Guarda che la strigliata va fatta a editori e direttori, non ai giornalisti. Sono loro che ipediscono un sano giornalismo, in Italia.Originariamente inviato da lookha
su questo non c'č dubbio, per questo dicevo prima che "Puoi essere daccordo sullo stigma sociale o meno che viene negato o dato a un fatto". É esattamente quello che succede nell'articolo: non c'č condanna morale da parte del giornalista, o almeno molto molto lieve.
Č criticabile il giornalista? certo. Ma lo sarebbe stato sia se avesse censurato moralmente sia non l'avesse fatto.
Č il prezzo che paga il giornalista: quello che scrive non accontenta mai tutti.
Ma la strigliata che tu chiedi č ancora peggio. Invece di esigere un criterio predeterminato al giornalista imponendogli la condanna morale, io appello ancor di pių al criterio professionale dell'autore. Perché se impongo il criterio del direttore o peggio ancora dell'editore, il giornalista diventa un semplice burattino che non racconta pių cosa succede dal suo punto di vista, ma quello che l'editore o il direttore vuol leggere.

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