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  1. #41
    Utente di HTML.it L'avatar di nazgul
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    [supersaibal]Originariamente inviato da ziofester
    ma i comunisti esistono ancora? [/supersaibal]
    Chiedilo all'amico tuo.
    Comunque esistono, ma non stanno dentro a nessuno di questi partiti
    HIC SUNT LEONES
    Ma tu come campi? Mah faccio cose...vedo gente
    il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è

  2. #42
    Moderatore emerito L'avatar di agiaco
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    [supersaibal]Originariamente inviato da seifer is back
    è in procinto di esser creato un nuovo partito.

    rifondazione comunisti italiani. [/supersaibal]
    Questa mia battuta è a pag. 1
    NO MP TECNICI PERCHE' NON NE CAPISCO NULLA, GRAZIE

  3. #43
    «No a pregiudiziali se c'è il simbolo comune» di Armando Cossutta

    Caro direttore, le sarò grato se vorrà pubblicare questa precisazione a proposito della intervista al Corriere e delle polemiche seguite. Precisazione che potrebbe anche essere superflua. Perché per quanto riguarda la presenza o meno del simbolo del Pdci nell'eventuale lista elettorale dell'Arcobaleno è assolutamente ovvio che, se per fare tale lista gli altri suoi componenti, a partire dai Verdi, chiedono a noi di non porre come pregiudiziale per un accordo la presenza della falce e martello nel simbolo comune, così come non avverrebbe per nessun altro simbolo di partito, non c'è altra via che dichiarare la nostra disponibilità a non porre alcuna pregiudiziale. Considero l'accordo - e non solo elettorale - tra le forze democratiche della sinistra italiana fondamentale per l'avanzata dei lavoratori, per il rinnovamento democratico del Paese, per il suo progresso sociale. Questa è stata ed è la linea dei Comunisti italiani. E questo è nell'attuale fase storica l'obiettivo prioritario del Pdci.
    Una precisazione invece va fatta (ma potrebbe anche essa essere superflua) per la frase in cui alla gentile collega del Corriere, Daria Gorodisky, che mi chiedeva di rispondere a chi ci accusa di voler rifare il partito comunista, ho replicato dicendo la verità, e cioè che «noi non stiamo cercando un accordo su un nuovo partito comunista». E poi ho soggiunto: «Il comunismo non c'è più...». Apriti cielo! Non sono purtroppo riuscito a fare intendere quello che volevo, intendevo dire semplicemente che oggi il Pci non c'è più e non si può pensare di rifare il Pci: i comunisti di oggi si devono cimentare con la storia di oggi. Anche se mi pare francamente che quelle mie poche parole sul comunismo fossero cariche di tale assurda ironia, peraltro evidenziata dai tre punti di sospensione, da far sorridere e non infuriare i miei interlocutori.
    I miei solerti critici stiano tranquilli: il comunismo c'è ancora e ci sarà sempre, perché sempre ci sarà bisogno in Italia e nel mondo di uguaglianza e liberazione. E per quanto mi riguarda soltanto delle anime incerte e confuse possono dubitare della mia dedizione a tali ideali, per i quali parla la mia storia, per i quali ho dedicato e dedicherò tutta la mia esistenza. Soltanto persone in malafede possono far credere che Armando Cossutta stia per fare un'altra Bolognina quando Achille Occhetto cancellò il simbolo del Pci.
    Soltanto persone in malafede possono voler far credere che Armando Cossutta voglia proporre di togliere la falce e martello dal simbolo del Pdci. Mai detta, mai pensato. Il simbolo dei comunisti e del Pdci, come Armando Cossutta ha sempre detto e come ribadisce nella intervista, è fondato sulla falce e martello. Il simbolo dell'Arcobaleno no. Così come non potrà essere uguale al simbolo del Pdci quello della futura Confederazione della sinistra, per la quale ci battiamo e per la quale dovrebbero battersi, secondo le decisioni di ben due congressi nazionali, tutti i dirigenti e gli iscritti del Pdci. La verità è che alcuni (non certo Oliviero Diliberto che è strenuo sostenitore sia della Confederazione sia dell'Arcobaleno) votano a favore della Confederazione e comunque di un rapporto unitario, politico ed elettorale, con le diverse forze democratiche della sinistra fintanto che tali accordi non ci sono (e magari sperando che non ci siano mai) e sono contro di essi quando, in un modo o in un altro, si presentino come possibili. Con un settarismo di cui sono molto preoccupato perché ha recato e sta recando danni irreparabili alla politica del nostro partito, che invece ha un ruolo grande proprio perché sa difendere la sua identità sempre coniugandola con la propria vocazione unitaria, un partito al quale si affidano le speranze di tanti elettori italiani.
    Armando Cossutta
    28 novembre 2005

  4. #44
    Utente di HTML.it L'avatar di wsim
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    bah...tempeste in un bicchier d'acqua...
    me ne sono andato, ma posso sempre riapparire con la grazia e la leggerezza di un B-52 carico di bombe.

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