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  1. #21
    Utente bannato
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    Originariamente inviato da FalcoBS
    Uh che persona triste.
    triste napolitano ?


    certo eleggiamo n'altro vecchietto mentre zio massimo finalmente avrebbe dato un'immagine più giovanile al presidente della repubblica

    invio clinton che corre suonando il saxe e persino bush (quello più stupido) che si mette le giacchette da top gun


    cmq non darei affatto per scontata l'elezione di napolitano...berlusconi continua a premere per d'alema e a meno di una cacciata di palle da parte di fini e casini continuerà a sostenerlo sotto banca per portarlo all'elezione al quarto scrutinio

  2. #22
    Originariamente inviato da agiaco
    Hanno trovato l'accordo e eleggono Napolitano, così siete contenti.

    non esiste questo accordo.. :master:
    Anche io leggo barze-bastarde
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  3. #23
    Moderatore emerito L'avatar di agiaco
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    Originariamente inviato da herrel
    non esiste questo accordo.. :master:
    Al momento è contestato, diciamo che l'Udc è favorevole, AN si interroga, Berlusca preferisce D'Alema. Comunque se l'accordo non si concretizza entro la votazione di oggi Napolitano si ritira ed eleggono D'Alema.
    NO MP TECNICI PERCHE' NON NE CAPISCO NULLA, GRAZIE

  4. #24
    Senz'altro Napolitano sarebbe meglio, ha già ricoperto un ruolo istituzionale ed è assolutamente al di sopra di qualsiasi sospetto. Poi che Berlusconi lo accetti scordatevelo, a lui serve al Quirinale un "comunista" ancora attivo per poter continuare la sua campagna di menzogne sui brogli elettorali e sulla sinistra che occupa le cariche istituzionali per sovvertire la democrazia... e con Napolitano gli verrebbe male.
    La palla passa a Fini e Casini, se voglio cogliere l'occasione per iniziare a mettere mine sotto la postazione di Berlusconi possono smarcarsi ora e rivendicare in futuro di fronte agli elettori una scelta responsabile fatta per il bene del paese, o possono stare zitti, accodarsi a Berlusconi sperando che la tattica della guerra totale del nano pelato li riporti al governo (loro sperano che Prodi cada entro un paio d'anni al massimo). Però così resterebbero numeri due a vita, e nessuno dei due è un giovincello tale da poter aspettare che B. si levi di mezzo per vecchiaia (sopratutto Fini).
    I calcoli politici sono questi, purtroppo di quello che sarebbe il meglio per il paese frega poco a tutti.
    [supersaibal]Una volta qui c'era il bar Mario
    L'han tirato giù tanti anni fa
    E i vecchi, i vecchi, i vecchi i vecchi
    sono ancora lì che dicono che senza non si fa

    [/supersaibal]

  5. #25
    Utente di HTML.it L'avatar di alda
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    Speravo in una candidatura di Napolitano da quando si è cominciato a fare nomi per il Quirinale; peccato che abbia pochissime possibilità.
    Se capire significa mettersi al posto di chi è diverso da noi, i ricchi e i dominatori del mondo hanno mai potuto capire milioni di emarginati?

  6. #26
    Parla l'ex presidente della Corte Costituzionale,
    «No ad accordi che stravolgano la Costituzione»
    Valerio Onida, ha saputo da poco che l'Unione ha candidato Giorgio Napolitano e può tirare un sospiro di sollievo.

    «Un'intesa strategica, quella proposta da Piero Fassino su Il Foglio? No, sarebbe stata una riforma istituzionale in piena regola. E, a differenza di quella varata dal centrodestra, nemmeno approvata dal Parlamento. Per fortuna sembra che non avrà seguito, adesso che Massimo D'Alema pare non essere più in corsa per il Quirinale».
    Valerio Onida, ex presidente della Corte Costituzionale, ha saputo da poco che l'Unione ha candidato Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica e finalmente può tirare un sospiro di sollievo. Il patto proposto nei giorni scorsi da Fassino a Silvio Berlusconi per spianare la strada a D'Alema nella gara per il Colle, l'aveva colto di sorpresa: la stesura di un programma concordato in quattro punti, la sua lettura dinanzi alle Camere riunite in seduta plenaria... L'idea che, pur di raggiungere un obiettivo di parte, nemmeno il centrosinistra stava esitando a usare strumentalmente le istituzioni, lo aveva davvero disorientato. «Avremmo rischiato di alterare profondamente gli equilibri istituzionali — afferma —. Sarebbero cambiati nei fatti il profilo e i poteri del Capo dello Stato, dando vita a una sorta di diarchia che avrebbe generato soltanto caos».

