"Quello" non è affatto un esempio di web semantico. Creare un sito che si avvicini all'idea è il mio prossimo obiettivo.
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Originariamente inviato da pierofix
1.
Pensiamo di essere arrivati sul blog di un membro di questo forum. Siccome ci sta particolarmente antipatico, vogliamo scovare tutte le foto contenute nel suo sito per prenderlo in giro nel caso lui ci risponda male in una discussione (o per prenderlo in giro e basta).
Spesso accade che chi progetta un sito in modo approssimativo inserisca nell’alt delle proprie immagini un valore tipo “foto” o “io” (o addirittura non inserisca nemmeno l’attributo). Se così fosse, dovremmo scandagliare pagina per pagina alla ricerca di una foto che lo rappresenti; se il sito è continuamente aggiornato dal 1994 ne abbiamo di lavoro da fare.
E se si desse la possibilità al browser di eseguire questa ricerca al posto nostro? Con quei valori degli alt come abbiamo visto prima è probabile che ci estrapoli foto e immagini che non c’entrano nulla: foto del cane, della fidanzata, della cameretta, delle serate fuori con gli amici, …
Strutturando i documenti in maniera semantica ci impegneremmo a fornire informazioni dettagliate e univoche sulle nostre immagini:
<img src=”io_a_7_anni.jpg” alt=”Questo sono io all’età di sette anni con mia madre e mia sorella nella casa di Venezia” longdesc=”io_a_7_anni.txt” />
(All’interno del file io_a_7_anni.txt potremmo inserire una descrizione approfondita della foto, con considerazioni personali e appunti)
Uno spider di nuova generazione sarebbe in grado di analizzare tutte queste informazioni e “capire” che stiamo cercando esattamente foto del tizio (magari appena nato) e non altro.
c'è un peculiarità del web che non hai tenuto in considerazione.
se parli di semiotica, dovresti considerarne anche i processi di decodifica aberrante.
il sistema da te proposto non può essere più utile di quello attualmente in uso perchè utilizza un codice comunicativo strettamente meccanico.
potrei inserire nelle mie foto una serie di dati falsati ed indirizzare il tuo motore in direzioni decisamente avulse dal significante della ricerca da te impostata: il significato del significante "io a 7 anni" potrebbe così risultare "tu a 70 anni".
senza una decodifica esperienziale il salto qualitativo non è possibile.
almeno credo.
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Dovrebbe far tutto parte della progettazione e studio iniziale degli spider.
L'inserimento di dati falsati, come lo riconosciamo noi, potrebbero riconoscerlo questi software tramite dei "ragionamenti" su precedenti dati (proprio come faremmo noi).
Almeno, questa è l'idea: poi si vedrà lo sviluppo.
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quindi ne convieni con me che lo spider dovrebbe possedere una conoscenza a priori sui cui basare il funzionamento, cioè un'esperienza cognitiva.Originariamente inviato da pierofix
Dovrebbe far tutto parte della progettazione e studio iniziale degli spider.
L'inserimento di dati falsati, come lo riconosciamo noi, potrebbero riconoscerlo questi software tramite dei "ragionamenti" su precedenti dati (proprio come faremmo noi).
Almeno, questa è l'idea: poi si vedrà lo sviluppo.
Non devono già aver acquisito: l'esperienza dovrebbe formarsi man mano che scandagliano la rete.
Ripeto: come una persona che legge man mano tutti i libri, le risorse e le conoscenze del mondo intessendo i collegamenti logici tra una e l'altra cosa.
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il paragone con la persona mi pare fuoriluogo: una persona non è in grado di leggere tutto, assorbire tutto e su questo tutto formare la sua coscienza, non è così che funziona.
Ma come, e tutte le relazioni con gli altri esseri umani, animali, oggetti, emozioni, studio, ... non ti sembrano dei link?
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non ne sarei così certo.
vediamo: il bambino acquisisce coscienza di sè quando, davanti allo specchio, con il genitore a fianco, si riconosce.
necessità cioè di un metro di paragone altro da sè per percepire se stesso e l'altro.
come trasferire questo processo cognitivo fondante ad una macchina, in questo caso uno spider?
Originariamente inviato da pierofix
Ma come, e tutte le relazioni con gli altri esseri umani, animali, oggetti, emozioni, studio, ... non ti sembrano dei link?
Non ti sembra di esagerare un pò.....?![]()
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Dunque, questo fatto dello specchio e dei paragoni non mi è del tutto chiaro, tuttavia non mi sembra un problema: il bambino cresce e impara basandosi sulle proprie esperienze, ovvero interagendo. Il paragone mi pare dunque una di queste fasi.
Poi non so, credimi, come funziona esattamente. L'idea è quella della crescita mediante plurime interazioni differenti.
@superesse
Punti di vista. Mi sembra, comunque, che se ci pensi bene, il processo di interazione assomiglia (e deve assomigliare: così è stato pensato) al meccanismo dei link.
E "po'" si scrive con l'apostrofo.
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