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Discussione: Report

  1. #71
    Originariamente inviato da mdsjack
    C'è il piccolo dettaglio che chi già lavora non può avere lo stesso tempo di chi studia soltanto.

    Ma al di là di questi aspetti pratici, vogliamo l'eguaglianza solo formale oppure sostanziale?
    Chi ha seguito un percorso diverso per acquisire determinate conoscenze, dovrebbe o no essere messo sullo stesso piano di chi le apprende in aula?
    Sì certo, basta che entrambi sostengano e superino il medesimo esame, non ci interessa mica dove le hanno acquisite quelle competenze.

    Quando io ho dato Tecnologie Informatiche Applicate mica gli interessava che io invece di studiare sul libro mi occupassi di tecnologie web per lavoro da diversi anni (sapendone anche più del docente ), a loro interessava che rispondessi alle domande come tutti gli altri.

  2. #72
    Originariamente inviato da agiaco
    Riportato a 5 anni?

    Giurisprudenza è sempre stata 4 anni
    Quanti anni fa hai preso la laurea?

    E' passata al 3+2, sia Giurisprudenza, che le altre lauree "tecnice".
    Ora sono diventate 1+4 e 1+2, per decreto del 2005. Nel nuovo ordinamento le materie sono ripartite in modo così razionale che è un piacere leggere l'elenco. Purtroppo sono capitato proprio in mezzo...

  3. #73
    Originariamente inviato da mdsjack
    C'è il piccolo dettaglio che chi già lavora non può avere lo stesso tempo di chi studia soltanto.

    Ma al di là di questi aspetti pratici, vogliamo l'eguaglianza solo formale oppure sostanziale?
    Chi ha seguito un percorso diverso per acquisire determinate conoscenze, dovrebbe o no essere messo sullo stesso piano di chi le apprende in aula?

    Se prendiamo 2 ragazzi, uno lo iscriviamo a giurisprudenza e l'altro lo affidiamo ad un avvocato perchè ne segua a stretto contatto l'attività lavorativa, non credete che dopo 5 anni a quest'ultimo debbano essere riconosciute anche formalmente quelle conoscenze sul diritto apprese medio tempore? Io sì. Certo, gli mancheranno degli elementi, magari teorici o altamente tecnici: per questi dovrà integrare con lo studio.

    Se poi mi si dice: non è una convenzione, ma un favoritismo ai figli di noti, non per questo il principio diventa demoniaco.
    n° 1 buon parte degli ammessi ad usufruire non aveva seguito alcun corso del ministero
    n° 2 non mi pare che tali corsi, qualora seguiti, terminino con esame
    n° 3 nessuna prova della conoscenza delle lingue.
    n° 4 non so se, col lavoro in ufficio, si acquisiscano automaticamente nozioni a livello universitario relative a diritto pubblico, privato, storia, statistica...ma ho qualche dubbio.
    n° 5 basterebbero dei test per far diventare seria la questione, e non da circo.
    Più la si cerca e più si allontana, la base dell'arcobaleno.
    foto

  4. #74
    Moderatore emerito L'avatar di agiaco
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    Originariamente inviato da mdsjack
    Quanti anni fa hai preso la laurea?

    E' passata al 3+2, sia Giurisprudenza, che le altre lauree "tecnice".
    Ora sono diventate 1+4 e 1+2, per decreto del 2005. Nel nuovo ordinamento le materie sono ripartite in modo così razionale che è un piacere leggere l'elenco. Purtroppo sono capitato proprio in mezzo...
    Tu hai detto che il centrodestra ha riportato giurisprudenza a 5 anni.

    Poichè prima e per anni è stata 4 anni, poi il centrosinistra l'ha portata a 5, non si capisce cosa tu abbia scritto.
    NO MP TECNICI PERCHE' NON NE CAPISCO NULLA, GRAZIE

  5. #75
    voi non capite che con il metodo di mdsjack si favoriscono bustarelle e raccomandazioni, finte collaborazione, e altre cose che fanno girare più l'economia..

    siete i soliti disfattisti..
    Non andare, vai. non restare, stai. non parlare, parlami di te...
    .oO Anticlericale Oo.

  6. #76
    Utente di HTML.it L'avatar di kiva_f
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    Originariamente inviato da mdsjack
    C'è il piccolo dettaglio che chi già lavora non può avere lo stesso tempo di chi studia soltanto.

