Calipari: gli americani zittiscono Berlusconi
"Il Pentagono ha una posizione, l'Amministrazione vorrebbe che questa posizione fosse più flessibile. Noi trattiamo con Sembler che rappresenta l'amministrazione, che deve fare i conti con il Pentagono. Non è una cosa facile". Nuova gaffe del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, parlando delle indagini sulla morte di Nicola Calipari, ha ieri rivelato che gli americani hanno dei seri problemi in merito a questa vicenda, con il Pentagono ed il resto dell'amministrazione di Bush divisi sui risultati della Commissione d'inchiesta.
E, se il premier ha detto di "capire le difficoltà della controparte", la controparte non ha certamente capito per quale motivo il nostro primo ministro se ne va in giro a raccontare i fatti loro.
Al segretario del Dipartimento di Stato Usa Adam Ereli il compito di mettere a tacere il sempre più scomodo alleato.
"Noi lavoriamo in pieno accordo con il Pentagono - ha tagliato corto - il Pentagono è stato chiaro. Il rapporto comunque non è stato diffuso. E' in via di preparazione, congiuntamente, dalle autorità americane e italiane".
Non è la prima volta che l'amministrazione di George W. Bush è costretta a smentire le dichiarazioni del Cavaliere. Lo scorso 15 marzo Berlusconi aveva annunciato che i nostri soldati di stanza in Iraq sarebbero tornati in Patria, di comune accordo con Londra e Washington, entro il prossimo mese di settembre, ma era stato subito contraddetto dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush.