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Discussione: Anarchia

  1. #41
    Originariamente inviato da Nuvolari2
    stai cercando di reinventare la ruota
    Probabilmente è abituato a programmare in C.

    @ilgiovo: be', però questo con l'anarchia c'entra poco, è un modello economico non particolarmente legato ad un preciso ordinamento politico. In ogni caso, un'idea interessante e da provare, visto che il sistema economico-produttivo attuale è un coacervo di squilibri e contraddizioni.
    Amaro C++, il gusto pieno dell'undefined behavior.

  2. #42
    Originariamente inviato da straycat3
    In una società socialista/comunista anarchcica il furto non sarebbe contemplato, perchè la ricchezza verrebbe ugualmente divisa e non ci sarebbero poveretti e nemmeno polizia.
    il fatto che tutti abbiano in egual misura qualcosa, non significa che non ci possano essere furti e ladri.

    Il punto è che ci sarà sempre qualcuno che aspira ad avere di più. E' nell'animo umano.

    Se tutti abbiamo una gallina, e io la mia me la sono mangiata tutta a pranzo, per cena ne vorrò un'altra... e se non la posso avere, l'andrò a rubare a qualcuno. Magari non io, ma qualcuno che fa questo ragionamento ci sarà sempre.

    Oppure, più semplicemente - e senza rubare nulla a nessuno - se io e te abbiamo una fattoria, e io inizio ad allevare meglio le bestie, finirò con l'avere migliaia di galline dopo poco tempo. E tu resterai con le tue 10 galline al giorno (per dire).

    Chi stabilisce dove devono andare le mie 990 galline in più delle tue? e perchè non ne posso disporre io, visto che è merito del mio lavoro e del mio ingegno se ne ho così tante? e ancora... se alla fine il sistema riuscisse comunque a privarmi delle 990 galline in eccedenza, per quale motivo dovrei continuare a spaccarmi la schiena per allevarne così tante? è ovvio che tornerei ad allevarne tanto quanto gli altri, a discapito di un miglior benessere collettivo (alla fine ci sarebbero meno galline in circolazione). E soprattutto a discapito del progresso (se non sono incentivato a migliorare, non migliorerò in nessun ambito). E se nessuno migliora nel proprio ambito di competenza, l'intera società ne risente.
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  3. #43
    Originariamente inviato da MItaly
    @ilgiovo: be', però questo con l'anarchia c'entra poco, è un modello economico non particolarmente legato ad un preciso ordinamento politico. In ogni caso, un'idea interessante e da provare, visto che il sistema economico-produttivo attuale è un coacervo di squilibri e contraddizioni.
    secondo me il downgrade e' un passaggio obbligato, se vogliamo sopravvivere a noi stessi e prima lo capiremo, meglio staremo tutti

  4. #44
    Originariamente inviato da Nuvolari2
    il fatto che tutti abbiano in egual misura qualcosa, non significa che non ci possano essere furti e ladri.

    Il punto è che ci sarà sempre qualcuno che aspira ad avere di più. E' nell'animo umano.

    Se tutti abbiamo una gallina, e io la mia me la sono mangiata tutta a pranzo, per cena ne vorrò un'altra... e se non la posso avere, l'andrò a rubare a qualcuno. Magari non io, ma qualcuno che fa questo ragionamento ci sarà sempre.

    Oppure, più semplicemente - e senza rubare nulla a nessuno - se io e te abbiamo una fattoria, e io inizio ad allevare meglio le bestie, finirò con l'avere migliaia di galline dopo poco tempo. E tu resterai con le tue 10 galline al giorno (per dire).

