Pagina 3 di 24 primaprima 1 2 3 4 5 13 ... ultimoultimo
Visualizzazione dei risultati da 21 a 30 su 237

Discussione: [Musica] Pregiudizi

  1. #21
    [supersaibal]Originariamente inviato da BubuKing
    Blues, questo lo condividerei se fosse come una volta: la gente ascoltava i concerti, chiamava le radio e chiedeva di passare le canzoni. Le radio le passavano, i produttori si ingolosivano. Oggi non succede più così.
    Il processo è esattamente in contrario: i produttori PAGANO le radio per far passare i pezzi seimila volte al giorno.
    Sono i produttori a creare le tendenze, non è più il pubblico. [/supersaibal]
    sono anche i produttori...

    metti che ora come ora la domanda del pubblico per un vostro disco sia pari a 5, il produttore ci pensa su prima di arrischiarsi a prendere qualcosa e spenderci sopra tempo e denaro, tanto più se la cosa non rientra in quelli schemi già fissati e consolidati.

    Se invece la domanda fosse pari a 10, probabilmente le cose sarebbero differenti.

    E questo te lo dimostra che prima "no no solo in inglese", ora "beh qualche testo lo potreste fare in inglese".
    Probabilmente la domanda è aumentata ...


    edit in giornata ascolterò anche i pezzi, quindi non toglierli che ora non posso

  2. #22
    [supersaibal]Originariamente inviato da seifer is back
    due venerdì fa, andai in un pub dove suonavano musica dal vivo.. sul volantino parlava di blues..

    arrivò la band e iniziò a suonare, e la musica mi piaceva molto, finchè non attaccarono a cantare.. in italiano.. rimasi sconvolto, non mi piaceva affatto il primo impatto fu "che tristezza il blues in italiano.. e poi che cazzo di testi suonano"
    alchè da egocentrico intellettuale, mi posi il dubbio "ma i testi stranieri come sono?" dopo pochi minuti di mente locale notai amaramente che ilmio era un preconcetto, visto che i testi stranieri sono anche peggio..
    [/supersaibal]
    beh.. ti dirò.. a capodanno ci siamo messi a suonare blues (il più semplice possibile date le condizioni in cui eravamo) con una chitarra e 3 chitarristi (a turno) e tutti gli altri cantavano, in italiano.. per la precisione usavamo come testo i fumetti di tex willer.. ti assicuro che non era venuta male come cosa
    Proudly statisticheited bai UTONTER
    Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn
    Nella sua dimora di R'lyeh, il morto Cthulhu aspetta sognando

  3. #23
    BubuKing
    Guest
    [supersaibal]Originariamente inviato da bluesexplosion
    sono anche i produttori...

    metti che ora come ora la domanda del pubblico per un vostro disco sia pari a 5, il produttore ci pensa su prima di arrischiarsi a prendere qualcosa e spenderci sopra tempo e denaro, tanto più se la cosa non rientra in quelli schemi già fissati e consolidati.

    Se invece la domanda fosse pari a 10, probabilmente le cose sarebbero differenti.

    E questo te lo dimostra che prima "no no solo in inglese", ora "beh qualche testo lo potreste fare in inglese".
    Probabilmente la domanda è aumentata ...


    edit in giornata ascolterò anche i pezzi, quindi non toglierli che ora non posso [/supersaibal]
    Non le tolgo, anzi, se le volete passare agli amici, fate pure. (:

    Però ammetterai che è un circolo vizioso, un serpente che si morde la coda.
    I produttori non passeranno mai in radio un disco perché hanno il preconcetto che in Italiano non funzioni.
    La gente non lo ascolterà mai.
    Non ci sarà mai richiesta.
    Prima che nasca spontaneamente una richiesta di pubblico, ci vorrebbero tremila concerti. Ma c'è anche il problema che i concerti devono essere spinti, i gestori dei locali devono adeguarsi e regolarizzarsi (siae, enpals) e non storcere il naso quando un gruppo chiede un compenso (e soprattutto devono scollarsi di dosso l'odioso concetto: "Però mi dovete portare gente". Brutto pirla di un cretino di un imprenditore da 4 cicche, il mio mestiere è quello di suonare. Il TUO è quello di attirare gente nel tuo locale.. ma anche qui lo capiscono in pochissimi.)

