassata pesantemente solo la parte di reddito che lascia l'azienda e finisce nelle tasche del padrone, ciò che rimane in azienda deve essere tassato al minimo. Purtroppo in italia non è così, e questo penalizza gli investimenti. Alle aziende non "conviene" crescere.

  7. #27
    Originariamente inviato da kuarl
    il concetto è semplice, in italia si tassa il reddito e più è alto e più è alta l'aliquota. Questo va bene se si vuole "punire" chi usa quel reddito alto per vivere nel lusso. Per le aziende però la cosa è diversa, un azienda non "vive nel lusso" e se ha un reddito alto o lo reinveste o lo redistribuisce agli azionisti. Io penso che vada tassata pesantemente solo la parte di reddito che lascia l'azienda e finisce nelle tasche del padrone, ciò che rimane in azienda deve essere tassato al minimo. Purtroppo in italia non è così, e questo penalizza gli investimenti. Alle aziende non "conviene" crescere.
    e io ti ho chiesto chi sono questi governanti di sinistra, che norme avrebbero mai fatto per arrivare alla situazione che tu dici di vedere (io no, per essere sinceri, ma pensavo si fosse capito)
    A dirla proprio tutta abbiamo manager che guadagnano più dei politici, le aziende in attivo, quelle enormi per capirci, i bilanci li chiudono in pari, aumentando gli stipendi ai CDA, affibbiando consulenze più o meno fittizie a chi capita... non troverai MAI il "padrone" che a fine anno si intasca gran soldoni.. se vuoi ti mando uno schemino della tassazione in UK, qui si che son comunisti (dal tuo punto di vista, almeno)

  8. #28
    Originariamente inviato da kaioh
    Un conto è la teoria ed un altro la cruda realtà in cui si lavora in italia.

    Non puoi liberarti del personale inefficiente che ti fa lavorare sotto costo e che trova ogni appiglio per fottere l'azienda. Il loro ricambio ti costa anni di investimenti che devi rimandare.

    Molto dipende anche dal settore lavorativo. Ci sono settori dove ci sono grosse percentuali di guadagno ed altri ove il prezzo del prodotto è pari ad un processo produttivo di massima efficienza.
    non prendertela, ma le economie di scala aumentano la produzione in modo tale che i costi fissi vengano ripartiti su un numero maggiore di beni prodotti riducendo così il loro peso specifico su singolo bene ....

    eventuali persone inefficienti, oltre ad essere un pò fuori tema, sono solo di responsabilità di chi li ha assunti...se l'imprenditore è stato inefficiente ad assumerli son cavoli suoi...

    il problema semmai è sempre il sistema italia che non funziona come potrebbe e dovrebbe
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  9. #29
    Utente di HTML.it L'avatar di kuarl
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    Originariamente inviato da krakovia
    e io ti ho chiesto chi sono questi governanti di sinistra, che norme avrebbero mai fatto per arrivare alla situazione che tu dici di vedere (io no, per essere sinceri, ma pensavo si fosse capito)
    A dirla proprio tutta abbiamo manager che guadagnano più dei politici, le aziende in attivo, quelle enormi per capirci, i bilanci li chiudono in pari, aumentando gli stipendi ai CDA, affibbiando consulenze più o meno fittizie a chi capita... non troverai MAI il "padrone" che a fine anno si intasca gran soldoni.. se vuoi ti mando uno schemino della tassazione in UK, qui si che son comunisti (dal tuo punto di vista, almeno)
    è questo il problema quindi, gli stipendi stratosferici

  10. #30
    Concordo con l'idea dello spingere le aziende ad accorparsi... Un grande contributo al massacro che sta subendo l'idustria italiana è dovuto proprio al fatto che ognuno finora abbia teso a difendere il proprio orticello come fosse un feudo, a scapito delle più elementari regole di mercato.

    In tempi di crisi le grandi aziende possono reggere l'urto, le piccole invece sono le prime a sopperire. Idem per quanto riguarda la concorrenza con le aziende dell'Est europeo o quelle orientali emergenti.
    In quanto a innovazione le grandi aziende hanno grandi mezzi a disposizione. Inoltre tendono maggiormente a vedere i giovani (quelli eccellenti) come una risorsa da formare e valorizzare, piuttosto che come un incapace che probabilmente gli combinerà guai.

    Però gli imprenditori non possono essere COSTRETTI ad unirsi... Piuttosto possono essere INCENTIVATI!! E gli strumenti sono molti, a partire ad esempio da un regime di tassazione strutturato in maniera tale da divenire meno incisivo se da due o più piccole aziende se ne fa una sola grande.

    La PMI italiana se non si rinnova è destinata a soccombere TUTTA (salvo qualche piccola eccezione estremamente di nicchia) sotto il peso dei grandi gruppi stranieri e di quelli emergenti dai Paesi in via di sviluppo.

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