    Ma al di là di questi aspetti pratici, vogliamo l'eguaglianza solo formale oppure sostanziale?
    Chi ha seguito un percorso diverso per acquisire determinate conoscenze, dovrebbe o no essere messo sullo stesso piano di chi le apprende in aula?

    Se prendiamo 2 ragazzi, uno lo iscriviamo a giurisprudenza e l'altro lo affidiamo ad un avvocato perchè ne segua a stretto contatto l'attività lavorativa, non credete che dopo 5 anni a quest'ultimo debbano essere riconosciute anche formalmente quelle conoscenze sul diritto apprese medio tempore? Io sì. Certo, gli mancheranno degli elementi, magari teorici o altamente tecnici: per questi dovrà integrare con lo studio.

    Se poi mi si dice: non è una convenzione, ma un favoritismo ai figli di noti, non per questo il principio diventa demoniaco.
    Ma sei serio?
    In molti lavorano (compresa me) se non ho tempo sono affari miei, nessuno mi obbliga a fare l'università, ma vorrei farti presente che non tutti i lavoratori hanno la possibilità di avere (pagati) le 150 ore messe a disposizione degli impiegati pubblici per partecipare alle lezioni e fare esami.
    Inoltre se queste persone hanno già esperienza in alcune materie vuol dire che ci metteranno 2 giorni a studiarle anzichè un mese, ma se permetti è giusto che la tua conoscenza sia verificata tramite un esame, anche perchè per me potresti anche lavorare da un avvocato e grattarti la pancia tutto il giorno.
    In ultimo, aggiungendo esperienza allo studio avrai molte più possibilità di avere un posto di lavoro dopo, per cui i tuoi vantaggi dal lavoro li hai già, perchè mai dovrei regalarti una laurea?

  7. #77
    Le differenze sono molte, invece.

    Prendiamo l'esempio nazional-popolare dell'esame di guida: vuoi forse dirmi che un pilota di F1 non "sa guidare"? Eppure sappiamo che l'esame pratico di guida prevede gesti rituali ed attenzioni maniacali a dettagli "scolastici". Ora, uno che abbia fatto corse per anni, non dovrebbe vedersi scontato l'esame pratico ed essere chiamato soltanto a sostenere l'esame teorico, peraltro decurtato delle domande sulla tecnica del motore che un pilota già conosce?
    Per me sì. Altrimenti si discrimina in termini di tempo e denaro il pilota a favore del novellino.


    DISCLAIMER: Io parlo per principi. E' inutile che me ne contestate la pessima applicazione, come Report ha in parte dimostrato, perchè sul punto siamo d'accordo.

  8. #78
    Originariamente inviato da mdsjack
    Io parlo per principi.
    Ah scusi allora, non sono alla sua Altezza.

  9. #79
    Moderatore emerito L'avatar di agiaco
    Registrato dal
    Jul 2003
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    613
    Originariamente inviato da mdsjack
    Le differenze sono molte, invece.

    Prendiamo l'esempio nazional-popolare dell'esame di guida: vuoi forse dirmi che un pilota di F1 non "sa guidare"? Eppure sappiamo che l'esame pratico di guida prevede gesti rituali ed attenzioni maniacali a dettagli "scolastici". Ora, uno che abbia fatto corse per anni, non dovrebbe vedersi scontato l'esame pratico ed essere chiamato soltanto a sostenere l'esame teorico, peraltro decurtato delle domande sulla tecnica del motore che un pilota già conosce?
    Per me sì. Altrimenti si discrimina in termini di tempo e denaro il pilota a favore del novellino.


    DISCLAIMER: Io parlo per principi. E' inutile che me ne contestate la pessima applicazione, come Report ha in parte dimostrato, perchè sul punto siamo d'accordo.
    Sarebbe giusto se non fosse impossibile.

    Chi sa sicuramente di medicina è un medico, chi conosce senz'altro le leggi è un magistrato. Ma per esercitare hanno già la laurea, quindi non devono passare nessun esame. Che un dipendente pubblico abbia queste stesse conoscenze mi pare risibile.
    NO MP TECNICI PERCHE' NON NE CAPISCO NULLA, GRAZIE

  10. #80
    Originariamente inviato da agiaco
    Sarebbe giusto se non fosse impossibile.

    Chi sa sicuramente di medicina è un medico, chi conosce senz'altro le leggi è un magistrato. Ma per esercitare hanno già la laurea, quindi non devono passare nessun esame. Che un dipendente pubblico abbia queste stesse conoscenze mi pare risibile.
    già... ricordate l'esempio del muratore?

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