    @Seifer: quello che ci diciamo spesso tra di noi è proprio che probabilmente stiamo solcando, sicuramente insieme ad altri che non conosciamo, una strada per primi. Con tutte le difficoltà del caso. Sarebbe bello se su questa strada già più spianata, in futuro, un gruppo abbia il successo che merita (e che tecnicamente è possibile).
    (:

  4. #24
    Bubu, i discografici italiani sono così esterofili da almeno vent'anni. A metà degli anni '80 suonavo in un gruppo discretamente famoso a livello locale (Seeking Tides), facevamo wave con testi prncipalmente in italiano ma anche alcuni in inglese. Abbiamo avuto un passaggio anche su RaiTre (alle 11 di sabato mattina al S.I.M di Milano, praticamente ci hanno visto i tecnici rai e i parenti ) e ai concerti facevamo sempre il pieno, ma vacca boia indovina che pezzi hanno prodotto e distribuito? Due, in inglese. Copie vendute del 45 giri, forse 1.500...
    Nessuna possibilità di far capire loro che ai concerti, come succede con voi, la gente cantava i pezzi in italiano. Niente da fare, a sentir loro la wave voleva l'inglese perché la metrica italiana "azzoppava" i brani.
    Abbiamo provato a contattare quelli dell'IRA che all'epoca producevano, da indipendenti, tutta la miglior wave italiana in circolazione (Moda, Diaframma, Litfiba ecc.) ma non esser toscani evidentemente ci penalizzava...

    Come vedi non è solo un discorso dei discografici di oggi, ma una ottusità totale nei confronti del mercato. Secondo loro dovevi cantare in inglese e in più fingerti inglese, basta ricordare la dance dell'epoca Gazebo, Den Harrow e compagnia cantante erano italianissimi ma guai a saperlo.

    I due brani mi piacciono assai, preferisco il secondo, decisamente progressive e meno scontato rispetto al primo.
    Bella voce del cantante, peccato per il batterista che, nel primo pezzo dimostra qualche incertezza ma nulla di particolarmente grave comunque.
    Il prossimo concerto cercherò di non perderlo.
    [color=sandy brown]Brenzario...dove osano i bradipi.[/color]
    "Fare il grafico è sempre meglio che lavorare"

    Limbo Boys

  5. #25
    [supersaibal]Originariamente inviato da BubuKing

    Il genere demenziale è in realtà l'unico veicolo, in Italia, per fare quello che ti pare.
    Prendiamo ad esempio Elio e le Storie Tese. Se non avessero scelto di muoversi nel demenziale, non avrebbero trovato mai nessun produttore che gli permettesse di suonare quello che suonano: John Holmes è una canzone in 7/4. E' una delle più semplici di Elio. Ma vai a proporre un 7/4 a un produttore in studio. Ti fucila, come minimo.
    Prova a portare una batteria coompletamente spostata come quella di Mio Cuggino. Ti crocifiggono.
    Invece il demenziale è una ottima via d'uscita per guadagnare quel po' di libertà artistica. Forse l'unica. [/supersaibal]
    Completamente d'accordo.
    [color=sandy brown]Brenzario...dove osano i bradipi.[/color]
    "Fare il grafico è sempre meglio che lavorare"

    Limbo Boys

  6. #26
    [supersaibal]Originariamente inviato da BubuKing
    Non le tolgo, anzi, se le volete passare agli amici, fate pure. (:

    Però ammetterai che è un circolo vizioso, un serpente che si morde la coda.
    I produttori non passeranno mai in radio un disco perché hanno il preconcetto che in Italiano non funzioni.
    La gente non lo ascolterà mai.
    Non ci sarà mai richiesta.
    Prima che nasca spontaneamente una richiesta di pubblico, ci vorrebbero tremila concerti. Ma c'è anche il problema che i concerti devono essere spinti, i gestori dei locali devono adeguarsi e regolarizzarsi (siae, enpals) e non storcere il naso quando un gruppo chiede un compenso (e soprattutto devono scollarsi di dosso l'odioso concetto: "Però mi dovete portare gente". Brutto pirla di un cretino di un imprenditore da 4 cicche, il mio mestiere è quello di suonare. Il TUO è quello di attirare gente nel tuo locale.. ma anche qui lo capiscono in pochissimi.)

    @Seifer: quello che ci diciamo spesso tra di noi è proprio che probabilmente stiamo solcando, sicuramente insieme ad altri che non conosciamo, una strada per primi. Con tutte le difficoltà del caso. Sarebbe bello se su questa strada già più spianata, in futuro, un gruppo abbia il successo che merita (e che tecnicamente è possibile).
    (: [/supersaibal]
    un serpente che si morde la coda... no o meglio in parte...

    sta a voi (come state facendo) con autoproduzioni, concerti nei locali ecc, sbattervi per aumentare la domanda...

    fai conto che alcuni amici, fanno concerti in utta europa, vendono abbastanza, tranne che in italia, non per questo non si sbattono per vendere pure qui... alla fine qualcosa ritornerà indietro no?