    Chi stabilisce dove devono andare le mie 990 galline in più delle tue? e perchè non ne posso disporre io, visto che è merito del mio lavoro e del mio ingegno se ne ho così tante? e ancora... se alla fine il sistema riuscisse comunque a privarmi delle 990 galline in eccedenza, per quale motivo dovrei continuare a spaccarmi la schiena per allevarne così tante? è ovvio che tornerei ad allevarne tanto quanto gli altri, a discapito di un miglior benessere collettivo (alla fine ci sarebbero meno galline in circolazione). E soprattutto a discapito del progresso (se non sono incentivato a migliorare, non migliorerò in nessun ambito). E se nessuno migliora nel proprio ambito di competenza, l'intera società ne risente.
    Ognuino produce quello che gli serve per vivere, che bisogno hai di farti il mazzo? Per metter via un capitale?
    Originariamente inviato da seifer is back
    la condivisone delle risorse, è il miglior sistema per il progresso e la ricerca.
    Nessun problema di budget, collaborazione fra le migliorimenti e totale accesso all'informazione.
    Il comunismo non è un utopia.

  5. #45
    Originariamente inviato da straycat3
    Ognuino produce quello che gli serve per vivere, che bisogno hai di farti il mazzo? Per metter via un capitale?
    Senza un minimo di eccedenze al primo inconveniente la società sta con il culo a terra.
    E senza un incentivo allo sviluppo saremmo fermi all'età della pietra. Che bisogno c'è dell'agricoltura? Alé, tutti cacciatori e raccoglitori, si vive anche così!
    Amaro C++, il gusto pieno dell'undefined behavior.

  6. #46
    Utente di HTML.it L'avatar di Alex80b
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    Originariamente inviato da straycat3
    Ognuino produce quello che gli serve per vivere, che bisogno hai di farti il mazzo? Per metter via un capitale?
    non tutto lo puoi produrre in casa...

  7. #47
    Originariamente inviato da straycat3
    Ognuino produce quello che gli serve per vivere, che bisogno hai di farti il mazzo? Per metter via un capitale?
    Senza farti il mazzo non c'è progresso. Non fermarti all'esempio della gallina. Pensa alla ricerca, all'industria, alla medicina e a qualsiasi altro aspetto della vita umana.

    Ma anche nel caso della gallina, non vedo perchè se io ho voglia di mangiare 4 polli al dì, non possa farlo. Idem se voglio 2 gelati invece di uno. Idem se voglio una macchina più comoda, o due macchine, etc etc etc....
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  8. #48
    Se non ricordo male la localizzazione geografica, in un'isola dell'Oceania viveva un popolo che, prima dell'arrivo degli inglesi, era in una condizione pre-età del ferro. Non esistevano leggi: lo sdegno della comunità verso chi commetteva azioni antisociali era sufficiente a mantenere l'ordine.

    L'isola è poi diventata una colonia penale e l'uomo occidentale ha di fatto distrutto la cultura di questo popolo. Forse, però, qualche villaggio resiste ancora e sempre all'invasore.

  9. #49
    Originariamente inviato da trinityck
    Se non ricordo male la localizzazione geografica, in un'isola dell'Oceania viveva un popolo che, prima dell'arrivo degli inglesi, era in una condizione pre-età del ferro. Non esistevano leggi: lo sdegno della comunità verso chi commetteva azioni antisociali era sufficiente a mantenere l'ordine.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Shame_society
    Ma è tutto meno che anarchia, visto che c'è un profondo senso della comunità alla base del funzionamento di una società del genere.
    Amaro C++, il gusto pieno dell'undefined behavior.

  10. #50
    Utente di HTML.it L'avatar di Alex80b
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    Originariamente inviato da trinityck
    Se non ricordo male la localizzazione geografica, in un'isola dell'Oceania viveva un popolo che, prima dell'arrivo degli inglesi, era in una condizione pre-età del ferro. Non esistevano leggi: lo sdegno della comunità verso chi commetteva azioni antisociali era sufficiente a mantenere l'ordine.

    L'isola è poi diventata una colonia penale e l'uomo occidentale ha di fatto distrutto la cultura di questo popolo. Forse, però, qualche villaggio resiste ancora e sempre all'invasore.
    ma anche in questa situazione il fatto che uno doveva sottostare alle regole sociali indicava il fatto che non era una totale libertà!

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