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  1. #1
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    È educato far notare che alla partita erano presenti Matteo Renzi, Pietro Grasso e Rosy Bindi, e che non abbiano battuto ciglio di fronte all'atteggiamento di superiorità dimostrato dalla camorra per bocca di "Genny 'a carogna"?

    Gennaro chi? In breve: “Rivela il pentito Emilio Zapata Misso: «Gli equilibri fra i gruppi di tifosi e quelli fra clan camorristici si influenzano gli uni con gli altri (…) Il capo dei “Mastiffs” è Gennaro de Tommaso, detto “Genny a carogna”, figlio di Ciro De Tommaso camorrista affiliato al clan Misso (…) Così come il gruppo “Rione Sanità” è comandato da Gianluca De Marino, fratello di Ciro, componente del gruppo di fuoco del clan Misso (…)».
    Il clan Misso è coinvolto nella strage del Rapido 904, uno dei casi su cui Renzi si è vantato di aver tolto il segreto di Stato (in realtà uno spot elettorale perché “il segreto di Stato sulle stragi non esiste”, come spiega Felice Casson, parlamentare Pd ed ex Pm).
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/...ca-rai/277394/

    Renzi dal canto suo è scappato (pardon: si è allontanato), dando gran dimostrazione di coraggio e di rispetto delle istituzioni (altrui).


    Il calcio è morto, e la politica non se la passa molto bene.

  2. #2
    Meno male che c'è ancora qualcuno che ci vede...bravo Oliviero Beha
    Quali che siano le circostanze appurate della sparatoria, e le sue conseguenze, fa impressione il livello di violenza e di ipocrisia che ormai lo “stadio” richiama: lo stadio Italia, naturalmente, con la sua depressione imbarbarita, e lo stadio/studio tv di calcio, perfetta cassa di risonanza della malattia. Quello che succede e quello che ci viene raccontato, e il modo in cui i media a partire dalla Rai ce lo raccontano nella loro inadeguatezza truffaldina di mercanti, rende benissimo l’idea, e non da oggi: si potrebbe benissimo titolare “Papa Bergoglio versus Genny ‘a carogna” ma sarebbe l’ennesimo spaccio di presa in giro. Come (quasi) sempre il calcio la fa da riassunto metaforico di una società e di una classe dirigente, mentre la suburra fermenta come una maionese fintamente impazzita: normale all’Olimpico, appunto.
    o.b.
    http://www.olivierobeha.it/inevidenz...un-titolo-cosi
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    Tempo fa qualcuno diceva che gli italiani sono meglio di chi li governa, ma la verità è che sono peggio...

  3. #3
    sto server sta collassando...
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  4. #4
    Utente di HTML.it L'avatar di hfish
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    ste cose mi mandano in bestia, mi fanno diventare assolutamente intollerante e mi fanno venire voglia di far giocare tutte le partite a porte chiuse per i prossimi dieci anni, se non proprio a proibire il calcio come "sport"
    Non dobbiamo trascurare la probabilità che il costante inculcare la credenza in Dio nelle menti dei bambini possa produrre un effetto così forte e duraturo sui loro cervelli non ancora completamente sviluppati, da diventare per loro tanto difficile sbarazzarsene, quanto per una scimmia disfarsi della sua istintiva paura o ripugnanza del serpente.

  5. #5
    "Il calcio ha esalato il suo ultimo respiro..."

    ma che titolo è?? Il calcio non centra niente dicono....
    Questa volta, più che un voto.. è favoreggiamento.

  6. #6
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Un articolo (smaccatamente provocatorio, lo scrivo per gli "antigrillini", che scambiano delle provocazioni per chissà che cosa) di Odifreddi sulla vicenda.

