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  1. #31
    Utente di HTML.it L'avatar di figaro
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    Ne ho fatte parecchie. Quelle degne di nota:
    a 4 anni ho seminato i miei genitori e poi ritrovato la strada di casa da solo;
    a 8 sono scappato di casa;
    a 10 ho quasi affogato una bambina.

  2. #32
    Originariamente inviato da stregadelnord
    ...

    pare abbia detto: "magari respira ancora, liberiamolo"


    ...

    VVoVe: :maLOL:
    «Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, la pietra che ha cambiato posto.»

  3. #33
    Utente di HTML.it L'avatar di blekm
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    Originariamente inviato da stregadelnord
    Pasticcio macabro:

    in visita alla nonna (cimitero) .... mi smarriscono e ritrovano dopo un'ora

    con un palettino di fortuna scavavo vicino un cumulo di terra fresca

    pare abbia detto: "magari respira ancora, liberiamolo"
    state continuando a stupirmi..

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  4. #34
    Originariamente inviato da lufo5
    io al massimo rompevo le puntine del giradischi...
    Anche tu provavi quella irresistibile attrazione per quel pezzettino che usciva??

    Ricordo mio padre andare verso il giradischi, prendere il suo bel disco... e fshhhhhhhh ricordo il suo sguardo sconsolato mentre mi guardava (la seconda volta sostituiva le puntine ogni volta )


    Ah i danni più grossi li ho fatti alla mia testa (quando mi radevo potevi giocare ad unisci i puntini ) ma per di più ero vittima delle mie sorelle, come quando mi mettevano nell'accappatoio quando questo era ancora appeso dietro la porta del bagno, era fichissimo star li penzoloni.....
    finchè mia madre un giorno non è entrata in bagno preoccupata della mia assenza e aprendo la porta di scatto.... spatash!

    Poi vabbeh i danni più grossi li ho fatti da pre-adolescente
    il tempo si fa i fatti suoi

  5. #35
    Utente di HTML.it L'avatar di blekm
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    Originariamente inviato da figaro
    Ne ho fatte parecchie. Quelle degne di nota:
    a 4 anni ho seminato i miei genitori e poi ritrovato la strada di casa da solo;
    a 8 sono scappato di casa;
    a 10 ho quasi affogato una bambina.
    ti chiami per caso Omar? magari ci stai scrivendo da una stanza grigia con delle sbarre alla finestra.. ?

    Originariamente inviato da JackBabylon
    Ah i danni più grossi li ho fatti alla mia testa (quando mi radevo potevi giocare ad unisci i puntini ) ma per di più ero vittima delle mie sorelle, come quando mi mettevano nell'accappatoio quando questo era ancora appeso dietro la porta del bagno, era fichissimo star li penzoloni.....
    finchè mia madre un giorno non è entrata in bagno preoccupata della mia assenza e aprendo la porta di scatto.... spatash!
    immagino la scena..
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  6. #36
    BubuKing
    Guest
    Beh, tempo fa scrissi un racconto, a riguardo.
    Lo riposto volentieri.

    RECORD

    Era un pomeriggio caldo e assolato, il vento accompagnava da un lato all'altro della strada dei cespugli di rovi.
    Ero fermo con la ruota della mia BMX davanti alla linea di partenza. Primo piano sui miei occhi. Quel bastardo di Fabio, batterò il suo record sul giro del palazzo; ho tolto anche i freni alla bici, piuttosto mi ammazzo, ma sarò un missile. Avevo anche stretto la catena e sgonfiato leggermente la ruota posteriore.
    Francesca era col cronometro in mano, pronta adarmi il via. I miei piccoli muscoli erano tesi, visualizzai il mio obiettivo, il record, e poi in un secondo tutto il percorso che mi attendeva: partenza, passaggio in rettilineo sotto la portineria della scala B, curvone dei garage - attento alla ghiaietta proprio sul punto di corda, lì si scivola - poi la Chicane del DDT, chiamata così per la signora del piano terra che dal balcone cercava di intossicarci quando facevamo troppo casino, variante dell'oratorio, stretta ma agevole nella traiettoria e poi rettilineo, quasi cento metri, e record!
    Ce l'avrei fatta.
    Via! Il cronometro non aveva fatto in tempo a segnare il primo nanosecondo che già stavo pedalando come un ossesso.
    L'assenza dei freni si rivelò una scelta azzeccata, in principio. Al primo intertempo ero sicuramente davanti, me lo sentivo: nessuno era mai andato così veloce. Nel mezzo della Curva dei Garage rischiai il frontale con la 127 del signor Alboni, che mi incitò con un occodì e un vaccamà.
    La posteriore leggermente sgonfia mi aveva tenuto in traiettoria perfetta. Passai la Chicane del DDT e la variante dell'oratorio sfidando contemporaneamente tutte le leggi della fisica, i dieci comandamenti e un mio personale voto al dio del gelato al puffo.
    Quando inquadrai il rettilineo di arrivo, dalle urla dei miei amichetti e dalla faccia sconsolata di quel bastardo di Fabio capii che ero in netto vantaggio anche sulla Storia. Stavo per diventare la leggenda ciclistica del Palazzo Piermarini. Fermarmi non sarebbe stato un problema: piedi per terra, oppure al massimo c'era il pilastro portante del primo piano della scala "A", sul quale avevo lasciato già generose quantità di carne. Per la gloria si fa.
    Ma il destino era in infame agguato.
    Non ti aspetti mai quando una vecchia spunta fuori. La signora Carmela, esile e lenta come un bradipo stava attraversando proprio la linea del fotofinish. Ce la faccio ce la faccio, anzi, speriamo ce la fa lei.
    Le grida dei miei compagni.
    ATTENTA! STA ARRIVANDO! FA IL RECORD! NON HA I FRENI!
    La maledetta si fermò attirata dalle urla e chiese sorridente: "Come, bambini? Non ci sento molto..."
    Fu fatale. L'impatto tremendo. Le discussioni furono lunghe, perchè Fabio asseriva che per omologare il record anche la bicicletta doveva passare la linea.
    Alla fine si risole con un incontro di boxe tra me e quel fetente. Vinse lui.
    La vecchia se la cavò con una frattura di ulna e radio.
    Successivamente persi anche l'incontro di boxe con mia madre.
    Fu un giorno nero per lo sport.