    Ma cos'è che non la convinceva?
    «Il presidente della Repubblica non può essere il fulcro di un patto politico e tantomeno l'estensore di un programma. La Costituzione gli assegna il ruolo di garante, non quello di protagonista. Non a caso, la sua elezione avviene a scrutinio segreto: si vota la persona, non un progetto di governo. L'esecutivo, al contrario, deve guadagnarsi la fiducia in modo palese».

    Invece cosa sarebbe cambiato?
    «Apparentemente nulla, nella sostanza moltissimo. Avremmo messo in piedi un sistema bicefalo, riedizione del modello francese, nel quale le competenze del primo ministro si sarebbero sovrapposte a quelle del Capo dello Stato. Aveva ragione Sergio Romano quando, sul Corriere, parlava di tentazione presidenzialista: ci saremmo ritrovati a fare i conti con una confusione di poteri senza precedenti».

    Non le sembra d'essere troppo pessimista?
    «No, illustro soltanto le naturali conseguenze della proposta avanzata da Fassino. Ad esempio, prendiamo in esame il primo punto, dove si dice che il presidente, in caso di crisi di governo, dovrebbe garantire il ritorno alle urne».

    Qual è il problema?
    «Semplice: si prefigura il modo in cui verrà esercitato il potere di scioglimento delle Camere che, al contrario, non può essere vincolato. Quella facoltà è stata assegnata al Capo dello Stato proprio perché deve essere esercitata con la massima discrezionalità, valutando la situazione politica del momento e gli interessi generali del Paese».

    punti. Almeno quelli sono accettabili?
    «Che dal Quirinale giunga una spinta diretta a ristabilire un clima di serenità nei rapporti fra giustizia e politica, mi pare ovviamente auspicabile, considerate le difficoltà degli ultimi anni. Da questo punto di vista il Capo dello Stato, anche nelle vesti di presidente del Csm, può fare molto».

    L'ultimo passaggio riguarda la riforma costituzionale: dopo il referendum confermativo, il presidente s'impegnerebbe a favorire un'ampia intesa destinata a concludere la lunga fase di transizione istituzionale.
    «Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a una sostanziale confusione di ruoli. Il Capo dello Stato non è chiamato a favorire, e tantomeno a guidare, un processo di riforma. A lui tocca garantire l'assetto istituzionale così come è disegnato nella Carta. Un assetto istituzionale, lo ripeto. E non un programma».

    Tantomeno un «partito personale», che nascerebbe fatalmente dall'accordo tra i gruppi che hanno aderito al patto.
    «Certo. E ciò sarebbe ancora più inquietante. Comunque non dovrebbe mai esistere un "partito del Presidente", cioè una forza politica che rappresenti la base del suo potere e che possa tendere a trasferirne o a imporne la volontà nei circuiti decisionali dell'attività parlamentare e di governo».

    Un leader con la stazza «partitica» di D'Alema cambierebbe questa prassi storica. O no?
    «Probabilmente sì. Non è un caso se, dal '48 ad oggi, non è mai stato eletto un grande leader di partito. Ci provarono Forlani e Fanfani, all'epoca della Dc, e andò male a entrambi. L'incarico è stato affidato quasi sempre a persone provviste senza dubbio di una storia politica importante, ma che quando sono state elette non rappresentavano un "pezzo" determinante del potere partitico del momento. Erano esponenti di gruppi minori o anche della Democrazia cristiana, che era la forza di maggioranza relativa, ma non s'identificavano quasi mai con la leadership di quel partito».

    Un po' come potrebbe essere Giorgio Napolitano se venisse eletto: un profilo politico di grande rilievo, ma certamente non il numero uno della gerarchia ds.
    «Sì, in questo senso la designazione di Napolitano segue la tradizione e cancella il surplus d'innovazione, chiamiamolo così, che emergeva dalla proposta di Piero Fassino. Bisognerà vedere adesso come evolverà la situazione».

    Sembra tramontata tuttavia, almeno per il momento, la stagione dei «tecnici». E questo nonostante il grande settennato di Ciampi. Strano, vero?
    «Qui non si tratta di pensare che in cima al Colle ci debba essere necessariamente un "tecnico", altrimenti si viene meno alle caratteristiche di cui parlavo prima. Credo, però, importante che non venga indicato un capo di partito. La Costituente ha definito il Capo dello Stato un "magistrato di persuasione e di influenza". Il suo ruolo non va esercitato in virtù di un "peso politico", ma di un'autorevolezza personale e della capacità di rappresentare l'unità nazionale».

