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  1. #71
    Originariamente inviato da NyXo
    grazie della mediazione culturale

    ah, ci sono anche posti del regno in cui di queste cose frega 'ncazzo comunque a nessuno
    anche a me fregava una fava, ma ciò non toglie che quel periodo ci sia stato anche nella mia scuola, mentre la frequentavo. Non è prerogativa di Roma come tu dicevi.

  2. #72

  3. #73
    Originariamente inviato da NyXo
    ah, ci sono anche posti del regno in cui di queste cose frega 'ncazzo comunque a nessuno
    Magari tu e carnauser vivevate nel vostro mondo con le pecore che saltano nei prati ma penso che il rendersi conto delle differenze - anche economiche ma non solo - con i propi coetanei sia una fase dello sviluppo di qualsiasi ragazzino

  4. #74
    Originariamente inviato da Corinna
    Magari tu e carnauser vivevate nel vostro mondo con le pecore che saltano nei prati ma penso che il rendersi conto delle differenze - anche economiche ma non solo - con i propi coetanei sia una fase dello sviluppo di qualsiasi ragazzino
    dove andavo a scuola io si stava tutti insieme, sia chi arrivava in bicicletta, sia chi arrivava con l'auto scortata. stesse feste, stessi pub, stessi parchetti, spesso anche stesse vacanze

    a me pare che siate voi a non rendervi conto che c'e' gente ha vissuto esperienza diverse dalle vostre

  5. #75
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    concordo con carnauser e chiunque dice che guardando la televisione sembra che l'italiano sia solo quello con accento romano o napoletano. anche a me da un gran fastidio, qualunque film, fiction o programma ha un accento così...

    ci vorrebbero i doppiatori anche per i film italiani, ecco l'ho detto


    ah discorso a parte per i telegiornalisti... la maggior parte di loro sembra che abbiano una patata in bocca, quando va bene. alcuni non hanno la R, altri si mangiano le parole, altri fanno solo versi.. cioè è una situazione terribile, l'altro giorno ho sentito un giornalista parlare italiano in modo chiaro e mi sono stupito... sentendo alcuni documentari dei tempi del fascismo scende quasi una lacrimuccia, le parole sono tutte ben scandite, la voce del commentatore è chiarissima...

  6. #76
    Utente di HTML.it L'avatar di lnessuno
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    Originariamente inviato da NyXo
    dove andavo a scuola io si stava tutti insieme, sia chi arrivava in bicicletta, sia chi arrivava con l'auto scortata. stesse feste, stessi pub, stessi parchetti, spesso anche stesse vacanze

    a me pare che siate voi a non rendervi conto che c'e' gente ha vissuto esperienza diverse dalle vostre
    anche da me era -abbastanza- così

  7. #77
    Originariamente inviato da NyXo
    dove andavo a scuola io si stava tutti insieme, sia chi arrivava in bicicletta, sia chi arrivava con l'auto scortata. stesse feste, stessi pub, stessi parchetti, spesso anche stesse vacanze

    a me pare che siate voi a non rendervi conto che c'e' gente ha vissuto esperienza diverse dalle vostre
    Hai ragione, davvero stento a credere che da voi al liceo i figli dei miliardari si vestissero coi jeans del mercato e passassero il sabato sera pagando la birra ai figli dei disoccupati che arrivavano al pub dopo aver passato il pomeriggio a fare qualche lavoretto in nero... ma se davvero questo universo che io non ho vissuto esiste è un'ottima notizia... :master:

  8. #78
    Originariamente inviato da Corinna
    Hai ragione, davvero stento a credere che da voi al liceo i figli dei miliardari si vestissero coi jeans del mercato e passassero il sabato sera pagando la birra ai figli dei disoccupati che arrivavano al pub dopo aver passato il pomeriggio a fare qualche lavoretto in nero... ma se davvero questo universo che io non ho vissuto esiste è un'ottima notizia... :master:
    non mi pare di aver scritto che vestissero coi jeans del mercato. ho scritto che si facevano le stesse cose, insieme, e a volte qualche birra la si offriva anche senza essere figli di miliardari. idem per le vacanze: organizzammo una vacanza senza far pagare la casa a una ragazza in difficolta' economiche, anche senza essere miliardari. e i figli degli operai si fecero qualche capodanno in val d'aosta nella villa del politico e del dirigente di multinazionale. un mondo in cui chi sta meglio economicamente si comporta come chi sta peggio economicamente esiste, ed esiste anche un mondo in cui le differenze esistono, sono mille, ma non tutte egualmente importanti nei rapporti fra ragazzi, compagni, amici.

    dev'essere colpa dei miei genitori che non mi hanno insegnato a stare alla larga da quelli che stanno meglio di me

  9. #79
    Originariamente inviato da Corinna
    Hai ragione, davvero stento a credere che da voi al liceo i figli dei miliardari si vestissero coi jeans del mercato e passassero il sabato sera pagando la birra ai figli dei disoccupati che arrivavano al pub dopo aver passato il pomeriggio a fare qualche lavoretto in nero... ma se davvero questo universo che io non ho vissuto esiste è un'ottima notizia... :master:
    nella mia classe non c'erano figli di miliardari.....
    eravamo tutti, chi più chi meno, nella fascia "qualche soldo meno della norma - qualche soldo più della norma".

    A dire il vero alle medie un figlio di miliardario c'era... ma era simpatico, disponibile, assolutamente "normale"... non se la menava e giocava con tutti, come tutti.

    A Milano i "san carlini" c'erano per carità. Ma era pieno zeppo anche di persona normalissime. Poi, chiaro, dipendeva anche da chi ti andava di frequentare...
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

    «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.» - Gandhi

  10. #80
    Originariamente inviato da NyXo
    non mi pare di aver scritto che vestissero coi jeans del mercato. ho scritto che si facevano le stesse cose, insieme, e a volte qualche birra la si offriva anche senza essere figli di miliardari. idem per le vacanze: organizzammo una vacanza senza far pagare la casa a una ragazza in difficolta' economiche, anche senza essere miliardari. e i figli degli operai si fecero qualche capodanno in val d'aosta nella villa del politico e del dirigente di multinazionale. un mondo in cui chi sta meglio economicamente si comporta come chi sta peggio economicamente esiste, ed esiste un mondo anche le differenze esistono, sono mille, ma non tutte egualmente importanti nei rapporti fra ragazzi, compagni, amici.

    dev'essere colpa dei miei genitori che non mi hanno insegnato a stare alla larga da quelli che stanno meglio di me
    quoto. Abbiamo vissuto un'infanzia molto simile, sotto quel punto di vista

    ps. e di non stare alla larga neppure da quelli che stanno peggio.... !


    Semplicemente io, sin da piccolo, sono stato abituato a trovarmi a mio agio (o meno) con le altre persone in base a quello che sono e non in base a quello che hanno. E ho avuto la fortuna di frequentare e conoscere tante persone come me. A cominciare dai miei compagni di classe
    «Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l'ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto» - Michael Jordan

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