Il libro raccoglie la traduzione di un'opera inglese tradotta a sua volta dall'originale in russo del 1905 pubblicata per la prima volta dal professor Sergyei Nilus, il quale
riferisce nell'introduzione
di aver ricevuto il carteggio da un amico personale ormai defunto. Il manoscritto riferisce con precisione "il piano e lo sviluppo di una sinistra congiura mondiale, che ha il preciso scopo di determinare lo smembramento inevitabile del mondo non rigenerato" (cioè dei non ebrei).
In estrema sintesi i protocolli raccolgono ventiquattro
tesi riguardanti il complotto degli ebrei a danno dei "gentili", ovvero tutti i non ebrei.
Evola, abbiamo detto,
riconosce apertamente la non genuinità dell'opera, purtroppo lo fa solo per non sentirsi dire che si fida troppo ciecamente delle fonti, senza nessun punto d'appoggio.[...]
La gravità di quest'opera non è in discussione; è stato grave, a suo tempo, che si siano create le condizioni sociali e politiche nelle quali sia potuto rifiorire il razzismo,
è stato grave trovare uomini disposti a ripubblicare l'opera e a diffonderla, recensirla e commentarla, come Evola e Preziosi hanno fatto, appunto.[...]
si è diffuso il falso dicendolo veridico, usando l'arma della cultura (stavolta non popolare) per dare massima autorevolezza alle affermazioni riguardanti non solo l'inferiorità di una razza, ma la sua pericolosità, giustificando ante-litteram tutte le terribili azioni messe in atto (e stavolta sì, con un piano tutto sommato segreto) dal nazismo e dal fascismo, dalle leggi razziali ai ghetti, dagli arresti alle deportazioni fino alla "soluzione finale"