    Enzo d'Errico
    08 maggio 2006
    Corriere.it
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  7. #27
    Utente di HTML.it L'avatar di Angioletto
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    Originariamente inviato da jsmoran
    Senz'altro Napolitano sarebbe meglio, ha già ricoperto un ruolo istituzionale ed è assolutamente al di sopra di qualsiasi sospetto. Poi che Berlusconi lo accetti scordatevelo, a lui serve al Quirinale un "comunista" ancora attivo per poter continuare la sua campagna di menzogne sui brogli elettorali e sulla sinistra che occupa le cariche istituzionali per sovvertire la democrazia... e con Napolitano gli verrebbe male.
    La palla passa a Fini e Casini, se voglio cogliere l'occasione per iniziare a mettere mine sotto la postazione di Berlusconi possono smarcarsi ora e rivendicare in futuro di fronte agli elettori una scelta responsabile fatta per il bene del paese, o possono stare zitti, accodarsi a Berlusconi sperando che la tattica della guerra totale del nano pelato li riporti al governo (loro sperano che Prodi cada entro un paio d'anni al massimo). Però così resterebbero numeri due a vita, e nessuno dei due è un giovincello tale da poter aspettare che B. si levi di mezzo per vecchiaia (sopratutto Fini).
    I calcoli politici sono questi, purtroppo di quello che sarebbe il meglio per il paese frega poco a tutti.
    fa strano che sono solo calcoli fatti a destra

    allo stesso modo potrei portarti avanti i calcoli fatti su D'Alema dalla sinistra..una persona che superpartes non è..no?
    siccome è una carica pesante, ognuno cerca di uscirci bene..ma questo lo si fa, politicamente , con tutti...
    eppoi, se Berlusconi vuole continuare la sua campagna "sulla sinistra che occupa le cariche istituzionali per sovvertire la democrazia" tanto vale togliergli l'osso dalla bocca e non candidare D'Alema: la sinistra è così stolta da dare una giustificazione alla metà degli italiani??

    cmq dal thread mi è parso di capire che eravate d'accordo su D'Alema, vi piaceva (ma D'Alema per via di tante cose non era quel personaggio non così ben visto?? tra affittopoli e cose varie..o ricordo male??)

    beh, a me piace l'idea di una persona su cui tutti sono d'accordo..Napolitano già lo vedo meglio..
    Per liquidare un popolo si comincia con il privarli della memoria.Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia. E qualcun’ altro scrive loro altri libri, li fornisce di un’altra cultura, inventa per loro un’altra storia. (Milan Kundera)

  8. #28
    Moderatore emerito L'avatar di agiaco
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    D'Alema non ha alcuna pendenza giudiziaria, nè alcuna condanna. Da questo punto di vista è pulito, a differenza ad esempio di Letta, piduista ed altro.

    Politicamente sono all'opposto di D'Alema, ma è fuori dubbio che abbia le capacità per fare il Presidente e soprattutto per riaffermare finalmente il primato della politica nelle istituzioni, operazione per la quale, e lo ammette persino Bossi, serve un politico vero e non qualche tecnocrate.
    NO MP TECNICI PERCHE' NON NE CAPISCO NULLA, GRAZIE

  9. #29
    napolitano, è peggio di d'alema forse. sostenitore craxiano, e occhiolinatore berlusconiano.

    che penuria di uomini(e donne) validi abbviamo in italia.
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  10. #30
    Originariamente inviato da Angioletto
    fa strano che sono solo calcoli fatti a destra
    allo stesso modo potrei portarti avanti i calcoli fatti su D'Alema dalla sinistra..una persona che superpartes non è..no?
    siccome è una carica pesante, ognuno cerca di uscirci bene..ma questo lo si fa, politicamente , con tutti...
    eppoi, se Berlusconi vuole continuare la sua campagna "sulla sinistra che occupa le cariche istituzionali per sovvertire la democrazia" tanto vale togliergli l'osso dalla bocca e non candidare D'Alema: la sinistra è così stolta da dare una giustificazione alla metà degli italiani??
    I calcoli fatti a sinistra li conosciamo già, i DS hanno ceduto praticamente su tutto agli alleati, come primo partito della coalizione vogliono un ruolo di peso. Questo è legittimo: meno legittimo è il fatto che vogliano per forza affidare il ruolo a un leader attivo. In questo senso condivido il punto di vista di Onida (che sarebbe un ottimo presidente, detto per inciso).

    Non mi sembra che D'Alema susciti tutto questo entusiasmo a sinistra, anzi. Io per primo ho detto fin dall'inizio che un candidato istituzionale come Sartori sarebbe stato la scelta ideale, o al limite anche Giuliano Amato. Detto questo, D'Alema sarebbe comunque un presidente super partes, perchè per ragioni di ego e di prestigio personale avrebbe sia la volontà sia la capacità per esserlo; le stronzate di Berlusconi sugli ex-comunisti sono puttanate che non meritano neanche un commento. Ciò non toglie che D'Alema non è la migliore scelta possibile, e spero proprio che Napolitano ce la faccia.
    [supersaibal]Una volta qui c'era il bar Mario
    L'han tirato giù tanti anni fa
    E i vecchi, i vecchi, i vecchi i vecchi
    sono ancora lì che dicono che senza non si fa

    [/supersaibal]

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