Io trovo strano che non sia evidente che un conto sono gli strumenti per situazioni di crisi temporanee, un altro conto sono gli strumenti di un sistema di distorsione del mercato che vanno avanti da decine di anni. Tutto questo al di là delle posizioni keynesiane di Galbraith.Originariamente inviato da webus
Magari noi ce lo siamo dimenticati (con le nostre pance piene), ma già dipendiamo dall'estero per l'energia (e possiamo vederlo ogni giorno quanto ci costa in termini economici e sociali) manca solo che ora ci affidiamo totalmente sulle forniture estere pure per l'alimentazione. In caso di crisi mondiale cosa facciamo: ci arrangiamo con le briosche?
Trovo strano che questi aspetti non appaiano evidenti.
Riformare l'agricoltura europea non significa affatto stravolgerla o affidarsi totalmente alle forniture estere. Significa lasciare più spazio al mercato, al commercio (che è proprio uno dei sistemi migliori per assicurarsi contro eventuali crisi alimentari) e ai vantaggi che ne derivano.

Rispondi quotando
