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  1. #21
    Utente di HTML.it L'avatar di san
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    [supersaibal]Originariamente inviato da vificunero
    Sì ma una lingua non è solo un insieme di regole grammatiche o fonetiche. Esprime tutta una cultura, una civiltà, una storia. Dobbiamo accettare il fatto che c'è l'inglese e basta? Dobbiamo prenderlo così senza nemmeno riflettere sulle conseguenze?
    [/supersaibal]
    forse è un'idea suggestiva, sì: sarebbe bello avere una lingua distintiva, ma molti nemmeno sentono quest'idea di unione europea.. non si tratta di una federazione, ma di singoli stati che vivono ancora (e continueranno a farlo) mantenendo una certa chiusura.

    stroncare uno standard di fatto è qualcosa di innaturale, che va contro l'evoluzione linguistica.

    e poi insegnare una nuova lingua comporterebbe probabilmente l'abbandono dell'inglese (sarebbe la scelta più facile), ma se ragioniamo in termini di Europa-Resto del Mondo, ci sarà ancora il problema di non essere in grado di comunicare, uscendo dai nostri confini.

    oggi l'inglese ti apre le porte in Europa, in Giappone, Negli Usa..

    -San-
    this is the return of the space cowboy

  2. #22
    Utente di HTML.it L'avatar di wsim
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    Mi piacerebbe, ma non lo vedo realizzabile, nemmeno a lungo termine.
    me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.

  3. #23
    [supersaibal]Originariamente inviato da vificunero
    Cosa non condividi? Il fatto che dalla fine della seconda guerra mondiale molte nazioni europee hanno risparmiato ai loro cittadini guerra distruzione e povertà? [/supersaibal]
    mai sentito parlare di ira e eta??
    ricordi ciausescu?
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  4. #24
    [supersaibal]Originariamente inviato da san
    forse è un'idea suggestiva, sì: sarebbe bello avere una lingua distintiva, ma molti nemmeno sentono quest'idea di unione europea.. non si tratta di una federazione, ma di singoli stati che vivono ancora (e continueranno a farlo) mantenendo una certa chiusura.
    E' vero che molti non hanno nemmeno una minima idea di cosa sia l'unione europea ma non ignorare il fatto che dalla piccola comunità del carbone e dell'acciaio al ministro degli esteri europeo e alla nuova costituzione sono stati fatti passi enormi. E non è detto che la soluzione finale sia un superstato. Già oggi ci sono diversi livelli politici nell'Unione: l'unione stessa, gli stati nazionali, la conferenza delle regioni, le organizzazioni non governative: insomma potrebbe essere un progetto che rompe con il significato tradizionale di stato. In effetti l'UE non ha il controllo di un territorio proprio (sono gli stati nazione a controllare il loro territorio che è uno degli elementi fondanti dello stato).

    stroncare uno standard di fatto è qualcosa di innaturale, che va contro l'evoluzione linguistica.

    e poi insegnare una nuova lingua comporterebbe probabilmente l'abbandono dell'inglese (sarebbe la scelta più facile), ma se ragioniamo in termini di Europa-Resto del Mondo, ci sarà ancora il problema di non essere in grado di comunicare, uscendo dai nostri confini.

    oggi l'inglese ti apre le porte in Europa, in Giappone, Negli Usa..

    -San- [/supersaibal]
    Vero: ma si può fare con piccoli passi e anche usare parole come "welfare" "devolution" è un qualcosa di innaturale.
    Non voglio, con questa idea, negare l'utilità dell'inglese: serve con gli altri paesi europei, Giappone, Cina, USa come hai sottolineato. Credo che si possano imparare anche altre lingue: basta avere i metodi e i mezzi giusti.
    The more the state 'plans' the more difficult planning becomes for the individual.
    Sto nella Pampa

  5. #25
    [supersaibal]Originariamente inviato da vificunero
    Il progetto europeo deve essere solo un forte progetto economico e un debole progetto politico?
    [/supersaibal]
    Ehm... per me dovrebbe essere giusto al contrario, la scala delle priorità.

    Sono molti i valori che condividiamo in Europa. Perchè non condividere anche una lingua, una lingua che non sia imposta da ragioni economiche, pratiche, ma una lingua che sia il veicolo di questi valori.
    Come anche qualcun altro ha scritto, da questo punto di vista una lingua unica dovrebbe essere una conseguenza del "sentirsi europei".

    Facciamo un esempio con la pace.
    Se prendiamo l'intera storia europea gli ultimi 5,6 decenni sono stati relativamente tranquilli (i Balcani direi proprio di no). Il resto è un massacro senza fine. Un oceano di sangue culminato nel 1940: la mattanza europea. Non duemila anni fa.
    Perchè non rafforza questo desiderio comune di pace con qualcosa che possa farci dire: "siamo europei" al di là del regolamento sull'armonizzazione delle procedure contabili per le aziende quotate?
    Perchè, secondo me, prima di tutto questo rafforzamento di pace dovrebbe prevedere per primi: una condivisione di "progetto sociale" comune; una legislazione comune (e non parlo della circonferenza delle arance...).