  7. #37
    Utente di HTML.it L'avatar di figaro
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    Originariamente inviato da blekm
    ti chiami per caso Omar?

    No, sono dissociato.
    Quando simpaticamente capita il momento del revival e i miei genitori e parenti mi ricordano questi episodi, mi chiedo:"possibile che sia stato io?!".

  8. #38
    Originariamente inviato da stregadelnord
    Pasticcio macabro:

    in visita alla nonna (cimitero) .... mi smarriscono e ritrovano dopo un'ora

    con un palettino di fortuna scavavo vicino un cumulo di terra fresca

    pare abbia detto: "magari respira ancora, liberiamolo"
    uh cazz
    il tempo si fa i fatti suoi

  9. #39
    Utente di HTML.it L'avatar di blekm
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    Originariamente inviato da BubuKing
    ....
    Alla fine si risole con un incontro di boxe tra me e quel fetente. Vinse lui.
    La vecchia se la cavò con una frattura di ulna e radio.
    Successivamente persi anche l'incontro di boxe con mia madre.
    Fu un giorno nero per lo sport.
    :maLOL:

    lo sai che sei uno scrittore nato?
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  10. #40
    Utente bannato
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    Originariamente inviato da BubuKing
    Beh, tempo fa scrissi un racconto, a riguardo.
    Lo riposto volentieri.

    RECORD

    Era un pomeriggio caldo e assolato, il vento accompagnava da un lato all'altro della strada dei cespugli di rovi.
    Ero fermo con la ruota della mia BMX davanti alla linea di partenza. Primo piano sui miei occhi. Quel bastardo di Fabio, batterò il suo record sul giro del palazzo; ho tolto anche i freni alla bici, piuttosto mi ammazzo, ma sarò un missile. Avevo anche stretto la catena e sgonfiato leggermente la ruota posteriore.
    Francesca era col cronometro in mano, pronta adarmi il via. I miei piccoli muscoli erano tesi, visualizzai il mio obiettivo, il record, e poi in un secondo tutto il percorso che mi attendeva: partenza, passaggio in rettilineo sotto la portineria della scala B, curvone dei garage - attento alla ghiaietta proprio sul punto di corda, lì si scivola - poi la Chicane del DDT, chiamata così per la signora del piano terra che dal balcone cercava di intossicarci quando facevamo troppo casino, variante dell'oratorio, stretta ma agevole nella traiettoria e poi rettilineo, quasi cento metri, e record!
    Ce l'avrei fatta.
    Via! Il cronometro non aveva fatto in tempo a segnare il primo nanosecondo che già stavo pedalando come un ossesso.
    L'assenza dei freni si rivelò una scelta azzeccata, in principio. Al primo intertempo ero sicuramente davanti, me lo sentivo: nessuno era mai andato così veloce. Nel mezzo della Curva dei Garage rischiai il frontale con la 127 del signor Alboni, che mi incitò con un occodì e un vaccamà.
    La posteriore leggermente sgonfia mi aveva tenuto in traiettoria perfetta. Passai la Chicane del DDT e la variante dell'oratorio sfidando contemporaneamente tutte le leggi della fisica, i dieci comandamenti e un mio personale voto al dio del gelato al puffo.
    Quando inquadrai il rettilineo di arrivo, dalle urla dei miei amichetti e dalla faccia sconsolata di quel bastardo di Fabio capii che ero in netto vantaggio anche sulla Storia. Stavo per diventare la leggenda ciclistica del Palazzo Piermarini. Fermarmi non sarebbe stato un problema: piedi per terra, oppure al massimo c'era il pilastro portante del primo piano della scala "A", sul quale avevo lasciato già generose quantità di carne. Per la gloria si fa.
    Ma il destino era in infame agguato.
    Non ti aspetti mai quando una vecchia spunta fuori. La signora Carmela, esile e lenta come un bradipo stava attraversando proprio la linea del fotofinish. Ce la faccio ce la faccio, anzi, speriamo ce la fa lei.
    Le grida dei miei compagni.
    ATTENTA! STA ARRIVANDO! FA IL RECORD! NON HA I FRENI!
    La maledetta si fermò attirata dalle urla e chiese sorridente: "Come, bambini? Non ci sento molto..."
    Fu fatale. L'impatto tremendo. Le discussioni furono lunghe, perchè Fabio asseriva che per omologare il record anche la bicicletta doveva passare la linea.
    Alla fine si risole con un incontro di boxe tra me e quel fetente. Vinse lui.
    La vecchia se la cavò con una frattura di ulna e radio.
    Successivamente persi anche l'incontro di boxe con mia madre.
    Fu un giorno nero per lo sport.
    :maLOL: :maLOL: :maLOL: :maLOL: :maLOL:

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