  7. #27
    BubuKing
    Guest
    [supersaibal]Originariamente inviato da Brenz
    Bubu, i discografici italiani sono così esterofili da almeno vent'anni. A metà degli anni '80 suonavo in un gruppo discretamente famoso a livello locale (Seeking Tides), facevamo wave con testi prncipalmente in italiano ma anche alcuni in inglese. Abbiamo avuto un passaggio anche su RaiTre (alle 11 di sabato mattina al S.I.M di Milano, praticamente ci hanno visto i tecnici rai e i parenti ) e ai concerti facevamo sempre il pieno, ma vacca boia indovina che pezzi hanno prodotto e distribuito? Due, in inglese. Copie vendute del 45 giri, forse 1.500...
    Nessuna possibilità di far capire loro che ai concerti, come succede con voi, la gente cantava i pezzi in italiano. Niente da fare, a sentir loro la wave voleva l'inglese perché la metrica italiana "azzoppava" i brani.
    Abbiamo provato a contattare quelli dell'IRA che all'epoca producevano, da indipendenti, tutta la miglior wave italiana in circolazione (Moda, Diaframma, Litfiba ecc.) ma non esser toscani evidentemente ci penalizzava...

    Come vedi non è solo un discorso dei discografici di oggi, ma una ottusità totale nei confronti del mercato. Secondo loro dovevi cantare in inglese e in più fingerti inglese, basta ricordare la dance dell'epoca Gazebo, Den Harrow e compagnia cantante erano italianissimi ma guai a saperlo.

    I due brani mi piacciono assai, preferisco il secondo, decisamente progressive e meno scontato rispetto al primo.
    Bella voce del cantante, peccato per il batterista che, nel primo pezzo dimostra qualche incertezza ma nulla di particolarmente grave comunque.
    Il prossimo concerto cercherò di non perderlo. [/supersaibal]
    Grazie per i complimenti, Brenz. (:
    Sì, sono consapevole che ragionino così da un bel po'di tempo, ma la situazione oramai è in caduta verticale.

    Tecnicamente, i brani contengono molti errori: se tu vedessi il packaging dei due dischi (che non ha nulla da invidiare a dei CD commerciali), comprenderesti gli errori Nel nostro piccolo budget abbiamo bilanciato il meglio possibile "presentazione e grafica" con "ore di studio di registrazione" (mizzega quanto costano gli studi quando ti paghi tutto da solo... ). Fai conto che il primo pezzo risiede su un disco di 12 brani, le parti di batteria e di basso sono state fatte in 2 giorni totali: hanno moltissimi difetti, non solo qualche incertezza.
    Il secondo pezzo è uno di sette, e tutto il disco è stato registrato e mixato in 5 giorni (di cui 2 solo di mixaggio, quindi o buona la prima... o buona la prima).

    Ora vabbeh, siamo anche più grandicelli, la tecnica è aumentata e ci permette di essere più precisi, ma il discorso tencico ora è noioso. Mi interessava avere una conferma che l'italiano, nellhard rock, non è una bestemmia.


    Ah per quanto riguarda invece il "significato" dei testi inglesi...

    Take me down to the paradise city
    Where the grass is green
    And the girls are pretty
    Take me home (Oh, won't you please take me home)


    oh minchia che tiro l'inglese!
    (
    Portami nella città paradisiaca
    dove l'erba è verde e le ragazze sono graziose
    Portami a casa (Oh, cioè tipo mi porti a casa?)
    )

  8. #28
    BubuKing
    Guest
    [supersaibal]Originariamente inviato da bluesexplosion
    un serpente che si morde la coda... no o meglio in parte...

    sta a voi (come state facendo) con autoproduzioni, concerti nei locali ecc, sbattervi per aumentare la domanda...

    fai conto che alcuni amici, fanno concerti in utta europa, vendono abbastanza, tranne che in italia, non per questo non si sbattono per vendere pure qui... alla fine qualcosa ritornerà indietro no? [/supersaibal]
    Sì, ma i produttori dicono che per vendere all'estero dobbiamo cantare in inglese.
    Noi non vogliamo, anche perché non è vero. Non è assolutamente vero

  9. #29
    secondo me se fai death metal napoletano sfondi

  10. #30
    BubuKing
    Guest
    [supersaibal]Originariamente inviato da jonnym78
    secondo me se fai death metal napoletano sfondi [/supersaibal]
    Seriamente parlando: ci sono più possibilità di fare qualcosa, se la rendi "strana" e "poco comprensibile" con un qualsiasi dialetto.
    Il napoletano, musicalmente, si presta a molti generi, ed esistono già esempi a riguardo.

Permessi di invio

  • Non puoi inserire discussioni
  • Non puoi inserire repliche
  • Non puoi inserire allegati
  • Non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
Powered by vBulletin® Version 4.2.1
Copyright © 2026 vBulletin Solutions, Inc. All rights reserved.