Le famiglie contro la docente che pubblica le foto hard in ReteOriginariamente inviato da maurino9
Chiedo scusa, ma in ufficio ho un accesso ad internet "ristretto".
Qualche anima gentile potrebbe dirmi brevemente di che cosa parla l'articolo.
Grazie
"Non la vogliamo come insegnante dei nostri ragazzi"
Pordenone, prof senza veli sul web
I genitori degli alunni protestano
Il legale della donna: "Si tratta di discriminazione, come verso i gay"
PORDENONE - "Fuori dalla scuola, vada a insegnare altrove". E' ancora protesta in una scuola media di Pordenone per la presenza, nel corpo insegnanti, della professoressa con la passione per le foto hard. La vicenda si trascina da un paio d'anni - anche con risvolti giudiziari - ma le proteste sono riprese recentemente quando, appunto, si è saputo che la docente era stata assegnata, per il secondo anno consecutivo, alla stessa scuola media.
I genitori dei ragazzi non si fanno una ragione del fatto che la professoressa di Lettere, assolutamente integerrima sul lavoro, quanto disinibita fuori, tornerà a insegnare ai loro figli. Le famiglie, già nel mese di giugno, avevano chiesto e - secondo quanto riferito da alcuni testimoni ottenuto dal dirigente scolastico - rassicurazioni sul fatto che la docente sarebbe stata trasferita in un altro istituto. Ciò non è avvenuto e ora a Pordenone si è scatenata una sorta di "caccia alla porno prof".
La professoressa non è nuova ai clamori suscitati dalle sue foto. Quattro anni fa, i suoi alunni avevano scoperto le immagini 'hard' su internet e, dopo averle stampate, le avevano appiccicate sui muri del bagno della scuola, con didascalie non proprio rispettose della loro insegnante.
Quest'ultima aveva presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione e ingiurie, sostenendo fra l'altro di non essere il soggetto ritratto nelle foto. Nei mesi scorsi, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pordenone l'ha però condannata a cinque mesi di reclusione (pena sospesa) per simulazione di reato in quanto, durante il procedimento penale, è stato accertato che era effettivamente lei la donna ritratta senza veli. La vicenda è ora all'esame dei giudici di secondo grado ai quali la professoressa ha presentato ricorso.
Secondo il legale della donna, Sergio Gerin, "siamo di fronte a un tentativo bello e buono di discriminazione: è come se si lamentassero che un docente è gay o musulmano". Nell'annunciare che tutelerà in ogni sede la sua assistita, Gerin ha spiegato che, a suo parere, "non è possibile arrivare a dare giudizi sulla sfera personale dell'insegnante". "Qualora il dirigente scolastico o il Provveditore dovessero adottare dei provvedimenti contro la professoressa - ha anticipato - interpelleremo il giudice del Lavoro e, se servirà, anche il Tar".
(30 agosto 2006)
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