  6. #26
    Membro Junior
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    esiste gia' ed e' l'inglese, perche' e' la lingua piu' stupida da imparare (pure il mazza ha imparato a dire gudmorning, wher's the loo?).
    Poi tanti non sanno nemmeno l'itagliano.

  7. #27
    [supersaibal]Originariamente inviato da seifer is back
    mai sentito parlare di ira e eta??
    ricordi ciausescu? [/supersaibal]
    Ho parlato di "relativamente tranquilli". Non puoi negare che molte nazioni europee abbiano vissuto "in pace e bene" dopo la fine della guerra mondiale.
    The more the state 'plans' the more difficult planning becomes for the individual.
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  8. #28
    Sinceramente la vedo solo come un modo di complicarsi la vita più del dovuto

    Interessante sì, ma difficilmente applicabile trovo... non so perché ma una cosa del genere mi fa solo venire in mente ulteriori problemi politici...

    Originariamente inviato da vificunero
    Sì ma una lingua non è solo un insieme di regole grammatiche o fonetiche. Esprime tutta una cultura, una civiltà, una storia. Dobbiamo accettare il fatto che c'è l'inglese e basta? Dobbiamo prenderlo così senza nemmeno riflettere sulle conseguenze?
    No, non è solo un insieme di grammatica, fonetica, etc...
    Ma proprio perché esprime una cultura non credo sia applicabile in Europa. I motivi per cui i paesi europei vogliono trovare comuni accordi ad un Europa "unita" trovo abbiano poco a che fare con una cultura in comune. Sarò limitata io, ma la politica e i soldi e gli interessi di grandi imprenditori a capo di più o meno grandi Paesi fa si che questi tirino acqua al proprio mulino e basta... e quindi non vedo l'Europa come un "paese" con una cultura unificata... la vedo come un insieme di leggi simili, di politici... ma nulla o poco a che vedere con una cultura che accomuna tutti.

    L'inglese non dobbiamo prenderlo così senza nemmeno riflettere... l'Inglese oramai ha già preso piede da tempo. Non si torna indietro. Torna utile a molti.

  9. #29
    [supersaibal]Originariamente inviato da dokk
    Ehm... per me dovrebbe essere giusto al contrario, la scala delle priorità.


    Come anche qualcun altro ha scritto, da questo punto di vista una lingua unica dovrebbe essere una conseguenza del "sentirsi europei".


    Perchè, secondo me, prima di tutto questo rafforzamento di pace dovrebbe prevedere per primi: una condivisione di "progetto sociale" comune; una legislazione comune (e non parlo della circonferenza delle arance...). [/supersaibal]
    C'è la volontà di vivere un pochino più uniti? Sì? Bene: vuol dire che un po' europei ci si sente. La "lingua comune" deve essere un progetto sul quale si dibatte, come ora, capito, scelto, condiviso. Sul quale ognuno possa esprimere la sua opinione e volontà. Non una lingua approvata da due gatti a bruxelles.

    Credi che per rafforzare un valore ci sia bisogno di un testo scritto? di una legge? O piuttosto di una lingua con la qualce comunicare, condividere una certa cultura?
    The more the state 'plans' the more difficult planning becomes for the individual.
    Sto nella Pampa

  10. #30
    [supersaibal]Originariamente inviato da sydda
    Sinceramente la vedo solo come un modo di complicarsi la vita più del dovuto

    Interessante sì, ma difficilmente applicabile trovo... non so perché ma una cosa del genere mi fa solo venire in mente ulteriori problemi politici...



    No, non è solo un insieme di grammatica, fonetica, etc...
    Ma proprio perché esprime una cultura non credo sia applicabile in Europa. I motivi per cui i paesi europei vogliono trovare comuni accordi ad un Europa "unita" trovo abbiano poco a che fare con una cultura in comune. Sarò limitata io, ma la politica e i soldi e gli interessi di grandi imprenditori a capo di più o meno grandi Paesi fa si che questi tirino acqua al proprio mulino e basta... e quindi non vedo l'Europa come un "paese" con una cultura unificata... la vedo come un insieme di leggi simili, di politici... ma nulla o poco a che vedere con una cultura che accomuna tutti.

    L'inglese non dobbiamo prenderlo così senza nemmeno riflettere... l'Inglese oramai ha già preso piede da tempo. Non si torna indietro. Torna utile a molti. [/supersaibal]
    Non devi guardare solo alla singola fotografia, al singolo momento. Non devi limitarti a guardare lo stato dell'europa e del suo progetto "oggi, 2005". Guardiamo il film dell'europa. E' chiaro che non c'è una cultura europea comune forte, distintiva. Ma ci sono valori condivisi: c'è la consapevolezza di una ricchezza culturale, di una varietà che forse non ha eguali nel resto del mondo e che il conservare e arricchire questa varietà è forse già sinonimo di cultura europea.
    Non dico: eliminiamo l'inglese. Sarebbe assurdo. Dico: condividiamo un'altra lingua per motivi che vanno al di là delle necessità economiche. Già oggi si studiano due lingue straniere. E' una difficoltà minima.
    The more the state 'plans' the more difficult planning becomes for the individual.
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