Originariamente inviato da Ma, te, oh.
[IMG*]http://a947.ac-images.myspacecdn.com/images01/101/l_e30ef7586896b8d281a723aa83423e32.gif[/IMG]![]()
Originariamente inviato da Ma, te, oh.
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scusa, vuoi mettere?
io mi sono innamorato ciao
oh vabbè io mi so accontentareOriginariamente inviato da Ma, te, oh.
scusa, vuoi mettere?
io mi sono innamorato ciao![]()
Dove? Come? Quando? Voglio altre foto subitoOriginariamente inviato da Ma, te, oh.
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Non si può neanche sapere chi è?Originariamente inviato da Ma, te, oh.
ragazzi non me la toccate, è mia.![]()
si dice: non vi toccateOriginariamente inviato da Ma, te, oh.
ragazzi non me la toccate, è mia.
Evidentemente non ti rendi conto di quali armi lessicali un giornalista abbia in mano. Forse non se ne rendono conto neanche loro.Originariamente inviato da lookha
non son d'accordo.
la colpa non è dell'informazione (alla quale, ancor meno, va data una strigliata dall'alto, al massimo andrebbe potenziata la sua indipendenza).
I giornalisti non sono giudici, nè magistrati. Puoi essere daccordo sullo stigma sociale o meno che viene negato o dato a un fatto, non ho problemi al rispetto. Peró nè il problema è la informazione, nè sono i quotidiani che devono cambiare.
Anche a me piacerebbe una lettura diversa dei fatti, ma invece che una strigliata dall'alto secondo me è proprio il contrario: il potere dovrebbe starne lontano il più possibile.
Tu leggi quell'articolo e ti trovi ad empatizzare con un delinquente!
Dai.
La prima regola di Utonter è: non parlare di Utonter. La seconda regola: non si parla di Utonter - Ich habe eine schön bratwurst in mein leder hosen -... -.-. . -- --- / -.-. .... .. / .-.. . --. --. .
Mah..io terrei ben separate la xenofobia di stampo politico da quella che sta nascendo, sepreggiando, in forza di una situazione che peggiora continuamente.Originariamente inviato da jsmoran
Così per chiedere: perché dovremmo credere sulla parola a uno che comunque ha una fedina penale lunga così?
Non dico che non sia andata così come sta scritto lì, dico solo che anche SE in questo caso il razzismo non c'entra, ci sono altri diecimila segnali che indicano odio razziale e xenofobia crescenti, solo in minima parte giustificati da un effettivo aumento della criminalità extracomunitaria e dovuti molto, invece, al diffondersi di una mentalità rozza e apertamente tollerante verso le discriminazioni razziali, ormai istituzionalizzata anche in deliranti leggi dello Stato, nel colpevole silenzio di chi dovrebbe combattere questa diffusione.
Fra dice che il giornalista ha potenzialmente una molotov in mano, ed ha ragione. Ma la molotov la prendo in mano come atto di reazione, non come sistema per risolvere i problemi nel quotidiano. Se e' vero che si cominciano a verificare troppi episodi di intolleranza e' altrettanto vero che la realta' l'abbiamo sotto gli occhi ogni giorno. Specie in alcune realta'.
Non si possono negare i fatti: in alcune zone si devono prendere provvedimenti, e drastici perche' si e' passato il limite. Spetta alle autorita' competenti.
Ed e' stato fatto poco o niente, anche castrati da un sistema giudiziario ridicolo.
Azione-reazione, se le entita' preposte al controllo riuscissero ad imporre almeno un po' piu' di ordine bene, altrimenti la gente prima o poi si rompe le palle e sul serio.
Poi immigrati, rumeni, cinesi, albanesi, piemontesi o siciliani poco cambia.
Un citatdino vuole e pretende, giustamente, di farsi due passi senza avere paura di girare l'angolo. E la situazione non e' affatto in miglioramento.
Prevedo guai, e seri.
Sospetto che ci sia altro nella vita oltre ad essere bello bello in modo assurdo. E presto scopriro' anche che cos'e'.
su questo non c'è dubbio, per questo dicevo prima che "Puoi essere daccordo sullo stigma sociale o meno che viene negato o dato a un fatto". É esattamente quello che succede nell'articolo: non c'è condanna morale da parte del giornalista, o almeno molto molto lieve.Originariamente inviato da Fran©esco
Evidentemente non ti rendi conto di quali armi lessicali un giornalista abbia in mano. Forse non se ne rendono conto neanche loro.
Tu leggi quell'articolo e ti trovi ad empatizzare con un delinquente!
Dai.
È criticabile il giornalista? certo. Ma lo sarebbe stato sia se avesse censurato moralmente sia non l'avesse fatto.
È il prezzo che paga il giornalista: quello che scrive non accontenta mai tutti.
Ma la strigliata che tu chiedi è ancora peggio. Invece di esigere un criterio predeterminato al giornalista imponendogli la condanna morale, io appello ancor di più al criterio professionale dell'autore. Perché se impongo il criterio del direttore o peggio ancora dell'editore, il giornalista diventa un semplice burattino che non racconta più cosa succede dal suo punto di vista, ma quello che l'editore o il direttore vuol leggere.