    Mi ha colpito la frase che ha detto la signora Raciti, vedova dell’ispettore di polizia ucciso sette anni fa dall’ultrà catanese Speziale, alla cui liberazione inneggiava la scritta sulla maglietta del napoletano “Genny ’a carogna”, per l’occasione in trasferta allo stadio Olimpico di Roma: “Lo Stato è sottomesso al calcio”. Naturalmente, la signora si riferiva soltanto al fatto che i rappresentanti delle istituzioni fossero andati a parlamentare allo stadio con un personaggio di tal fatta, che fa ribrezzo anche solo a guardarlo in foto.Ma la frase ha un valore di verità molto più vasto del ristretto ambito al quale si riferiva. Anzitutto, perché a vedere quella partita c’erano non solo i tifosi delle curve di ultrà, nella loro settimanale libera uscita di sfoghi isterici e di violenza fisica, ma anche il presidente del Consiglio e il presidente del Senato.
    I ministri e i parlamentari della nostra povera Repubblica infatti fanno a gara a far sapere qual è la loro squadra del cuore. Parlano di calcio persino nelle occasioni ufficiali, come le conferenze stampa per illustrare i provvedimenti del governo. Attingono dal linguaggio calcistico le metafore per descrivere la politica, e probabilmente perché si interessano di calcio più di quanto capiscano di politica. Magari, mentre sono indaffarati a riscrivere a capocchia la Costituzione, arriveranno persino a cambiare l’articolo 1 in: “L’Italia è una Repubblica fondata sul calcio”.
    Purtroppo, lo stesso fa la gente, anche quella apparentemente e sedicente colta. Nessuno sembra curarsi del fatto che il calcio è marcio dalla testa ai piedi. Che le scommesse falsano da anni, o da decenni, qualunque risultato, come il doping nel ciclismo. Che il business è gestito dalla mafia e dalla camorra, in combutta con i giocatori e i club. Che il tifo per la squadra di casa è l’esatto contrario dello sport, dove dovrebbe vincere il migliore. Che le partite allo stadio sono solo la versione moderna degli spettacoli circensi che i Romani offrivano al popolino, per farlo sfogare in maniera controllata.
    Da tempo però il controllo si è perduto. Non sarebbe ora di chiudere gli stadi, ormai trasformati in campi di battaglia dove muoiono tifosi e poliziotti? Di far pagare una tassa sulla stupidità a chi voglia guardare le partite il televisione? Di adottare le regole dei Maya, che tagliavano la testa ai giocatori della squadra che perdeva? E magari anche di apportare un’ulteriore modifica alla legge Fini-Giovanardi, dopo quella che ha depenalizzato le droghe leggere, per includere invece il calcio fra le droghe pesanti, con pene draconiane sia per i consumatori che per gli spacciatori, e cure forzose di disintossicazione per gli assuefatti?
    Solo una cosa... la tassa di cui parla di fatto esiste già, è mensile e si paga ad un ricco signore australiano invece che allo stato italiano.

  7. #7

  8. #8
    Utente di HTML.it L'avatar di wallrider
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    la contromossa di Alfano: "Daspo a vita"

    peccato che Genny fosse già sotto Daspo...
    RIP Cicciobenzina 9/11/2010

    "Riseminaciceli, i ceci nell'orto"

  9. #9
    Quote Originariamente inviata da wallrider Visualizza il messaggio
    la contromossa di Alfano: "Daspo a vita"

    peccato che Genny fosse già sotto Daspo...
    Come disse qualcuno: dare il DASPO ad un teppista da stadio è come punire un rapinatore di banche diffidandolo dall'entrarci.


    Note a marigne: la realtà dei fatti dimostra che il DASPO punisce e viene rispettato solo da quei tifosi (di solito onesti) che per sfiga si sono trovati in mezzi a brutte situazioni e che tutto sono, tranne che teppisti. Tutti i veri teppisti da stadio, che pure si beccano un DASPO, tanto la domenica dopo entrano allo stadio lo stesso con cambi nome e altre tecniche arcinote.

    Il Daspo non serve a un cazzo. Quello che occorre è applicare la legge comune: lanci un razzo da una tribuna all'altra? ti becchi 15 anni per tentato omicidio. Partecipi a risse fuori dallo stadio? 5 anni senza sconti di pena per lesioni. E così via...

    Invece diamo i daspo... e secondo voi Genny 'a Carogna quanto rispetterà l'obbligo di non recarsi allo stadio?
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  10. #10
    Quote Originariamente inviata da Nuvolari2 Visualizza il messaggio
    Come disse qualcuno: dare il DASPO ad un teppista ... l'obbligo di non recarsi allo stadio?
    Permettimi, ma il problema non sono le pene, ma il rispetto delle pene.
    Il Daspo sarebbe abbastanza se si facesse rispettare: è inutile aumentare le pene, senza farle rispettare. Diventa solo uno specchietto per le allodole.

    Decidiamo una pena, daspo, galera, lavori forzati, ma che sia quella. E all'interno degli stadi, la sorveglianza spetta alle società e ne pagano le relative conseguenze. I tifosi della Juve non sono i più belli, ma da quando ci sono stadio nuovo, telecamere, steward nello stadio di Torino non sono successi casini, anche senza recinzioni

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