già di per se, per esempio, stai catalogando su due piani diversi le culture.Originariamente inviato da Druzya
ma perche', Tibet a parte che quelli son casini seri, in veneto, in emilia, in lombardia, in liguria, c'e' qualcuno che impedisce manifestazioni folkloristiche? non confondiamo gente che viene uccisa con gente che invece si lamentera' anche dello stato in cui e', ma pressioni non ne riceve.
Uno in alto, le altre in basso (folklorico è un diminutivo se applicato alla cultura: per esempio, non definiresti la cultura italiana come folklorica).
Chi invece parla di identità si riferisce a quella principale e non vi comprenderete mai se non accettate che le due identità devono essere messe allo stesso livello.
Inoltre, le pressioni sono spesso soggettive e strumentalizzate, il che fa il dialogo ancora più complicato.
Che sia chiaro, non voglio farmi paladino dei processi identitari, per carità.
L'unica cosa che dico è che esistono, che sono in auge, che sono simili dappertutto e che l'Italia non è esente.
Poi ogni paese ci fa i conti come gli pare: la Francia le denigra, la Spagna da un colpo al cerchio e uno alla botte, la Germania federalizza, in Svizzera sono istituzionalizzate, in Belgio pure, in Italia non c'è dibattito intellettuale ma si che c'è una percezione diffusa di unità e diversità.

Rispondi quotando
). Guarda caso come gli "intellettuali" che hanno spinto per l'unita' d'Italia
