Originariamente inviato da Mauz®
Ma che nel contempo non è nemmeno propriamente definibile "città". Un paesotto dopo l'altro...
Se percorri una qualsiasi statale/provinciale a Nord di Milano il panorama in sequenza è: case-capannoni-cimitero-campo-case-cimitero-capannoni-case-campo-case-capannoni e così via.
C'è troppo consumo di suolo e nel contempo ci sono troppi buchi all'interno del tessuto urbano. Nè città nè campagna, per l'appunto. Paesotto! Con tutto ciò che ne consegue di negativo.
In Italia questo fenomeno è visibilissimo a Milano e a Napoli. A Roma già di meno, complice il fatto che i confini amministrativi romani siano ampissimi (al punto da includere anche laghi e zone disabitate) e di fatto comprendono quasi tutto quello che rappresenta e ruota attorno alla città di Roma.
In realtà costruire sull'acqua è MOLTO più difficile, costoso e dannoso per l'ambiente... Sarebbe opportuno utilizzare questo metodo solo in casi particolari in cui serve necessariamente uno sviluppo orizzontale (tipo la costruzione di un aeroporto... mi viene in mente Hong Kong, oppure Osaka, se vogliamo rimanere in Giappone), oppure in casi proprio estremi (alcune zone di Hong Kong stessa).
Per il resto, costruire in altezza è già ampiamente sperimentato. Certo, ogni gradino in più che si aggiunge impone uno sforzo innovativo, basti pensare a che razza di diavoleria si sono dovuti inventare quando costruirono il Taipei 101 (508 metri), ma è molto più alla portata, a mio parere. E produce molta più efficienza!
Continuare ad espandere le città in orizzontale significherebbe andare a cementificare il mare per che cosa? Per perseverare nell'errore e nei disservizi causati da una città troppo larga?